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Star Wars: Il risveglio della Forza

il risveglio della forza locandinaÈ la recensione.
Questa è l’arma degli appassionati di cinema.
Non è goffa o erratica come un post su Facebook. È elegante, invece, per tempi più civilizzati.
Per oltre cento anni gli appassionati di cinema sono stati i guardiani di obiettività e giustizia nella vecchia civiltà, prima dell’oscurantismo, prima delle cazzate.

TRAMA: Sono trascorsi trent’anni dai fatti raccontati ne Il ritorno dello Jedi, e tre nuovi personaggi si affacciano nella saga. Si tratta di Finn, uno stormtrooper in pericolo, Rey, una ragazza proveniente dal pianeta desertico Jakku, e Poe, un pilota membro della Resistenza in missione per conto della Principessa Leia.

RECENSIONE: Appartenente ad una delle più celebri saghe della storia del cinema e a distanza di ben 32 anni da Il ritorno dello Jedi, ultimo episodio sia considerando l’ordine cronologico sia il rispetto della umana decenza (tanto apprezzo gli Episodi IV, V e VI quanto detesto i recenti prequel, perciò, nel caso amiate questi ultimi, questa non è la recensione che state cercando), Il risveglio della Forza è senza ombra di dubbio uno degli eventi cinematografici più attesi e spammati in tutte le salse degli ultimi anni.

Ora bisogna rispondere alla domanda che tutti si stanno ponendo da settimane.

JAR JAR È DAVVERO IL SIGNORE DEI SITH?!

jar jar sith risveglio forza

Scherzi a parte, com’è questo famigerato “Episodio VII”?

Il risveglio della Forza è il capitolo più lontano nel tempo e allo sesso tempo più simile al capostipite della serie, Una nuova speranza (1977).

I punti in comune tra i due film risiedono principalmente negli snodi fondamentali della trama e nelle tematiche: i protagonisti dal cuore puro, il viaggio, le prove, gli antagonisti all’apparenza invincibili, il mentore e la maturazione sono aspetti molto importanti nella storia della narrativa, e rappresentano il motivo del grandissimo successo di questa saga.

il risveglio della forza cast

Tali elementi costituiscono infatti i tòpoi dell’epica, qui reinseriti in una veste moderna.
Al di là di una ovvia cornice fantascientifica, infatti, la base espositiva contiene numerosi elementi classici, dando alla storia una connotazione maggiormente generale e in grado di conservarsi nel tempo.

Altro elemento degno di nota in tal senso è l’inserimento di tantissimi riferimenti alla trilogia originale.
Oltre naturalmente a far piacere ai fan, queste aggiunte hanno lo scopo di rimarcare maggiormente il trait d’union con le precedenti opere, e ciò si dimostra utile vista anche la notevole distanza temporale tra questo film e quello suo anteriore cronologicamente.

il risveglio della forza nave

Sul lato prettamente tecnico, l’impianto visivo è di ottima fattura.

La regia riesce a focalizzarsi sull’azione, e ciò è funzionale dato il genere di appartenenza, dando però allo spettatore anche una positiva sfumatura di ampio respiro del tutto; ponendo attenzione anche agli sfondi o a quanto accada nel background delle inquadrature si nota infatti come non ci si sia limitati a schermate di CGI fatte alla viva il parroco, ma si cerchino cura e completezza.

Ciò aumenta di conseguenza il realismo, anch’esso necessario considerando l’appartenenza dell’opera al genere sci-fi, il quale rende la sospensione dell’incredulità da parte del pubblico maggiormente opportuna.

il risveglio della forza scena 1

La fotografia gioca con luci e colori creando interessanti contrapposizioni tra i due lati della Forza.

Se per il Bene abbondano filtri caldi e tinte naturali (in particolare colorazioni verdi, azzurre e marroni), evidenziando così il legame che i personaggi hanno con il mondo che li circonda, per il Male si vira molto più frequentemente sui toni di bianco e nero, con una luce più asettica.
Bianchi nivei, neri tenebra e grigi meccanici fanno risaltare la quasi estraneità dei membri del Primo Ordine (alias la nuova versione narrativa dei nazisti) a ciò che li circonda, e la loro volontà di dominio e cieca distruzione.

il risveglio della forza primo ordine

Al cast viene operato un ovvio ricambio generazionale, basato comunque su terzetti.
Il dato positivo di questa scelta è che la nuova trinità non sia una semplice copia carbone di Skywalker-Solo-Organa, ma una proposizione di characters che sono quasi fusioni e amalgame di aspetti caratteriali presenti nei vecchi protagonisti.
Non è possibile quindi (per fortuna) porre in essere perfetti abbinamenti tra vecchi e nuovi interpreti, e ciò giova parecchio al film, considerando che stiamo comunque parlando del settimo (set-ti-mo) capitolo della stessa saga.

