L'amichevole cinefilo di quartiere

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Spider-Man: Un nuovo universo


Da grande cinefilia derivano grandi responsabilità.

TRAMA: A causa di un macchinario costruito da Kingpin, gli Spider-Man di universi differenti convergono in uno solo in cui l’Uomo Ragno è Miles Morales, un ragazzo di Brooklyn di origini portoricane.

RECENSIONE:

Raro caso di pellicola Marvel non avente come target intellettivo persone reduci da una commozione cerebrale grave, Spider-Man: Un nuovo universo è un esempio lampante di come anche la Casa delle Idee possa sfruttare le suddette idee per proporre al pubblico dei prodotti adatti a tutte le fasce di età, a patto che si decida di anteporre la narrativa sull’azione.

Il film vede infatti come pregio principale quello di riuscire ad orchestrare una storia in cui trovino ampio spazio e realizzazione degli importanti temi morali ed introspettivi, quali il trovarsi o meno a proprio agio nell’ambiente sociale circostante, la ricerca della propria strada indipendentemente dalle pressioni esterne e, ovvio leitmotiv nel caso del Tessiragnatele, la presa di coscienza delle proprie responsabilità.

Ogni versione dell’Uomo Ragno (talvolta nemmeno uomo, talvolta nemmeno umano) incarna infatti una particolare inclinazione dello stesso generico personaggio, risultando un catalogo di figure che sono allo stesso tempo tutti il medesimo individuo e tutti soggetti differenti.

Dall’imbolsito Peter B. Parker in crisi umana e “professionale” ad una tetra versione Noir direttamente uscita dalle pagine di un romanzo hard boiled, fino ad una colorata loli nipponica filo-robot e ad un assurdo maiale fuori di testa, lo spettatore si trova quindi di fronte interessanti varietà di un elemento che già conosce bene, risultando affascinato ma non negativamente spiazzato.

Tra le versioni alternative spicca sicuramente Gwen Stacy, proveniente da una realtà in cui è stato Parker a morire e il cui personaggio è stato scritto con un mix veramente azzeccato di girl power, indipendenza e grinta, senza però sembrare esagerato o forzato.
Non una principessa da salvare né una spietata guerriera picchia-tutti, quindi, ma una semplice giovane donna combattiva e decisa, che lotta per ciò in cui crede non facendosi mettere i piedi in testa dai maschietti.

Ciao, Emma Stone.

L’azione è sì presente, ma più a corredo dell’elemento umano che a suo scapito: grande contributo al lato intrattenimento viene dato da uno stile grafico che se nella raffigurazione delle figure umane risulta piuttosto particolare, quindi può piacere o meno, nei fondali mostra efficacemente i muscoli grazie ad un caleidoscopio di colori meraviglioso ed affascinante.

Elemento di pregio è anche l’ironia, anch’essa azzeccata e, soprattutto, inserita con misura e gusto, a differenza dello sbrodolamento di gag a casaccio ormai consueto per il luciferino connubio Marvel-Disney.

Degno di nota anche il comparto voci in lingua originale, tra cui risaltano Hailee Steinfeld come Gwen, Liev Schreiber per Kingpin e Mahershala Ali per Aaron Davis e Nicolas Cage per Spider-Man Noir.

Una delizia.

Bumblebee


Sei film sui Transformers? Seriamente?

TRAMA: 1987. In fuga e male in arnese, il robot alieno Bumblebee trova rifugio nella discarica di una località balneare sulle coste della California. Viene trovato da una ragazza che prova a metterlo in sesto, e che presto si accorge di avere a che fare con un’automobile fuori dall’ordinario…

RECENSIONE:


Che due maroni ‘sti robottoni giganti ho visto primo terzo e quarto e non saprei dire quale mi abbia fatto venire la gastrite peggiore ma siccome la vita è sofferenza e il cinema è pure peggio siamo oggi qui riuniti per celebrare la scomparsa della mia sanità mentale già messa a durissima prova lungo il corso di svariati anni farciti di troiate invereconde che mi sorbisco a cadenza settimanale perché amo più il cinema di me stesso non fiori ma opere di bene ok già che il regista non sia più Michael Bay vorrà dire che forse ci risparmieremo la tristissima immagine della ragazza con un’età che potrebbe essere sua figlia inquadrata a pecora sì lo so che sarebbe più corretto definirla posizione prona però dai non stiamo qua a sottilizzare alla fine sempre di mandolino in primo piano si sta disquisendo poi oh il tipo è anche quello che ha diretto Kubo e la spada magica che dici esticazzi ma fidatevi che è un film proprio bellino


quindi booom pronti via ed è già tutto uno sparare con gente totalmente a caso a mio parere francamente indistinguibili l’uno dall’altro meno male che siccome il target di pubblico è quello dei bambinotti e quindi la dobbiamo spiegare ai venti-trentenni con la mentalità di ragazzini delle medie oltre che ai suddetti pischelli facciamo che i buoni sono quelli colorati mentre i cattivi sono tutto un grigiore che oh sembrerà anche una pignoleria ma cazzo sul campo di battaglia se ti si para davanti un limone alto quattro metri sarà ben più visibile da colpire rispetto ad una ferraglia fumé però dai il concetto dei Transformers è stato creato per venire usufruito da spettatori ehm diciamo semplici quindi bon


spara che ti spara Bumblebee il nostro simpatico roito arriva sulla Terra ed è doppiato dal pallavolista Ivan Zaytsev che fin per carità sicuramente sarò stronzo io ma non comprendo il nesso logico tra schiacciare una palla a cento e passa chilometri orari ed il mondo della recitazione poi se vogliamo immergerci nella più becera polemica si potrebbe anche aggiungere che avessero scelto un calciatore apriti cielo ma non siamo qui per quello o forse sì comunque il martello non parla molto visto che come ben si sa il compagno B ha il dispositivo vocale scassato e quindi dopo aver mostrato questo interessantissimo background sull’handicap del nostro prode arrivano pure i militari ottusi perché dove ci sono pianeta Terra + alieni ci sono i militari ottusi il robot scappa e taglio su Hailee Steinfeld


