L'amichevole cinefilo di quartiere

Articoli con tag ‘new york’

Cloverfield

Let me take you down / ‘Cause I’m going to / Cloverfield

TRAMA: Durante una festa a New York viene registrato un filmato amatoriale. Il nastro diventerà la testimonianza dell’attacco alla città da parte di una gigantesca creatura.

RECENSIONE: Film del 2008 diretto da Matt Reeves e prodotto da J.J. Abrams, Cloverfield  si colloca nel genere POV. Acronimo di “Point Of View”, questo termine indica i film in cui lo spettatore vede le immagini dal punto di vista dei personaggi stessi, mentre utilizzano videocamere o strumenti affini (ma chissà perché immagino che molti lo sappiano già). Prima di questa pellicola e rientranti nello stesso genere possiamo ricordare ad esempio The Blair Witch Project (1999) o REC (2007), e successivamente Chronicle del 2012, sebbene abbia uno stile un po’ diverso dal punto di vista registico.

La regia di Matt Reeves è buona e riesce a tenere un ritmo agile che crea un’atmosfera di notevole ansia e impotenza. Il trucco che tutto sia girato dai ragazzi stessi è reso in maniera piuttosto convincente; la sceneggiatura di Drew Goddard (ex sceneggiatore di serie tv come Alias e Lost, e che ha diretto e sceneggiato il buon Quella casa nel bosco) lo aiuta, dando giustificazioni al fatto che nel bel mezzo di una situazione complicatissima ci sia gente che si porta dietro una videocamera, tipo Herzog mentre girava Fitzcarraldo, ma con meno navi. La fotografia è sempre molto scura e cupa, talvolta quasi seppiata, e contribuisce anch’essa al senso di smarrimento e di costante pericolo aggiungendo la atavica paura per il buio.

Come ogni film con componenti horror, il cast è formato da attori poco conosciuti al grande pubblico. Difficile che lo spettatore si immedesimi in una star hollywoodiana che guadagna miliardi, vive a Beverly Hills e si porta a letto una modella di Victoria’s Secret, meglio puntare su facce giovani e sconosciute in cui tutti possano identificarsi. Il gruppo di protagonisti, seppur stereotipato come nei più tradizionali canoni di questo tipo di pellicole, funziona bene e per mandare avanti la baracca questo è quanto basta. Per cui largo al “Belloccio, all'”Imbranato”, alla “Gnocca 1”, alla “Gnocca 2” ecc… Sono giovani, si faranno.

Tirando le somme Cloverfield è un film ben realizzato, che può magari essere ostico per i non amanti del genere ma che in caso contrario cattura lo spettatore. Grazie anche a una durata contenuta (85 minuti) il film riesce a sopperire ad un inizio un po’ lento e a prendere un buon ritmo. IMHO e senza fare spoiler non mi è piaciuto un aspetto relativo alla parte finale del film, ma niente di così imperdonabile.

Annunci

The Avengers

“Era questo il piano.” “Non è un granché.”

TRAMA: il malvagio dio nordico Loki minaccia la Terra; per fermarlo viene formata una squadra composta dai più forti supereroi del pianeta.

RECENSIONE: Questo film è semplicemente una colorata porcheria fracassona.

Si può tranquillamente fare un film sui supereroi che abbia un certo spessore (i Batman di Nolan e Burton ad esempio, o pur con i suoi difetti dovuti anche all’età il Superman con Christopher Reeve del 1978), ma qui semplicemente non ci si riesce.

Regia di Joss Whedon (produttore del telefilm cult Buffy the vampire-slayer), al suo secondo film da regista.
Si vede.
Lo stile è quello di Michael Bay, autore di perle intellettuali come Transformers e seguiti, cioè un collage di inquadrature da loop da aeroplani con contorno di esplosioni e distruzioni di basi sotterranee/palazzi/elicarri; utile e divertente da vedere se si filmano le Frecce Tricolori, meno in un film di due ore e 25.

La sceneggiatura (se così la si deve chiamare) è formata da tre pezzi triti e ritriti: reclutamento, combattimento intermedio e combattimento finale, con ininterrotte battutine stile “io sono un gran figo” da parte dei vari galletti presenti.

Per quanto riguarda la recitazione Downey jr interpreta il suo Stark come ormai tutti i suoi personaggi, cioè da irritante e incorreggibile cazzone (lontani i tempi di Charlot 1992); i biondi Evans-America e Hemsworth-Thor sarebbero testa a testa in una gara di inespressività; Ruffalo-Banner strappa a fatica la sufficienza, anche se sembra reciti meglio da bestione verde che da essere umano (cosa che dovrebbe fargli porre qualche domanda) ma dovrebbe decidere quale lato della forza seguire: film di qualità (Zodiac, Shutter Island) o meno (Se solo fosse vero o questo).
Piange il cuore vedere il mostro sacro Samuel L. Jackson (Fury) e il promettente Renner-Hawkeye (The Hurt Locker, film che ha vinto l’Oscar nel 2010) sputtanati in questa maniera.

Un film che si può tranquillamente evitare senza rimorsi di coscienza.

Ah già, Scarlett Johansson ha un livello recitativo da film porno.

Tag Cloud