L'amichevole cinefilo di quartiere

Articoli con tag ‘Il ponte delle spie’

TOP/FLOP 2015

stairway to heaven highway to hell

Ovvero il meglio e il peggio dell’anno appena trascorso. IMHO, ovviamente.

Dopo le edizioni 20122013 e 2014 torna il mio breve riassunto dell’ultima annata cinematografica, con il top e il flop di ciò che mi è capitato di vedere in questo 2015.

Per ogni pellicola il link alla recensione (se presente).

N.B. Come sempre NON è una vera e propria classifica, i film sono inseriti in semplice ordine alfabetico.

Green thumbs up on white.

TOP 5 2015:

Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) di Alejandro González Iñárritu.

Birdman-la-colonna-sonora-del-film-di-Alejandro-Gonzalez-Inarritu

Un piano sequenza di due ore segue una celebrità decaduta nel suo travagliato percorso di rinascita artistica e personale.

L’individuo che lotta contro tutto, tutti e persino una parte di se stesso per risalire la china, ritrovando la dignità perduta e il rispetto da parte del mondo che lo circonda. Il passaggio da pellicole supereroistiche al teatro simboleggiante la culla della recitazione, sicura nell’accogliere gli interpreti ma spietato nell’offrirli al mondo come tributi sacrificali.

Oltre ad una interessantissima scelta registica, ottima fotografia e un Michael Keaton veramente sugli scudi, attorniato da altri attori in forma (Stone, Norton e Watts).

The Imitation Game di Morten Tyldum.

imitation game

La storia di uno dei più sconosciuti geni del ‘900 rivive grazie ad un’intensa interpretazione da parte di Benedict Cumberbatch e ad un’esposizione narrativa eseguita attraverso l’intreccio di piani temporali, che rende il film più vivace di altre biografie.

Biopic solido e ben realizzato, riesce a mostrare allo spettatore sia il lato professionale del protagonista, gravato da un fardello tanto importante quanto oneroso, sia l’importante fattore umano, pennellando i tratti distintivi dell’uomo oltre il matematico.

Inside Out di Pete Docter.

Inside-Out 2

Uno dei migliori film d’animazione occidentale degli ultimi anni, tentativo brillantemente riuscito di rendere protagonisti di una pellicola di tal genere degli elementi astratti.

Evitati possibili scivoloni dovuti alla delicatezza del tema, una perla di rara bellezza che ad una facciata colorata e allegra adatta ad un pubblico molto giovane abbina notevole profondità narrativa ed un sapiente bilanciamento dei picchi emotivi.

Concetti quali “ricordi” o “sogni” vengono mostrati con tanta semplicità quanta cura, riuscendo a delineare narrativamente il passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Mad Max: Fury Road di George Miller.

Mad-max-center-framed

Il ritorno in grande stile di una saga cinematografica iconica, questo film è una boccata d’aria fresca per un genere troppo spesso appiattito da pellicole banali e vuote.

Un esplosione di tensione ed azione caratterizzata da un ritmo forsennato e da uno stile registico efficace ed entusiasmante, unito ad una fotografia ottima.

Due ore di inseguimento mozzafiato, un continuo nodo in gola con personaggi ben caratterizzati immersi in uno sterminato deserto.

Il ponte delle spie di Steven Spielberg.

ponte delle spie

Solido dramma con venature legal, un film ben orchestrato e narrativamente efficace.

Cornice storica interessante e ben resa su schermo, in cui un Tom Hanks padrone della scena offre un’ottima interpretazione.

Pellicola di buona fattura sia narrativamente, grazie ad una sceneggiatura ordinata, sia visivamente, con un intenso connubio regia-fotografia, fautrici di notevole impatto emotivo.

 

MENZIONE SPECIALE: Kung Fury di David Sandberg.
Menzione MOLTO speciale, non essendo questo un film bensì un cortometraggio uscito su YouTube, per un’opera che riesce a raggruppare tutti i crismi tipici dell’action movie anni ’80.
Divertente, esagerato e fracassone, trenta minuti di pura nostalgia e stereotipi di un certo tipo di cinema rivisti in maniera tanto intelligente quanto sopra le righe.

kung-fury-scene

 

Red thumbs down on white.

FLOP 5 2015:

Cinquanta sfumature di grigio di Sam Taylor-Johnson.

ap_fifty_shades_of_grey_wy_150212_16x9_992

Alcuni lo hanno definito “l’evento cinematografico dell’anno”.

