L'amichevole cinefilo di quartiere

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PREMI OSCAR 2016 – SPEAKERS’ CORNER

The 85th Academy Awards® will air live on Oscar® Sunday, February 24, 2013.

Elenco dei premiati e nominati agli Academy Awards 2016 (solo premi principali):

MIGLIOR FILM:

MIGLIOR REGIA:

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA:

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA:

  • Cate Blanchett – Carol
  • Brie LarsonRoom
  • Jennifer Lawrence – Joy
  • Charlotte Rampling – 45 anni (45 Years)
  • Saoirse Ronan – Brooklyn

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA:

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA:

  • Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
  • Rooney Mara – Carol
  • Rachel McAdams – Il caso Spotlight (Spotlight)
  • Alicia VikanderThe Danish Girl
  • Kate Winslet – Steve Jobs

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE:

  • Matt Charman, Joel ed Ethan Coen – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
  • Alex Garland – Ex Machina
  • Josh Cooley, Ronnie del Carmen, Pete Docter e Meg LeFauve – Inside Out
  • Tom McCarthy e Josh SingerIl caso Spotlight (Spotlight)
  • Andrea Berloff, Jonathan Herman, S. Leight Savidge e Alan Wenkus – Straight Outta Compton

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE:

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE:

  • Anomalisa, regia di Charlie Kaufman e Duke Johnson
  • Il bambino che scoprì il mondo (O Menino e o Mundo), regia di Alê Abreu
  • Inside Out, regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen
  • Shaun, vita da pecora – Il film (Shaun the Sheep Movie), regia di Mark Burton e Richard Starzak
  • Quando c’era Marnie (思い出のマーニー Omoide no Mānī?), regia di Hiromasa Yonebayashi

MIGLIOR FOTOGRAFIA:

MIGLIOR SCENOGRAFIA:

MIGLIOR COLONNA SONORA:

MIGLIOR CANZONE:

  • Earned It (Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville e Stephan Moccio) – Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey)
  • Manta Ray (J. Ralph e Antony Hegarty) – Racing Extinction
  • Simple Song #3 (David Lang) – Youth – La giovinezza (Youth)
  • Til It Happens to You (Diane Warren e Lady Gaga) – The Hunting Ground
  • Writing’s on the Wall (Jimmy Napes e Sam Smith) – Spectre

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI:

MIGLIORI COSTUMI:

 

Riassunto:

A differenza degli anni passati (20132014 e 2015) ho deciso a questo giro di giostra di lasciare a voi la parola e il commento.

I vincitori corrispondono ai vostri gusti oppure no?

Il vostro film preferito ha raccolto quanto speravate o è rimasto con le pive nel sacco?

Cosa vi è piaciuto in particolare?

Quali premi vi sono sembrati “regalati”?

Qualsiasi cosa vogliate dire al riguardo, lasciate un commento.

TOP/FLOP 2015

stairway to heaven highway to hell

Ovvero il meglio e il peggio dell’anno appena trascorso. IMHO, ovviamente.

Dopo le edizioni 20122013 e 2014 torna il mio breve riassunto dell’ultima annata cinematografica, con il top e il flop di ciò che mi è capitato di vedere in questo 2015.

Per ogni pellicola il link alla recensione (se presente).

N.B. Come sempre NON è una vera e propria classifica, i film sono inseriti in semplice ordine alfabetico.

Green thumbs up on white.

TOP 5 2015:

Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) di Alejandro González Iñárritu.

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Un piano sequenza di due ore segue una celebrità decaduta nel suo travagliato percorso di rinascita artistica e personale.

L’individuo che lotta contro tutto, tutti e persino una parte di se stesso per risalire la china, ritrovando la dignità perduta e il rispetto da parte del mondo che lo circonda. Il passaggio da pellicole supereroistiche al teatro simboleggiante la culla della recitazione, sicura nell’accogliere gli interpreti ma spietato nell’offrirli al mondo come tributi sacrificali.

Oltre ad una interessantissima scelta registica, ottima fotografia e un Michael Keaton veramente sugli scudi, attorniato da altri attori in forma (Stone, Norton e Watts).

