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Frozen 2 – Il segreto di Arendelle


Bad movies never bothered me anyway.

TRAMA: Mentre Elsa impara a controllare i suoi poteri, insieme alla sorella Anna e agli amici Kristoff, Olaf e Sven, decide di avventurarsi lontano nella foresta per conoscere la verità su un antico mistero legato al loro regno di Arendelle.

RECENSIONE:

Sequel del fortunatissimo film d’animazione del 2013, che ha contribuito a rendere letale per le trombe di Eustachio un’orecchiabile canzone sull’empowerment e sdoganare una valanga di porno lesbo incestuosi (qui un esempio), questo Il segreto di Arendelle si dimostra una consona e rassicurante continuazione di una trama piuttosto semplice a misura di grandi e piccini.

Partendo da un presupposto “storico” in cui vicende umane si mischiano con elementi sovrannaturali, si assiste ad uno sviluppo del plot in cui viene esplicitato un chiaro trait d’union tra il mondo immanente della civiltà e quello trascendente della magia.

La giovane Elsa è un tramite tra i due poli esistenziali del concreto (è infatti a capo di un regno umano) e dell’astratto (possiede poteri magici criogeni), e ciò la rende chiave di volta di un’impalcatura narrativa che poggia sulla ricerca di un punto di contatto tra queste due estremità.

Fondamentale in un mondo regolato dalle quattro entità principali (acqua, aria, terra e fuoco) la scoperta del quinto elemento…

Non di quel quinto elemento, ma di un polo che appunto riesca a congiungere ed equilibrare le forti appendici che contribuiscono a creare il mondo naturale per come lo conosciamo.

Se il primo Frozen era basato sulla scoperta del , di quanto l’individuo possa realizzare/realizzarsi e sull’accettazione della propria persona per quanto concerne ogni sua sfaccettatura, Il segreto di Arendelle vira il focus narrativo su un piano maggiormente generale e ad ampio respiro.

Si mantiene comunque l’importanza sulla ricerca della verità oltre la coltre delle menzogne o di una memoria fallace (come in Frozen), e qui gettare luce sul passato serve ai protagonisti per diventare consapevoli di come sia la loro situazione nel presente, e di conseguenza su come migliorare il futuro.

Rimane un punto fondamentale il rapporto tra le due sorelle: si ripete infatti lo stilema narrativo che vede la matura Elsa in un viaggio necessario alla comprensione di un determinato elemento (se stessa in Frozen, qui la voce che la chiama nella foresta), mentre l’intraprendente Anna si adopera per mantenere la loro unione salda a dispetto delle loro differenze.

I due personaggi si mantengono ben piantati sui binari di approfondimento imbastiti nell’opera precedente, non risultando quindi ostici ad un pubblico desideroso di una porzione preconfezionata del medesimo prodotto.

Anche in questo capitolo 2 la fanno da padrone le canzoni (anche se assistere al secondo brano dopo nove minuti-nove di pellicola potrebbe affossare le anime meno pronte): se alcune di esse vertono, come di consueto per i canoni Disney, su alcuni picchi emozionali o servono per esplicare in modo più sintetico e diretto parti della trama, alcune sembrano purtroppo buttate lì per fare numero.

E la sottotrama di Kristoff impacciato nel dichiararsi ad Anna è uno degli elementi più fastidiosi e stupidi che avrebbero potuto aggiungere, diventando un mero pretesto per spezzare il ritmo ad una vicenda di per sé piuttosto tirata delle lunghe e che pare talvolta faticosamente stiracchiata per arrivare all’ora e mezza canonica.

In fase di doppiaggio italiano di nuovo sugli scudi le due Serena; se la profondità di voce della Elsa/Autieri è mitigata dall’essere sorella maggiore regnante, e quindi sposandosi con un ruolo di esperienza/potere/magia che non la renda acusticamente un transessuale, la Rossi mantiene un piacevole entusiasmo nella minore Anna, più attiva ed energica.

Autieri che ricordiamo intravedibile al minuto 0:38 come moglie di Max Tortora in questo capolavoro:

Letteralmente insopportabile Enrico Brignano (ma lo è anche il suo personaggio, quindi la considero un’assoluta vittoria), voci note per ruoli minori (Davide Perino, Alberto Angrisano, Rossella Izzo).

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle: caldamente consigliato se avete sbriciolato i maroni ad ogni vostro congiunto ai tempi del predecessore, evitatelo a piè pari se non ne siete stati amanti.

Come il sottoscritto.

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