L'amichevole cinefilo di quartiere

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Jimmy Grimble

jimmy_grimble_robert_carlyle_john_hay_005_jpg_mrejAllo sceicco Mansour piace questo elemento.

TRAMA: Un ragazzino inglese tifoso del Manchester City non riesce a giocare bene a calcio a causa della sua insicurezza. Le cose cambieranno dopo l’incontro con un’anziana misteriosa, che gli regalerà un paio di scarpini speciali…

RECENSIONE: Dopo la mia recensione di Best, biografia della grande ala dello United, per par condicio ecco un film del 2000 caro all’altra parrocchia di Manchester. Questa pellicola è utilissima a tutti coloro che si sono appassionati alla squadra di Blue Moon dopo i petrolmiliardi spesi dagli emiri, visto che possono affermare che il loro tifo derivi da questa opera, cosa falsa come una moneta da tre euro.

Il film è sostanzialmente un classico racconto di formazione a tema sportivo, con tutti i crismi e gli stereotipi del settore. Il ragazzino protagonista è ovviamente un disadattato con una famiglia problematica, ovviamente ha pochi amici e ovviamente i bulli lo maltrattano con la routine con cui un impiegato timbra il cartellino al lavoro. Una pellicola che puzza di Disney lontana un chilometro, ma che per noi portatori del cromosoma XY sarà sempre carina, perché tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo giocato in campetti che sono considerabili tali più per proforma che per effettive caratteristiche tecniche e abbiamo sognato di giocare campionati o finali varie a livello professionistico. Il tutto per l’amore nei confronti del calcio.

O nei confronti di stipendi faraonici e belle donne.

Vabbè, torniamo al film.

La regia di John Hay è molto focalizzata sull’aspetto sportivo della pellicola, riuscendo però in riprese quasi realistiche; per intenderci, non siamo ai livelli di Air Bud o altri film rincoglionenti con cani, gatti, criceti e leoni di mare che praticano sport più o meno improbabili. La sceneggiatura per quanto concerne sorprese ed imprevedibilità è paragonabile a un video che ha come protagonisti un’insoddisfatta casalinga ed un vigoroso idraulico, ma essendo un film indirizzato ai ragazzini non me la sento di essere troppo severo.

Il giovane Lewis McKenzie, poi desaparecido, incarna bene i sogni, le speranze e le disillusioni di un tredicenne che vive per il pallone, mentre tra gli altri attori spiccano Robert Carlyle, ex star di Full Monty  e Ray Winstone.

Tirando le somme Jimmy Grimble è un film tutto sommato carino, ideale per un sabato o domenica pomeriggio di relax davanti alla tv.

Se vi è piaciuto, potrebbero piacervi anche: tutti i film con protagonista il pallone a scacchi. Ad esempio, il già citato Best (2000), l’epicheggiante Fuga per la vittoria (1981), e Sognando Beckham (2002)

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Kick-Ass 2

kick-ass-2-la-locandina-italiana-280023“The Avengers” chi?

TRAMA: Dopo le vicende del primo capitolo, Dave Lizewski si unisce a un gruppo di vigilanti capeggiati dal colonnello Stelle e Strisce, mentre Mindy scopre l’adolescenza. Dovranno affrontare un acerrimo nemico, anch’egli con una squadra al seguito.

RECENSIONE: Seguito di Kick-Ass del 2010, adattamento cinematografico del fumetto omonimo, un bel film originale e molto divertente. Qui abbiamo un secondo capitolo che si attesta sui livelli qualitativi del precedente, mantenendone intatti gli elementi caratteristici come la violenza esagerata e la grande ironia, che sfocia talvolta nel patetico. Un film sopra le righe, che però come il predecessore costituisce una ventata d’aria fresca nella stagnante e paludosa cinematografia moderna, dove le buone idee scarseggiano e le cazzate abbondano.

La regia passa da Matthew Vaughn (che rimane nelle vesti di produttore) a Jeff Wadlow, che ne cura anche la sceneggiatura. Quest’ultima è caratterizzata da una narrazione su due binari paralleli nella prima metà del film, riunendo poi questi due blocchi narrativi per arrivare all’epilogo. I personaggi sono molto caratterizzati e archetipici, e questo contribuisce favorevolmente alla loro identificazione da parte dello spettatore, che assiste ad una Rivincita dei nerds con qualche ettolitro di sangue in più. La macchina da presa alterna primi piani (molto frequenti) a riprese più frenetiche nelle scene di combattimento, sempre mantenendo l’elemento “non professionale” di tale lotte, dato che vedono come protagonisti tizi in costume armati di mazze o coltelli.

Essendo un seguito, la maggior parte del cast è ovviamente costituita da reduci del film precedente. Come attore chioccia si passa dal Nicolas Cage del primo episodio (il suo Big Daddy era un bel personaggio e il prode Gabbia lo rendeva bene nel suo granitico eroismo, cosa più incredibile di Iggy Pop in camicia) a Jim “Voglio tornare negli anni 90, quando ero figo” Carrey. Il Colonnello è una buona guida, intrisa degli stereotipi dell’americano medio patriottico e timorato di Dio, e nonostante Carrey all’improvviso si sia dissociato dal film (a causa secondo lui della troppa violenza e dopo i fatti di Newtown) il suo piccolo contributo è pur sempre gradevole.

Ritorna il trio Aaron Taylor-Johnson, Chloe Grace Moretz e Christopher Mintz-Plasse (ma UN nome e UN cognome non usa più?), che riprendono le loro maschere, in tutti i sensi. Tutti e tre in forma e bene nelle parti, spero si mantengano su questi livelli per contribuire ad un ricambio generazionale in quel di Hollywood. Sorprendente in particolare la Moretz, che a soli 16 anni sta dimostrando capacità recitative ottime.

Uno dei temi portanti del film è la possibilità per le cosiddette “persone comuni” di diventare parte di qualcosa e di dare il loro contributo per la società, inventandosi strampalati alter-ego. Lanciare ragnatele, avere artigli che escono dalle nocche o volare sarebbero poteri fantastici, ma non sono indispensabili per sentirsi degli eroi. Questa condizione deriva dall’impegno che si mette in ciò che si fa e dagli ideali per cui si combattono le piccole lotte quotidiane, e Kick-Ass prende questo importante concetto virandolo sulla comicità e sull’intrattenimento.

Colonna sonora caciarona come è giusto che sia in un film del genere, qui basata però più su motivetti (ad esempio Korobeiniki When the Saints go Marchin’ in) piuttosto che su canzoni vere e proprie. Nel primo capitolo erano infatti presenti Mika, The Prodigy, Per qualche dollaro in più di MorriconeBad Reputation.

Se vi è piaciuto potrebbero piacervi anche: ovviamente Kick-Ass ma anche altre pellicole con protagonisti supereroi improvvisati, come Super (2010) o Mystery Men (1999).

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