L'amichevole cinefilo di quartiere

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Scemo & + scemo 2

Scemo_e_piu_Scemo2_posterScemo è chi questi film fa.

TRAMA: Vent’anni dopo gli eventi di Scemo & + scemo, Harry e Lloyd intraprendono un viaggio per conoscere la figlia di Harry, avuta anni prima e della quale egli non era a conoscenza.

RECENSIONE: Avete presente quando alle riunioni di famiglia il nonno o lo zio iniziano a vantarsi che da giovani saltavano i fossi per il lungo (espressione delle mie parti) e vi vogliono dimostrare a tutti i costi di essere ancora gagliardi nonostante l’età?
E voi siete allo stesso tempo imbarazzati e spaventati, perché temete che possano coprirsi di ridicolo, procurarsi lesioni gravi o entrambe?

Ecco, questa sensazione dilatata per un’ora e cinquanta potrebbe essere validamente succedanea di Scemo & + scemo 2, film diretto dai fratelli Bobby e Peter Farrelly e di cui sentivo la mancanza come della reunion tra Robbie Williams e i Take That.

Cioè zero.

Far uscire nelle sale un secondo episodio a vent’anni di distanza dal primo è un’idea imbecille ed inutile quasi quanto realizzarne un prequel.

scemo e più scemo prequel

Appunto…

Dato che l’attività del cinefilo è un pendolo che oscilla tra la noia e le boiate ci si cucca l’ennesimo sequel assai tristanzuolo, grazie al quale ci si convince ancora di più della cronica mancanza di idee in quel di Hollywood.

Una domanda, per curiosità: se voi registi/sceneggiatori realizzate una pellicola che diventa un cult, in maniera oltretutto piuttosto insperata e casuale come in quel caso, potreste gentilmente ringraziare gli déi per la vostra fortuna e NON spremere ancora di più la rapa tentando di cavarne del sangue?

scemo e più scemo primo

Ma certo che no: i fratelli Farrelly (ripetetelo velocemente dieci volte, vi sfido) danno un seguito al loro vecchio film, all’epoca diventato celebre per essere caratterizzato da una comicità in stile “tre marmittoni” (di cui non a caso i Farrelly hanno realizzato un remake), ma più sboccata e irriverente, ripetendo stancamente le gag della prima pellicola e aggiungendone poche altre; queste ultime però non forniscono novità, risultando infatti trite e ritrite all’occhio di un pubblico che sia non dico sveglio, ma nemmeno in totale coma cerebrale.

L’obiettivo dei due registi è inoltre probabilmente quello di spappolare le cornee agli spettatori: non si spiegherebbe in altro modo, infatti, la scelta di usare dei tagli di montaggio (elemento curato da Steven Rasch) sfumati, dolci e delicati come una sprangata sul collo, soprattutto negli stacchi da una scena all’altra.

Stacchi che solitamente hanno sul pubblico l’impatto di un’automobile da crash test contro un muro.

scemo e più scemo

Come già accennato, quest’opera è la copia carbone dell’originale.

Ed è proprio questo il problema.

Scemo & + scemo 2 è lo stesso identico road movie con lo scopo di trovare una persona che era Scemo & + scemo, con le solite tappe, difficoltà e gag comiche che però “comiche” non sono, risultando infatti sia divertenti come darsi una martellata sul pollice sia utili come imparare l’inglese attraverso i porno.
Nemmeno i parecchi rimandi al film del 1994 riescono a sollevare la qualità dell’opera, poiché fanno molto “effetto ’74-’75“, di cui avevo già scritto riguardo a I mercenari (e a cui vi rimando per non ripetere lo stesso identico concetto anche qui).
La comicità è basata su battute politicamente scorrette, equivoci verbali, riferimenti scatologici e gag potenzialmente omicide: ciò non solo è scontato, noioso e prevedibile, ma è anche coperto da una cappa di ritardo mentale maggiore di quella di una puntata di Uomini e donne.

Gli ultracinquantenni Jeff Daniels (1955) e Jim Carrey (1962) inseriti in tale contesto fanno seriamente tristezza nonostante si trovino a loro agio in tali panni, dimostrando quale sia la differenza tra attori che si divertano e attori che divertano gli altri.

Cioè la differenza tra Johnny Depp e Bill Murray.

scemo e più scemo carrey daniels

Piccole parti per Kathleen Turner (che contribuisce alla malinconia per i bei tempi andati di quando Aleandro Baldi vinceva Sanremo con Passerà) e Laurie Holden, ex Andrea in The Walking Dead.

In conclusione la mancanza di originalità, la sceneggiatura uguale al primo film e la scarsa vena degli attori rendono Scemo & + scemo 2 un film ignorante come Jon Snow, sensato come un albero di Natale il 10 luglio e positivo per il cinema come Yoko Ono per i Beatles.

Evitatelo come i monatti.

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Signori, il delitto è servito

signori_il_delitto_servito_tim_curry_jonathan_lynn_001_jpg_wdgjOk, secondo me è stato Gaear, arma la cippatrice e luogo il giardino.

TRAMA: Prendendo spunto dal celebre Cluedo, il film parla di una cena in un maniero con diversi invitati. Tra omicidi e ricatti, la serata sarà molto movimentata…

RECENSIONE: A differenza di quell’insulto al cinema che prende il nome di Battlefield, qui abbiamo una pellicola del 1985 che nonostante sia tratta da un gioco in scatola risulta essere molto godibile e ben fatta, riuscendo in particolare a coniugare ironia e suspense.

Il merito principale di questo fattore è l’ottima caratterizzazione dei personaggi, che vengono ripresi e caricaturizzati in modo da essere ancora più estremi e archetipici. I semplici colori, che identificano gli individui nel gioco come nel film, traggono quindi spessore e tridimensionalità, passando da stereotipi a “vere” persone, con personalità  e caratteristiche identificative ben distinte.

Ottima l’aggiunta rispetto al gioco di società del maggiordomo Wadsworth, interpretato da un ottimo Tim Curry (dieci anni dopo essere stato un dolce travestito proveniente dalla transessuale Transilvania) e doppiato nella versione italiana dal recentemente scomparso Tonino Accolla. Egli costituisce un personaggio allo stesso tempo di unione (tra i vari invitati) e rottura (perché estraneo a loro), dando un equilibrio narrativo al film ed evitando di farlo scadere in una parata di macchiette. Per il resto ottimo tutto il cast, in cui spiccano in particolare Eileen Brennan come Mrs. Peacock e un esilarante Christopher Lloyd (Grande Giove!) come Professor Plum.

Il soggetto è di quella vecchia volpe di John Landis (The Blues Brothers e Un lupo mannaro americano a Londra i suoi film più riusciti), che ha dato vita al film insieme al regista e sceneggiatore Jonathan Lynn, autore successivamente di buoni film come Mio cugino Vincenzo, Caro zio Joe e Sergente Bilko. Buona sceneggiatura, che non esce mai dai binari del già citato equilibrio tra gli elementi classici del giallo e quelli della commedia, e regia relativamente classica che grazie agli elementi scenografici del castello riesce a rendere partecipe dell’azione lo spettatore.

Se vi è piaciuto, potrebbero piacervi anche: i film del genere “misteri & risate”, come Invito a cena con delitto (1976).

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