L'amichevole cinefilo di quartiere

Articoli con tag ‘Parker’

Othello

othello“Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre.” Iago ad Otello, atto III, scena III.

TRAMA: Tratto dall’omonima opera di William Shakespeare (1603). Il generale Otello è invidiato dal suo alfiere Iago, che ordisce un piano per fargli credere che la sua bella moglie Desdemona lo tradisca con il luogotenente Cassio.

RECENSIONE: Film del 1995 diretto dall’esordiente Oliver Parker, che poi si butterà con alterne fortune sulle commedie e metterà alla luce quell’obbrobrio di Dorian Gray (2009), questa trasposizione dal teatro è piuttosto controversa, in quanto ha pregi particolari quanto difetti piuttosto evidenti.

Per cominciare è troppo barocco, sia come atmosfere generali che per alcune scene nello specifico, anche se si riscatta in parte grazie alla scelta di utilizzare i veri interni ed esterni veneziani, in grado quindi di dare maggior realismo alle scene.

I dialoghi sono presi dall’opera originale solo per circa un terzo e l’immersione nell’atmosfera del tardo Cinquecento è evidente (e se vogliamo ben ricreata), ma spesso si scade nell’esagerazione o nella banalità, non riuscendo mai il film a seguire dei precisi binari registici o estetici.
Tanti primi piani uniti a montaggi tanto sporadicamente quanto inutilmente frenetici disorientano lo spettatore che letteralmente non sa come approcciarsi all’opera, indeciso se farlo con uno spirito teatrale o cinematografico.

Ma Othello ha indubbiamente un punto di forza: l’interpretazione maestosa di Iago da parte di Kenneth Branagh.

iago

Iago è un personaggio incredibilmente sfaccettato, incarnando l’archetipo dell’uomo intelligente, acculturato, machiavellico e apparentemente affabile.
Tradisce Otello perché crede che non gli vengano riconosciuti i suoi giusti meriti e che le sue qualità non siano premiate: il Moro preferisce a lui come suo vice il puttaniere Michele Cassio, e ciò lo fa infuriare portandolo ad ordire trame che coinvolgono non solo l’oggetto della sua rabbia ma anche molte altre persone, costruendo un intrigo di grosse proporzioni. A finire nella sua rete infatti sono Otello, Desdemona e Cassio, ma anche Roderigo, un veneziano pateticamente innamorato anch’egli di Desdemona, e che Iago usa come suo galoppino e portafogli ambulante.

L’alfiere come già detto incarna pregi ammirevoli, come anche la buona capacità di eloquio e la razionalità, intorbidendoli però a causa di un costante senso di rivalsa nei confronti di Otello, che ritiene non lo stimi abbastanza da affidare a lui la posizione di prestigio tanto agognata. Iago usa quindi le sue abilità per vendetta e invidia nei confronti del Moro, il quale si trova ad essere un totale burattino nelle sue mani, preso com’è dalle pulsioni dovute alla gelosia per la bella moglie dovute alle false voci dell’amico.

Il patetismo di questo antagonista è evidente, con un ulteriore sottotesto di mancanza di fiducia in se stessi nonostante la spavalderia e la risolutezza con cui egli agisce, in quanto paradossalmente le sue abilità lo rendono (o renderebbero) una brava persona e un uomo di una certa levatura, stimato dagli altri.

Branagh nell’interpretarlo è eccezionale perché sfonda continuamente la quarte parete (per chi non mastichi cinema, si intende il muro immaginario che divide lo schermo dallo spettatore) guardando fisso in camera e quasi provocando il pubblico come a voler scatenare le sue reazioni. Nella versione originale in lingua inglese usa dei repentini cambi di registro che rendono ottimamente la sua mellifluità e la sua determinazione nell’attuare il proprio proposito (il celebre monologo “I hate the Moor” fa venire la pelle d’oca).
Il pubblico, assistendo a tali macchinazioni, si sente quindi in fondo suo complice. 