The Imitation Game di Morten Tyldum.

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La storia di uno dei più sconosciuti geni del ‘900 rivive grazie ad un’intensa interpretazione da parte di Benedict Cumberbatch e ad un’esposizione narrativa eseguita attraverso l’intreccio di piani temporali, che rende il film più vivace di altre biografie.

Biopic solido e ben realizzato, riesce a mostrare allo spettatore sia il lato professionale del protagonista, gravato da un fardello tanto importante quanto oneroso, sia l’importante fattore umano, pennellando i tratti distintivi dell’uomo oltre il matematico.

Inside Out di Pete Docter.

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Uno dei migliori film d’animazione occidentale degli ultimi anni, tentativo brillantemente riuscito di rendere protagonisti di una pellicola di tal genere degli elementi astratti.

Evitati possibili scivoloni dovuti alla delicatezza del tema, una perla di rara bellezza che ad una facciata colorata e allegra adatta ad un pubblico molto giovane abbina notevole profondità narrativa ed un sapiente bilanciamento dei picchi emotivi.

Concetti quali “ricordi” o “sogni” vengono mostrati con tanta semplicità quanta cura, riuscendo a delineare narrativamente il passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Mad Max: Fury Road di George Miller.

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Il ritorno in grande stile di una saga cinematografica iconica, questo film è una boccata d’aria fresca per un genere troppo spesso appiattito da pellicole banali e vuote.

Un esplosione di tensione ed azione caratterizzata da un ritmo forsennato e da uno stile registico efficace ed entusiasmante, unito ad una fotografia ottima.

Due ore di inseguimento mozzafiato, un continuo nodo in gola con personaggi ben caratterizzati immersi in uno sterminato deserto.

Il ponte delle spie di Steven Spielberg.

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Solido dramma con venature legal, un film ben orchestrato e narrativamente efficace.

Cornice storica interessante e ben resa su schermo, in cui un Tom Hanks padrone della scena offre un’ottima interpretazione.

Pellicola di buona fattura sia narrativamente, grazie ad una sceneggiatura ordinata, sia visivamente, con un intenso connubio regia-fotografia, fautrici di notevole impatto emotivo.

 

MENZIONE SPECIALE: Kung Fury di David Sandberg.
Menzione MOLTO speciale, non essendo questo un film bensì un cortometraggio uscito su YouTube, per un’opera che riesce a raggruppare tutti i crismi tipici dell’action movie anni ’80.
Divertente, esagerato e fracassone, trenta minuti di pura nostalgia e stereotipi di un certo tipo di cinema rivisti in maniera tanto intelligente quanto sopra le righe.

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Red thumbs down on white.

FLOP 5 2015:

Cinquanta sfumature di grigio di Sam Taylor-Johnson.

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Alcuni lo hanno definito “l’evento cinematografico dell’anno”.

Altri lo hanno definito “uno dei simboli del degrado sociale”.

Io lo definisco “una delle più ignobili cazzate a cui io abbia mai avuto la disgrazia di assistere”.

Lo stereotipo erotico del miliardario figo inserito in un complesso narrativo di una banalità e piattezza quasi dolorose, e che funge da mero pretesto per narrare una vicenda scialba e facilona.

Personaggi bidimensionali, atmosfera da mediocre fotoromanzo e simbolismo di ostentata affettazione per una pellicola veramente pessima sotto ogni punto di vista.

Exodus – Dei e re di Ridley Scott.

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Neo-peplum banale e prolisso, la cui qualità non riesce ad essere sollevata da un cast sulla carta buono ma nello specifico parzialmente fuori ruolo e svogliato.

Opera che non possiede un equilibrio tra la spettacolarizzazione scenica e l’introspezione psicologica dei personaggi, denotando quindi un ritmo sincopato e una scarsa capacità di catturare l’attenzione del pubblico.

Completano il quadro modifiche ed aggiunte azzardate allo scarno testo di partenza, le quali volgono troppo il film sull’americanata facendo scemare l’essenza narrativa originaria.

Fantastic Four – I Fantastici Quattro di Josh Trank.

