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Pillole di cinema – Fury

fury locandinaBrad Pitt che se ne va in giro per la Germania nazista ammazzando tedeschi?
Pensa se Tarantino ci facesse un film, che figata!

TRAMA: Aprile 1945: gli Alleati stanno avanzando in profondità nella Germania nazista. Tra i numerosi veterani ci sono anche il sergente Collier e il suo equipaggio, i quali combattono a bordo del loro carro armato, un M4 Sherman dal nome di battaglia Fury.

PREGI:

– Ambientazione: Pellicola tetra e fangosa che si svolge nel plumbeo ed ostile territorio teutonico, Fury crea nell’animo dello spettatore una cappa opprimente catapultandolo nella crudezza del conflitto bellico.
La molta si attacca ai vestiti quasi a simboleggiare i cadaveri rimasti a terra, sfortunati eroi/pedine nel gioco della Storia.

– Fotografia: Legata al punto precedente, i colori grigi e terrei contribuiscono ad aumentare la durezza della guerra e a raffreddare le emozioni manifestate nell’opera.
Il prevalente grigio-verde diurno, in contrapposizione al nero-rosso notturno crea un ottimo contrasto ottico, legato inoltre al già menzionato tema bellico.

– Montaggio: Buono sia negli scontri a fuoco, dove il ping-pong di inquadrature aumenta la tensione dovuta allo scambio di proiettili, sia nelle scene dialogate all’interno del carro, creando una dimensione angusta e al tempo stesso protettiva nei confronti dei membri dell’equipaggio.

– Brad Pitt: Pur avendo già visto un tipo del genere in Bastardi senza gloria, Pitt rende il suo Don “Wardaddy” Collier un personaggio ben riuscito.
Un capo coriaceo ma giusto con i suoi sottoposti, che riesce ad affermarsi nella pellicola grazie alla sua notevole presenza scenica, corroborata da ciò che dice e ciò che tace.
Il sergente e i suoi uomini vagano come Apostoli di morte, avvolti da uno Spirito Santo di lamiera e portatori del Verbo del ferro e del sangue; grazie a ciò catalizzano efficacemente l’occhio del pubblico.

The crew of Fury: Boyd "Bible" Swan (Shia LaBeouf), Norman (Logan Lerman), Wardaddy (Brad Pitt), Trini "Gordo" Garcia (Michael Pena) and Grady "Coon-Ass" Travis (Jon Bernthal) in Columbia Pictures' FURY.

DIFETTI:

– Secondo tempo: Al giro di boa, purtroppo, Fury crolla come un castello di carte.

Tutte o quasi le sue componenti, infatti, si deteriorano come frutta lasciata al sole: gli stereotipi si fanno più evidenti, i dialoghi si retoricizzano eccessivamente, la battaglia che infuria assume connotazioni preoccupantemente simili ad una schermaglia spaziale di Guerre Stellari (troppi muzzle flashes) e molti snodi narrativi vengono telefonati troppo presto e con troppa veemenza.

Questa è veramente una grossa pecca, soprattutto confrontando tra loro le due metà del film, dato che tanto la prima parte è ben realizzata ed efficace, tanto la seconda pare sbrodolata e lanciata verso l’eccessiva spettacolarizzazione.

– “Oh, say can you see, by the dawn’s early light…” : Fury è un film americano di guerra.

Sì, ma su una guerra che gli americani hanno vinto.

Ci siamo già capiti.

fury pitt lerman

CONSIGLIATO O NO? Se uscite dalla sala all’intervallo, sì.

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