che dico io capisco avrà i suoi conti da pagare però osteria te sei stata nominata all’Oscar per Il Grinta dove recitavi per i Coen con Bridges, Damon e Brolin e poi mi finisci a fare la quota vulva per i quindicenni segaioli che sì ti avviso subito su di te si spareranno un numero di raspe così alto che se i proverbiali problemi alla vista consequenziali fossero documentati medicalmente figlia mia corri ad aprire un negozio di cani-guida che incassi di Hollywood spostatevi e siccome bisogna masturbarsi fino a farsi riconoscere una percentuale di invalidità per il tunnel carpale giovanile oltre ad essere una bella tana pur fregandosene del suo aspetto la squinzia è pure appassionata di meccanica e musica rock benvenuti nel regno di Fantasilandia con la tipa che invece di passare i pomeriggi da boh Sephora Pandora o che cazzo ne so va dallo sfasciacarrozze a ravanare nella ferraglia in un’immagine che è una strizzata d’occhio così potente ai nerd che per cortesia signora Palmira non mi faccia parlare


trova ‘sto rottame parte il segnale che richiama i cattivi GESÙ CRISTO È LA STESSA TRAMA PRINCIPALE DEL REMAKE DI PREDATOR A TUTTO L’EQUIPAGGIO ABBANDONARE LA NAVE RIPETO ABBANDONARE LA NAVE momento famigliare scorreggione come pochi poi classica sequenza rimettiamo in piedi il catorcio che fa molto Herbie il maggiolino tutto matto che era matto ma non malefico in cui la tipa entra per la prima volta dentro all’auto che oh mi è venuto in mente adesso pensate fosse stato il contrario robot femmina e sbarbatello maschio che ci entra dentro che carico metaforico ci avrebbero picchiato giù insomma poi il coso giallo si sveglia e inizia a fare casini ennesimo stereotipo sull’imparare gli usi e costumi terrestri arrivano i cattivi facendo un gran bordello e accompagnati da un sottofondo di musica schitarrante tirato fuori paro paro dalla libreria license free di YouTube che fa tanto sono arrivati i cattivi e via di cazzate che servono a costruire il rapporto tra i due emarginati che mamma mia è di una pigrizia affossante


incontro tra le due fazioni di antagonisti che ah già, vi ho per caso detto che il leader dei militari è John Cena no dico John Cena you can’t see me quello che fino all’altroieri schienava degli ammassi di steroidi su un ring e mo’ gli danno pure dei soldi per sbraitare davanti allo schermo ma come ci siamo ridotti dico io vabbè tra una gag e l’altra sulla musica anni ’80 e altra acqua per far germogliare il legame vulva-maggiolone ci schiaffano pure dentro un interesse amoroso di cui sentivo la mancanza come della neve il 3 luglio e via ad introdurre un personaggio che non vale il tempo che sto sprecando per menzionarlo nel frattempo i cattivi ottengono il controllo dei satelliti terrestri che ovviamente figurati se avrà delle ripercussioni negative siamo in società di noi ti puoi fidar poi talmente a caso che pensavo fosse subentrato per errore un film diverso viene tirata fuori una gara di tuffi che è una delle metafore sul coraggio più tristi nella storia della narrazione vendetta a base del robot che non sa dosare le forze poi pure la casa sfasciata perché mamma mia che pazienza IL ROBOT NON SA DOSARE LE FORZE e dopo circa un’ora dall’ultima volta c’è lo scontro tra bestioni metallici ossia il punto nevralgico su cui dovrebbe basarsi ‘sta baracconata infame


ma forse anche no perché nonostante ci troviamo a che fare con esseri potentissimi provenienti da un altro pianeta la situazione la risolvono dei ragazzini in tempesta ormonale che ai tempi nostri se chiamava voja de scopa’ poi ovviamente salta fuori che dei tizi che si chiamano Ingannevoli ci hanno ingannati oh mio Dio Bumblebee è morto bu-hu piangiamo e invece no gli danno la scossa finché non si sveglia e io boh a questo punto mi sarei aspettato pure la lacrima magica che le scende dalla guancia e gli cade sul petto poi il robottone pacioccone diventa una fottuta macchina da guerra inizia a spaccare tutto a dimostrazione che siamo innanzi ad una pellicola per raffinati intellettuali momento Il gigante di ferro e poi via verso la scazzottata con i villain che ovviamente pur essendo in due lo attaccano uno alla volta come le note basi del duello ottocentesco e figurati se un ferrovecchio che ha subito legnate fino adesso non riesce ad abbattere due tizi molto più in forma di lui solita percentualona a cazzo che non va più avanti


solita tipa che dobbiamo trovare un modo perché dia il suo contributo ovviamente i buoni vincono perché magari ci siamo scordati che ‘sto qua è un prequel quindi come cazzo fa a crepare però vabbé, risalta fuori la questione tuffi che mi stavo giusto chiedendo come avrebbero fatto a risolverla essendo così campata per aria e poi finale banalotto che ci dobbiamo lasciare anche se ci vogliamo tanto bene perché le nostre due famiglie non vogliono ah no quello è un altro film poi sub-finale in cui la tipa non la smolla alla spalla boy inutile perché nei film se sei una donna forte devi pure essere anaffettiva che cazzo almeno un bacetto all’idiota non morivi mica secondo me poi ognuno la vede come crede.

Che film del cazzo.

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