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Indubbiamente uno dei peggiori superhero-movies della storia recente, un film che pecca di enormi problemi realizzativi e pesantemente condizionato dalla diatriba tra il regista e la produzione (Fox).

Ciò ha portato ad una pellicola veramente raffazzonata, girata male, scritta peggio e con differenze di ritmo tra il primo ed il secondo tempo esagerate.

Totale buco nell’acqua naturale conseguenza di un’opera noiosa e senza alcun aspetto degno di sufficienza.

Jurassic World di Colin Trevorrow.

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Pessimo tentativo di riportare al cinema una delle serie cinematografiche più famose dell’ultimo quarto di secolo, Jurassic World è una baracconata senza arte né parte che ha come unico effetto sortito nel pubblico quello di fargli rimpiangere il capitolo primigeno di tale franchise.

In una cornice di computer grafica mal resa e scarsamente credibile agiscono personaggi stereotipati e dal carisma decisamente mancante, tratteggiati inoltre da una sceneggiatura richiedente una sospensione dell’incredulità che definire “eccessiva” sarebbe usare un notevole eufemismo.

Il simbolo del disperato tentativo di Hollywood di mungere le sue vacche fino allo sfinimento.

San Andreas di Brad Peyton.

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Appartenente al genere disaster movie, già di per sé caciarone e connotato da una spettacolarizzazione estremizzata, un film di rara stupidità che risulta una banale scopiazzatura di The Day After Tomorrow2012 o altre pellicole che vedono come antagonista Madre Natura.

Immane povertà di idee in sceneggiatura, interpreti di contorno selezionati a casaccio e un ex wrestler come protagonista contribuiscono a far sprofondare l’opera nel più recondito dimenticatoio.

Considerata l’eccessiva elasticità del realismo scientifico e la completa ignoranza di quello fisico, non ci sono curve della Daddario che tengan…

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Ok, magari sì.

 

MENZIONE SPECIALECenerentola di Kenneth Branagh.
Apprezzo molto il regista nativo di Belfast, e proprio per questo sono sinceramente dispiaciuto che abbia girato una pellicola così piagata da una profonda ed essenziale inutilità.
Non si sentiva assolutamente la necessità infatti di un ennesimo riadattamento di una storia arcinota, per di più cercando di ricreare la magia dell’animazione in una versione live action.
Caramelloso, ridondante e banalotto.

Lily James is Cinderella and Richard Madden is the Prince in Disney's live-action feature inspired by the classic fairy tale, CINDERELLA, which brings to life the timeless images in Disney's 1950 animated masterpiece as fully-realized characters in a visually-dazzlling spectacle for a whole new generation.

 

RECENSIONI 2015 PIÙ LETTE:

1) Cinquanta sfumature di grigio;
2) Jurassic World;
3) Star Wars: Il risveglio della Forza;
4) American Sniper;
5) La teoria del tutto;
6) Avengers: Age of Ultron;
7) Pillole di cinema – Fantastic 4 – I Fantastici 4;
8) The Last Witch Hunter: L’ultimo cacciatore di streghe;
9) Mad Max: Fury Road;
10) Pillole di cinema – San Andreas.

 

Come sempre, un ringraziamento a coloro che mi hanno seguito durante questo 2015 cinematografico e un augurio a tutti di buon anno nuovo, che spero sia ricco di soddisfazioni.
E di buon cinema 😉

Mattia.

Mad Max: Fury Road

mad max locandina“Ti ho mai detto qual è la definizione di follia, sì? Follia è fare e rifare la stessa cazzo di cosa, ancora e poi ancora, sperando che qualcosa cambi. Questa è follia.”

TRAMA: La storia di Max, uomo di poche parole, si intreccia con quella di Furiosa, donna in fuga dal terribile Immortan Joe, signore della guerra adirato perché gli è stato sottratto qualcosa di particolarmente prezioso.

RECENSIONE: Per la regia di George Miller, Mad Max: Fury Road è il reboot della celebre saga cinematografica australiana, composta da tre capitoli dal 1979 al 1985.

E, ve lo dico da subito, è una vera bomba.

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Uno degli elementi che poteva tranquillizzare sia i fan della serie nello specifico sia gli amanti del cinema in generale è la presenza in cabina di comando di Miller, regista e sceneggiatore anche della trilogia originale.