Altri lo hanno definito “uno dei simboli del degrado sociale”.

Io lo definisco “una delle più ignobili cazzate a cui io abbia mai avuto la disgrazia di assistere”.

Lo stereotipo erotico del miliardario figo inserito in un complesso narrativo di una banalità e piattezza quasi dolorose, e che funge da mero pretesto per narrare una vicenda scialba e facilona.

Personaggi bidimensionali, atmosfera da mediocre fotoromanzo e simbolismo di ostentata affettazione per una pellicola veramente pessima sotto ogni punto di vista.

Exodus – Dei e re di Ridley Scott.

exodus-gods-and-kings-141029

Neo-peplum banale e prolisso, la cui qualità non riesce ad essere sollevata da un cast sulla carta buono ma nello specifico parzialmente fuori ruolo e svogliato.

Opera che non possiede un equilibrio tra la spettacolarizzazione scenica e l’introspezione psicologica dei personaggi, denotando quindi un ritmo sincopato e una scarsa capacità di catturare l’attenzione del pubblico.

Completano il quadro modifiche ed aggiunte azzardate allo scarno testo di partenza, le quali volgono troppo il film sull’americanata facendo scemare l’essenza narrativa originaria.

Fantastic Four – I Fantastici Quattro di Josh Trank.

fantastic-4-i-fantastici-quattro-un-b-roll-mostra-scene-tagliate-al-cinema-234668

Indubbiamente uno dei peggiori superhero-movies della storia recente, un film che pecca di enormi problemi realizzativi e pesantemente condizionato dalla diatriba tra il regista e la produzione (Fox).

Ciò ha portato ad una pellicola veramente raffazzonata, girata male, scritta peggio e con differenze di ritmo tra il primo ed il secondo tempo esagerate.

Totale buco nell’acqua naturale conseguenza di un’opera noiosa e senza alcun aspetto degno di sufficienza.

Jurassic World di Colin Trevorrow.

Jurassic_World_71971

Pessimo tentativo di riportare al cinema una delle serie cinematografiche più famose dell’ultimo quarto di secolo, Jurassic World è una baracconata senza arte né parte che ha come unico effetto sortito nel pubblico quello di fargli rimpiangere il capitolo primigeno di tale franchise.

In una cornice di computer grafica mal resa e scarsamente credibile agiscono personaggi stereotipati e dal carisma decisamente mancante, tratteggiati inoltre da una sceneggiatura richiedente una sospensione dell’incredulità che definire “eccessiva” sarebbe usare un notevole eufemismo.

Il simbolo del disperato tentativo di Hollywood di mungere le sue vacche fino allo sfinimento.

San Andreas di Brad Peyton.

san-andreas-movie-review-427699

Appartenente al genere disaster movie, già di per sé caciarone e connotato da una spettacolarizzazione estremizzata, un film di rara stupidità che risulta una banale scopiazzatura di The Day After Tomorrow2012 o altre pellicole che vedono come antagonista Madre Natura.

Immane povertà di idee in sceneggiatura, interpreti di contorno selezionati a casaccio e un ex wrestler come protagonista contribuiscono a far sprofondare l’opera nel più recondito dimenticatoio.

Considerata l’eccessiva elasticità del realismo scientifico e la completa ignoranza di quello fisico, non ci sono curve della Daddario che tengan…

alexandra_daddario

Ok, magari sì.

 

MENZIONE SPECIALECenerentola di Kenneth Branagh.
Apprezzo molto il regista nativo di Belfast, e proprio per questo sono sinceramente dispiaciuto che abbia girato una pellicola così piagata da una profonda ed essenziale inutilità.
Non si sentiva assolutamente la necessità infatti di un ennesimo riadattamento di una storia arcinota, per di più cercando di ricreare la magia dell’animazione in una versione live action.
Caramelloso, ridondante e banalotto.

Lily James is Cinderella and Richard Madden is the Prince in Disney's live-action feature inspired by the classic fairy tale, CINDERELLA, which brings to life the timeless images in Disney's 1950 animated masterpiece as fully-realized characters in a visually-dazzlling spectacle for a whole new generation.