Othello_1995_DvDRip

Una prova semplicemente maiuscola, che riscatta qualitativamente la pellicola nonostante (a causa anche della cattiva distribuzione) sia stata un fiasco commerciale, incassando circa due milioni di dollari con un costo di undici.

Di fronte a questa prova gli altri attori risultano in ombra. Lawrence Fishburne come Otello (primo attore afroamericano ad interpretare tale parte) è tanto solido nella parte iniziale del film, quando i dubbi non avvelenano la sua mente, quanto in preda alla furia e con una totale mancanza di raziocinio successivamente.

Nathaliel Parker interpreta un Cassio piuttosto bidimensionale (ma anche la parte in sé non ha un grande approfondimento psicologico), peccato per Irène Jacob nella parte di Desdemona: bella, sì, ma in lingua originale il suo marcatissimo accento francese la rende alla lunga fastidiosa. Piccolo ruolo per il buon Michael Sheen nei panni di Lodovico.

Se vi è piaciuto potrebbero piacervi anche: Le altre opere del Bardo trasposte sullo schermo.

A parte questa:

Annunci

Red 2

red 2Arrivano i rossi, arrivano i rossi.

TRAMA: Qualcuno vuole incastrare alcuni ex agenti della CIA che hanno lo status di “Red” (Retired Extremely Dangerous); essi dovranno sventare un complotto internazionale grazie anche ad alcuni loro omologhi russi.

RECENSIONE: Seguito di Red (2010), divertente film d’azione su super agenti segreti in pensione, che riesce ad unire l’azione alle risate scanzonate. In questa pellicola la formula rimane la medesima, ossia un road movie con parecchi personaggi secondari e tante sparatorie, caratterizzate comunque da una marcata ironia di fondo.

La regia di Dean Parisot riprende le caratteristiche di quella di Robert Schwentke, regista del primo film. Abbiamo quindi un’abbondanza di primi piani, molte scene d’azione concitate e qua e là inserti fumettosi che rimandano alla graphic novel della DC Comics da cui questi due film sono stati tratti. La sceneggiatura di Erich e Jon Hoeber prende molto spunto da classici dello spionaggio come Ian Fleming e Tom Clancy, essendo basata su complotti, doppi giochi, e passati burrascosi (nonché parecchio intrecciati tra loro) dei protagonisti.

Nel cast tornano le vecchie (pardon, “diversamente giovani”) conoscenze del primo episodio. Bruce Willis conferma di essere il più (auto)ironico tra gli eroi muscolari tutto esplosioni e battute fighe. John Malkovich nei panni dello schizzato è comodo e a suo agio come una casalinga in pigiama e pantofole e le sue espressioni facciali sono impagabili. Helen Mirren e Mary-Louise Parker costituiscono una presenza femminile che male non fa; glaciale la prima, più ingenua la seconda contribuiscono a rendere ancor più pittoresco il gruppone di esagitati.

Pezzi da novanta che appaiono in questo seguito sono la bellissima e magnetica Catherine Zeta-Jones, patrimonio nazionale del Galles insieme al laverbread, e Sua Maestà Anthony Hopkins, che suppongo non si sia letto la sceneggiatura del film 250 volte come fece per Il silenzio degli innocenti ma è godibile nei panni di uno scienziato svitato.

Un piccolo appunto. Siamo nel terzo millennio, epoca in cui con le moderne tecnologie tutti possono rimanere in contatto con tutti e ognuno può conoscere notizie riguardanti ogni parte del globo terracqueo. Un’epoca in cui le distanze geografiche sono state abbattute e rese relative. Detto questo, davvero si sente il bisogno di inserire nei film tutte le Cristo di volte un asiatico bravo con le arti marziali? Dubito che tutte le persone nate a est degli Urali non sappiano fare altro che distribuire calci in faccia e armeggiare con i computer, e allora perché non abbandonare questi luoghi comuni triti e ritriti?

Se vi è piaciuto, potrebbero piacervi anche: il suo predecessore Red (2010) e film polizieschi con tante risate, come la serie Beverly Hills Cop con Eddie Murphy o Arma letale con Mel Gibson e Danny Glover.

Tag Cloud