L'amichevole cinefilo di quartiere

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GTA V In-Game Movies (Capolavoro – The Loneliest Robot in Great Britain – Meltdown)

RECENSIONE: Tre finti film della durata di circa 10 minuti ciascuno che è possibile vedere entrando nei cinema all’interno del mondo di gioco del videogame GTA V.

In generale mi sono piaciuti, perché hanno tutti una componente fortemente parodistica e in un videogioco del genere questo è un aspetto fondamentale. Tutti e tre colpiscono un sottogenere della cinematografia e per farlo vanno a esasperare i difetti intrinsechi dei diversi tipi di narrazione, partorendo dei prodotti godibili e ben realizzati.

Capolavoro è un incomprensibile corto onirico in bianco e nero parlato contemporaneamente in francese e spagnolo. Per le atmosfere, le tecniche registiche e il montaggio esso è una satira contro i film dalla forte componente introspettiva (italiani, in particolare) dove a dialoghi a fiume si contrappongono immagini di cui è difficile capire i legami logici. Non ha un senso e non vuole averlo.

The Loneliest Robot in Great Britain è del trio quello che ho apprezzato di più. Ambientato in un’Inghilterra del futuro in cui robot e umani convivono, all’apparenza è simile ai corti d’animazione per i più piccoli; in realtà contiene sarcasmo, scene sessuali esplicite, violenza e una dose massiccia di sadismo. Per risate nerissime.

Meltdown, ispirato in parte a Wall Street di Oliver Stone, racconta l’ascesa di un giovane ambizioso e rampante preso sotto l’ala protettrice da uno squalo della finanza. L’aspetto più ironico del corto è che i personaggi parlano di espedienti cinematografici (come cliché, ellissi temporali, voci fuori campo ecc…) come se loro stessi si rendessero conto di questi elementi e di far parte di un film.

Carini.

 

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Il circo della farfalla

butterfly-circusVenghino signori, venghino! Più gente legge questa recensione più bestie si vedono!

TRAMA: Un uomo nato senza arti è mostrato in uno spettacolo di fenomeni da baraccone come “abominio della natura”. L’incontro con il proprietario di un circo sarà per lui fonte di grande cambiamento.

RECENSIONE: Cortometraggio del 2009 diretto da Joshua Weigel della durata di circa 20 minuti, Il circo della farfalla contiene un importante insegnamento (sì, lo chiamo così anche se il ruolo del cinema non è quello di maestro) sull’importanza dell’umanità e del rispetto nei confronti di tutti.

Si va quindi al di là di meri giudizi estetici, mostrando l’intensità e l’evoluzione che un uomo può compiere attraverso la fortuna di conoscere persone buone che possano accoglierlo e farlo sentire amato e accettato. Le potenzialità, anche quelle insperate, vengono prepotentemente alla luce senza il velo formato dai pregiudizi delle persone superficiali e dalla scarsa autostima.

La farfalla come simbolo di cambiamento e di presa di coscienza delle proprie capacità, aspetto evidenziato dalle scelte registiche, che pongono in primo piano il lato umano del cortometraggio, raffigurando piccole storie e particolarità che contribuiscono all’avvicinamento dello spettatore alle vicende narrate. Aspetto fondamentale essendo un corto che punta sulla forza emotiva.

Eduardo Verástegui è efficace come sensibile direttore di una compagnia circense, e come contorsionista compare Doug Jones, alter ego attraverso la computer grafica di molti personaggi del cinema come Abe Sapien in Hellboy e Silver Surfer nel film con i Fantastici 4.

L’attore protagonista, Nick Vujicic, è veramente affetto da tetramelia ed ha usato la sua grande forza di volontà diventando un motivatore, cercando in questo modo di aiutare le persone affette da gravi handicap fisici a superare le difficoltà della vita.

Emozionante.

Qui il link YouTube sottotitolato in italiano: http://www.youtube.com/watch?v=OYozbkt026I

The Maker

the makerSi. Può. Fare!!!

TRAMA: La creazione della vita da parte di una strana creatura simile a un coniglio.

RECENSIONE: Cortometraggio semplicemente fantastico, l’unione di poesia, arte e artigianato con una metafora di fondo sulla vita. Il tutto viene raffigurato in meno di sei minuti, con una ottima stop motion, che contribuisce a dare spessore e consistenza a personaggio e oggetti.

Assolutamente da vedere, non c’è altro da dire.

Qui il link al video su YouTube:

http://www.youtube.com/watch?v=YDXOioU_OKM

The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore

I fantastici libri volanti del signor Maurizio Menopiù. Sì, in italiano non avrebbe reso…

TRAMA: Dopo un uragano che ha spazzato via casa sua Mr. Morris si ritrova in una terra dove i libri sono senzienti.

RECENSIONE: Cortometraggio animato, vincitore dell’Oscar 2012 per la categoria. Prodotto dalla Moonbot Studios (niente Dreamworks o Pixar?) questo corto di 15 minuti costituisce una piccola e divertente ode ai libri, valorizzando l’importanza che essi hanno per la cultura e l’amore per la lettura in generale.

Considerare i libri, le pagine e le stesse lettere stampate come oggetti fisici con una massa e un volume è dal punto di vista visivo una buona idea, che riesce a creare situazioni piacevoli per l’occhio mantenendo una poesia di fondo. Il tono sostanzialmente comico, con rimandi allo slapstick e alla commedia degli albori degli anni ’20 riesce a mantenere il ritmo veloce e snello, facendo abituare allo stesso tempo lo spettatore alla dimensione leggera del corto stesso. La presenza inoltre di velati rimandi ad altri film costituisce una chicca per appassionati.

Esteticamente ottimo uso del bianco e nero e grande fisicità data ai corpi; ciò aumenta i contrasti e calca ancora di più la mano sul lato più poetico e “spirituale” del cortometraggio, che risulta così uno dei migliori degli ultimi 4-5 anni.

Qui il link YouTube http://www.youtube.com/watch?v=NxrYDaj0dbs

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