 

RECENSIONI 2015 PIÙ LETTE:

1) Cinquanta sfumature di grigio;
2) Jurassic World;
3) Star Wars: Il risveglio della Forza;
4) American Sniper;
5) La teoria del tutto;
6) Avengers: Age of Ultron;
7) Pillole di cinema – Fantastic 4 – I Fantastici 4;
8) The Last Witch Hunter: L’ultimo cacciatore di streghe;
9) Mad Max: Fury Road;
10) Pillole di cinema – San Andreas.

 

Come sempre, un ringraziamento a coloro che mi hanno seguito durante questo 2015 cinematografico e un augurio a tutti di buon anno nuovo, che spero sia ricco di soddisfazioni.
E di buon cinema 😉

Mattia.

Annunci

Pillole di cinema – Il ponte delle spie

il-ponte-delle-spie locandinaHe’s never caught one spy untold
He’s never even caught a cold
Got his degree from Disney Land
But he’s the last of the secret agents
And he’s my man.

TRAMA: Tratto da una storia vera. Un avvocato americano si ritrova al centro della guerra fredda quando gli viene assegnato l’incarico di negoziare il rilascio di un pilota il cui aereo spia U-2 è stato abbattuto sopra l’Unione Sovietica.

PREGI:

– Basi: La buona (o pessima) qualità di un film dipende principalmente dal suo “manico”, ossia dal connubio regia-sceneggiatura, che si incanala poi nell’interpretazione degli attori.

Nonostante il cast venga considerato dal grande pubblico come l’elemento cardine per determinare se i soldi del biglietto siano stati ben spesi o buttati nel water, esso è un tramite (necessario ed indispensabile, ovviamente) dell’ossatura dell’opera.

Per quanto capace, un attore difficilmente può risollevare più di tanto il livello di un film mediocre, ed è quindi basilare che le fondamenta della pellicola siano realizzate con cura.

Qui lo sono: la regia dimostra un uso di camera sapiente, riuscendo ad optare per una scelta di inquadrature funzionale ai vari segmenti narrativi, e la sceneggiatura (ad opera dei fratelli Coen) dimostra una apprezzabile solidità narrativa.

il ponte delle spie processo

– Tom Hanks: Alla sua quarta direzione da parte di Spielberg l’attore californiano offre una prova maiuscola, interpretando un personaggio tutto d’un pezzo che riesce a farsi apprezzare dallo spettatore senza però risultare esageratamente candido, ma mantenendosi quindi realistico e “vero”.

Il suo James B. Donovan è un legale il cui unico obiettivo è la difesa dei propri clienti, indipendentemente da chi essi siano, e che cerca di adoperarsi al meglio per far sì che i diritti umani e le tutele giuridiche vengano garantiti a dispetto delle cornici situazionali storiche o sociali.

Nel nostro adattamento Hanks è stato ottimamente doppiato da Angelo Maggi, la cui voce si fonde apprezzabilmente con l’espressività dell’interprete creando un efficace rapporto voce-volto e giovando all’ascolto del film in lingua italiana.

il ponte delle spie naks

– Atmosfera: Quanto è importante questo elemento in un film storico…

Ne Il ponte delle spie si percepiscono la fragilità e la tensione dovute ai tesi rapporti tra Stati Uniti, DDR e URSS, trasmettendo allo spettatore una costante ansia unita alla penetrante sensazione di insicurezza per le sorti dei protagonisti.

Questa atmosfera, corredata da una fotografia cupa e gelida, contribuisce ad immergere un pubblico anche digiuno di conoscenze storiche nella complicata realtà di una città spaccata in due e nella difficoltà di mantenere una delicata tregua tra le superpotenze.

il ponte delle spie muro

DIFETTI:

– “Solito” Spielberg: Non è propriamente un difetto, perché ogni regista ha un proprio stile sia narrativo che meramente visivo (ed è giusto sia così, al contrario ci sarebbe troppa monotonia cinematografica), ma è lampante che anche in questa sua ultima opera l’occhio di uno spettatore attento possa notare alcune firme distintive del regista nato in Ohio.

Dall’amore per la ripresa di dialoghi focalizzati su temi ampi e generali (qui la giustizia), ai movimenti di macchina per seguire gli spostamenti dei personaggi facendo scaturire attraverso essi reazioni emotive o al feticismo per le lampade e le illuminazioni intense, se non siete tra gli estimatori di questo director preparatevi.

bridge-of-spies-tom-hanks

Consigliato o no? Assolutamente sì. Il ponte delle spie è un ottimo film sotto ogni punto di vista, ben costruito e che dimostra una credibile ricostruzione storica.

Tag Cloud