L'amichevole cinefilo di quartiere

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Kidding

TRAMA: Protagonista da oltre 30 anni di uno show tv educativo per bambini, Jeff Piccirillo è conosciuto come Mr. Pickles. Buono, gentile e carico di consigli utili su tutti gli aspetti della vita, Jeff ha una vita privata disastrosa a cui il buonsenso di Mr. Pickles e il sostegno della sorella e del padre non riescono più a far fronte.

RECENSIONE:

Meraviglioso affresco di un uomo ben oltre l’orlo di una crisi di nervi, Kidding è una serie televisiva che mantenendo incisività nella sua durata non eccessiva (dieci episodi da mezz’ora scarsa ciascuno) presenta una storia interessante fatta di segreti e lacerazioni interiori.

Ogni personaggio ha infatti una doppia natura, che viene sapientemente svelata nel corso degli episodi: interpretati da un cast veramente in forma, ognuno di essi si tramuta in una figura controversa, attraverso anche un intelligente e non banale parallelismo tra la vita reale ed il microcosmo del programma tv, fatto di pupazzi stereotipici aventi una caratterizzazione basilare a misura di bambino.

Il contrasto tra il mondo crudo della vita quotidiana, con i suoi problemi, anche molto gravi, ed il regno della fantasia a misura dei più piccoli viene a sfociare in una distinzione quasi manichea tra verità e menzogna, identità pubbliche e private, facciate e interiorità.

Tornano a collaborare Michel Gondry e Jim Carrey dopo Se mi lasci ti cancello: Gondry, alla regia in più di metà degli episodi ha il grande merito di avervi impresso la sua impronta artistica e visiva, in particolare per quanto riguarda l’artigianalità tipica della creazione dei pupazzi del programma.

Il Signor Cetriolini di Carrey (con ovvi rimandi, durante il corso della serie, alla relativa verdura) è probabilmente la persona più dolce e gentile del mondo, prodiga di buoni consigli, sa far riflettere i bambini, coccolarli e divertirli (chiaro riferimento al realmente esistente Mister Rogers di Fred Rogers); anche nella vita reale il suo alter-ego Jeff Piccirillo non è un ipocrita, ma un uomo buono che tenta di vivere nella rettitudine più totale.

Un improvviso lutto provoca però un grave scisma psicologico nella mente di Jeff, che comincia ad accumulare una sobbollente rabbia che tende ad esplodere in situazioni di particolare stress, cosa che anche la sua vita lavorativa non gli lesina.

Non riuscendo a separare la sua vita privata da quella pubblica, sorge infatti un enorme problema legato alle difficoltà dell’uomo che si scontrano con l’immutato ed immutabile candore del personaggio (che deve rimanere “asessuato” e “sposato” anche se nello show non si sa con chi): iniziano quindi ad emergere le conseguenze negative di quello che è a tutti gli effetti un esaurimento nervoso: tanto da un lato il rapporto con i giovani spettatori che vedono in lui uno zio candido, quanto la più materiale catastrofe economica che potrebbe recare all’azienda di famiglia (diretta dal padre e in cui lavora anche la sorella come creatrice di pupazzi) e che costituisce un impero da centinaia di milioni di dollari.

Lo stesso titolo americano, Kidding (che significa “prendere in giro”, ma anche“ingannare”) fornisce un’azzeccata idea del tono della serie.

Jim Carrey mattatore, dimostra una volta di più che diretto da mano sapiente può essere ben più dell’esagerato buffone di The Mask o Bugiardo Bugiardo; l’attore canadese mostra nelle cinque ore complessive della prima stagione una varietà di emozioni e stati d’animo pazzesca, riuscendo ad essere efficacissimo sia come bonario e fatato Mr. Pickles che come il tormentato uomo di mezza età Jeff Piccirillo.

Ottimi anche gli interpreti di contorno: da Frank Langella padre totemico e dalla lingua tagliente, al giovanissimo Cole Allen ottima scoperta in un doppio ruolo, passando per le meravigliose Catherine Keener e Judy Greer nei panni di due donne tanto diverse quanto simili, nell’attraversamento di una crisi e nel desiderio di appagamento sessuale.

Consigliato, in attesa della confermata seconda stagione.

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