Nonostante per quanto mi riguardi questo sia il quarto.

il risveglio della forza oscar isaac

Su uno in particolare tra i nuovi volti bisogna aprire una doverosa parentesi.

Dato che la quasi totalità degli sceneggiatori hollywoodiani è maschile, per ovvi motivi essi fanno più fatica a scrivere personaggi femminili convincenti.

Nello specifico, purtroppo, questi ultimi vanno a ricadere spesso in due tipologie: le damigelle da salvare che non hanno nessuna utilità dal punto di vista della storia, totalmente dipendenti dal proprio uomo, e, viceversa, novelle Principesse Guerriere ammazzatutti e caratterialmente bidimensionali.

Ne Il risveglio della Forza c’è lei.

il risveglio della forza rey

Interpretata da Daisy Ridley, Rey è un personaggio proveniente da un pianeta che per comodità espositiva chiameremo “Tatooine 2”, e che viene presentata come la ragazza che cerca di arrabattarsi come può in un mondo ostile.

È determinata, ma ha anche le sue debolezze.

È molto in gamba, ma anche umana.

Ha un buon senso dell’umorismo, ma è anche un personaggio sfaccettato ed interessante.

Signore e signori.

Ho il piacere di annunciarvi che Rey, del film Star Wars: Il risveglio della Forza…

è un personaggio femminile BEN COSTRUITO e NARRATIVAMENTE PROFONDO.

Faccio un appello a voi della Disney: nei prossimi due film potete inserire ciò che volete.

Potete ribadire che Greedo abbia sparato per primo.

Potete nominare di nuovo i midichlorian.

Potete anche far riapparire Jar Jar (ok, magari ora sto esagerando).

Ma vi prego, vi supplico e vi scongiuro NON SMINCHIATEMI QUESTO PERSONAGGIO.

il risveglio della forza rey 2

Per quanto riguarda gli altri, John Boyega è il classico eroe per caso, colui che sa di essere nella fazione sbagliata e si gioca il tutto per tutto seguendo il suo cuore.

Non un brutto personaggio, e con un background formativo che spero venga ampliato col prosieguo della saga.

Oscar Isaac (recentemente nel buon Ex Machina) è un pilota della Resistenza, e funge da veicolo principale delle battaglie aeree della pellicola, ben rese e con una buona dose di spettacolarità.

Star Wars: The Force Awakens Ph: Film Frame © 2014 Lucasfilm Ltd. & TM. All Right Reserved..

Domhnall Gleeson (anche lui in Ex Machina) ed Adam Driver sono i volti nuovi del Male.
Giovane e rampante generale il primo, guerriero del Lato Oscuro il secondo, offrono entrambi un’interpretazione convincente, senza mostrare patetismi inutili e mantenendosi bene tra le righe.

Harrison Ford torna nei celebri panni della sua adorabile canaglia…

indiana jones ford

No, l’ALTRA adorabile canaglia, riuscendo a non scadere eccessivamente nell’effetto ’74-’75, e ad irrorare il film di piacevole ironia scanzonata.

In generale Il risveglio della Forza si dimostra un film di fattura molto buona, che batte 10-0 La minaccia fantasma e che può provocare un cauto ottimismo sul futuro della celebre saga a base di spade laser e fucili blaster.

In bocca al lupo per i prossimi due giri di giostra, signori.

E che la Forza sia con noi.

Into Darkness – Star Trek

Teletrasporto, signor Abrams.

TRAMA: Un abilissimo terrorista fa cadere la Terra nel caos, minacciando la stessa flotta galattica.
Toccherà al capitano Kirk e al suo equipaggio tentare di fermarlo.

RECENSIONE: Into Darkness è il seguito di Star Trek del 2009, reboot della celebre saga a base di viaggi spaziali, teletrasporti e prese mortali vulcaniane, sempre diretto da J. J. Abrams, la mente dietro a Lost, Cloverfield, Fringe, Super 8 e cose così.
Il direttore del Daily Bugle dirige con mano ferma, dando allo spettatore sia scene spettacolari ben realizzate che in un film fantascientifico non possono mancare, sia molte riprese in interni a base di primi piani e campi più stretti, anch’esse ben gestite e funzionali al film.

La sceneggiatura è di Alex Kurtzman e Roberto Orci, che se non lavorano con gli idioti Michael “Transformers” Bay e Jon “Iron Man” Favreau (il suo Cowboys & Aliens ha raggiunto una nuova frontiera dell’orrido) dimostrano anche di saper fare il loro mestiere, cosa da non dare mai per scontata in campo cinematografico. Accanto a loro in cabina di scrittura Damon Lindelof, autore della sceneggiatura di Prometheus, una delle più grosse cagate che occhio umano possa contemplare. Nonostante le premesse non siano delle più incoraggianti il film scorre bene e le pecche di questo reboot/remake non sono troppo rilevanti.