Ciò è rassicurante, perché nonostante il lungo arco di tempo trascorso tra la fine di una serie ed il suo restarting, avere la presenza dell’autore originario rende impossibile creare vaccate.

A parte ovviamente Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma.

A parte ovviamente Blues Brothers: Il mito continua.

A parte ovviamente Prometh…ok, ok, a volte vengono fuori degli aborti comunque, ma queste sono rarità.

Più o meno.

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Per spiegare le caratteristiche del film facciamo lo stesso discorso di Cinquanta sfumature di grigio.

Qual è l’elemento fondamentale in un film action?

Robot giganti che si menano in un product placement vergognoso con sottofondo di Linkin Park?

No.

Omaccioni pompati vestiti come fantini omosessuali che sconfiggono il cattivone di turno lanciando battutine a spron battuto?

No.

Ippopotami in tutù che ballano insieme a dei coccodrilli sulle note della “Danza delle ore” di Ponchielli?

No.

Eh?!?

Il fattore essenziale in un film d’azione è la tensione.

E qui ne abbiamo a pacchi.

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Questo non è un road movie, questo è un chase movie. I protagonisti vengono costantemente braccati, l’azione è quasi senza respiro e allo spettatore viene trasmessa ottimamente la sensazione che hanno i personaggi di avere una spada di Damocle pendente sulla testa in modo ineluttabile.
O, per usare un francesismo, la sensazione di avere sempre qualcuno attaccato al culo.

Il film ne guadagna tantissimo in termini di ritmo (grazie anche ad un montaggio sapiente che non fa altro che acuire maggiormente tale sensazione), e in divertimento, risultando sinceramente godibile e non rendendo affatto pesanti i suoi 120 minuti di durata.

mad max hardy

Un altro elemento ottimo del film è l’ambientazione.

Essa è infatti molto ben caratterizzata, grazie alla fotografia di John Seale che gioca molto con i colori (rossastri di giorno, grigio-verdi di notte) riuscendo a fornire ciò che spesso manca alle pellicole di questo genere, ossia uno stile visivo ed estetico ben definito.

All’interno di questo ambiente viene rappresentata una paleosocietà anch’essa ben scolpita, in cui ha molto rilievo la scala gerarchica dei componenti con una ovvia ed enorme differenza tra i ricchi padroni e la povera massa.
La classe dei guerrieri risalta per quanto concerne il legame con le rispettive vetture, grezze portatrici di morte su ruote usate per distruggere ed uccidere i nemici.

Come le Wacky Races, ma con più morti ammazzati.

MadMax veicoli

I characters secondari del film sono uno più fuori di testa dell’altro, e quando vengono presentati agli occhi del pubblico è una goduria constatare quanto possano essere sopra le righe ed esaltati, rendendo il film frizzante e divertente.

Come Sarabanda, ma con più morti ammazzati.

mad max secondari

Tom Hardy non sfigura interpretando un Max di poche parole e molti fatti; un guerriero ferito nello spirito che cerca di trovare la propria strada sopravvivendo all’ostile mondo che lo circonda.
Il personaggio è stato ben trasposto dal cinema degli anni ’80 a quello attuale, raccogliendo degnamente il testimone da Mel Gibson, che nonostante alcune sue uscite alla Mercenari 3, per naturali motivi anagrafici oggi più che Interceptor – Il guerriero della strada potrebbe fare Voltaren – Il guerriero della bocciofila.

Mel Gibson in 1985's "Mad Max Beyond Thunderdome," left, and Tom Hardy in "Mad Max: Fury Road," premiering next spring.

Charlize Theron, Furiosa di nome e di fatto come quando in Biancaneve e il cacciatore le hanno detto che Kristen Stewart è più bella di lei nel reame, impersona bene i panni di guerriera cazzuta e rasata, menando spesso le mani e facendosi dimenticare come gnoccona della pubblicità Martini.

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Beh, quasi.

In generale un film ottimo, che merita sicuramente una visione e che sa tenere incollati alla poltrona senza annoiare.

Consigliato.

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