Nel film le vicende ruotano attorno all’equipaggio di un’astronave, quindi il cast ha ovviamente grande importanza. Chris Pine (potremmo ricordarlo per alcune commedie romantiche scadenti, ma anche no) come Rubacuori Kirk è bene nella parte, dando al suo personaggio riferimenti a William Shatner ma mantenendo anche una giovanile e naturale irruenza. L’ex Sylar di Heroes Zachary Quinto veste i panni e le puntute orecchie di Spock, personaggio ormai iconico e conosciuto anche agli estremi confini della galassia. Leonard Nimoy nell’immaginario collettivo sarà inarrivabile, ma anche Quinto non sfigura con il sottile equilibrio che mostra tra l’aspetto umano emozionale e la neutra logica vulcaniana. Molto divertente l’apporto dato dal neozelandese Karl Urban (ex Eomer de Il Signore degli Anelli) e dal britannico Simon Pegg (fantastiche le parodie L’alba dei morti dementi Hot Fuzz) come McCoy e Scott. Benedict Cumberbatch (still a better Sherlock Holmes than Robert Downey Jr.) come villain è azzeccato, e all’interno di un contesto molto spesso ironico spicca per la sua glaciale serietà. Buona dose di carisma e cattivo come è giusto che sia.

Per quanto riguarda l’altra metà del cielo questo film si ricongiunge spiritualmente alla serie tv originaria (1966-1969) con la presenza di donzelle inutilmente fighe: qui abbiamo la bruna Zoe Saldana (ex Pocahontas in Avatar di JC, il pazzoide esaltato) e la bionda e generosa Alice Eve, che è stata in Men in Black 3 ma glielo perdoniamo. Qualche scena in intimo buttata completamente a caso ci fa ricordare i bei tempi andati in cui ogni scusa era buona per far limonare Shatner con un personaggio secondario femminile, ovviamente inutile ai fini della trama della puntata relativa.

In generale un film di buona fattura. L’ironia regna sovrana facendo passare velocemente i 130 minuti di pellicola, il 3D è ben realizzato e non ha come unico scopo far lievitare il prezzo del biglietto e vengono fatti tantissimi riferimenti alla serie originale, cosa che non guasta.

Lunga vita e prosperità.

Cloverfield

Let me take you down / ‘Cause I’m going to / Cloverfield

TRAMA: Durante una festa a New York viene registrato un filmato amatoriale. Il nastro diventerà la testimonianza dell’attacco alla città da parte di una gigantesca creatura.

RECENSIONE: Film del 2008 diretto da Matt Reeves e prodotto da J.J. Abrams, Cloverfield  si colloca nel genere POV. Acronimo di “Point Of View”, questo termine indica i film in cui lo spettatore vede le immagini dal punto di vista dei personaggi stessi, mentre utilizzano videocamere o strumenti affini (ma chissà perché immagino che molti lo sappiano già). Prima di questa pellicola e rientranti nello stesso genere possiamo ricordare ad esempio The Blair Witch Project (1999) o REC (2007), e successivamente Chronicle del 2012, sebbene abbia uno stile un po’ diverso dal punto di vista registico.

La regia di Matt Reeves è buona e riesce a tenere un ritmo agile che crea un’atmosfera di notevole ansia e impotenza. Il trucco che tutto sia girato dai ragazzi stessi è reso in maniera piuttosto convincente; la sceneggiatura di Drew Goddard (ex sceneggiatore di serie tv come Alias e Lost, e che ha diretto e sceneggiato il buon Quella casa nel bosco) lo aiuta, dando giustificazioni al fatto che nel bel mezzo di una situazione complicatissima ci sia gente che si porta dietro una videocamera, tipo Herzog mentre girava Fitzcarraldo, ma con meno navi. La fotografia è sempre molto scura e cupa, talvolta quasi seppiata, e contribuisce anch’essa al senso di smarrimento e di costante pericolo aggiungendo la atavica paura per il buio.

Come ogni film con componenti horror, il cast è formato da attori poco conosciuti al grande pubblico. Difficile che lo spettatore si immedesimi in una star hollywoodiana che guadagna miliardi, vive a Beverly Hills e si porta a letto una modella di Victoria’s Secret, meglio puntare su facce giovani e sconosciute in cui tutti possano identificarsi. Il gruppo di protagonisti, seppur stereotipato come nei più tradizionali canoni di questo tipo di pellicole, funziona bene e per mandare avanti la baracca questo è quanto basta. Per cui largo al “Belloccio, all'”Imbranato”, alla “Gnocca 1”, alla “Gnocca 2” ecc… Sono giovani, si faranno.

Tirando le somme Cloverfield è un film ben realizzato, che può magari essere ostico per i non amanti del genere ma che in caso contrario cattura lo spettatore. Grazie anche a una durata contenuta (85 minuti) il film riesce a sopperire ad un inizio un po’ lento e a prendere un buon ritmo. IMHO e senza fare spoiler non mi è piaciuto un aspetto relativo alla parte finale del film, ma niente di così imperdonabile.

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