L'amichevole cinefilo di quartiere

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ACAB – All Cops Are Bastards

acab-nuova-locandinaPersone che si lamentano a caso tra tre, due, uno.

TRAMA: NegroMazinga e Cobra sono tre celerini, ossia tre agenti antisommossa della Polizia. Quando alla centrale arriva una nuova recluta, viene subito coinvolto nel loro mondo violento e pericoloso, immischiandosi nei problemi e nel, seppur sadico, piacere nel punire i malfattori.

RECENSIONE: Tratto dall’omonimo libro di Carlo Bollini, questo film del 2012 ha scatenato un putiferio assurdo e indegno di un Paese civilizzato.
Prima che uscisse infatti ha sollevato le ire sia delle associazioni a difesa dei poliziotti, che accusarono la pellicola di essere troppo negativa e critica nei loro confronti, sia dei sindacati e dei gruppi ultrà, che a loro volta hanno attaccato il film affermando che mettesse in cattiva luce le rispettive categorie.

Ripeto, PRIMA CHE IL FILM USCISSE NELLE SALE.

Grazie a Dio il modo migliore per interessare le persone a qualcosa è parlarne male, per cui la pellicola ha incassato circa 3 milioni di euro, nonostante sia ben realizzata e tratti un argomento dai notevoli connotati sociali.

La regia dell’esordiente (sul grande schermo) Stefano Sollima è per un certo verso simile ad un documentario, in quanto i tre poliziotti protagonisti vengono ripresi sia nel loro ambito lavorativo sia nella sfera privata e personale. Il fatto che vengano sempre chiamati mediante soprannomi aiuta lo spettatore ad identificarli partendo dalle loro caratteristiche peculiari, senza però, in questo caso, scadere nello stereotipo e nella bidimensionalità.

Una grossa mano viene data dal montaggio di Patrizio Marone e dalla fotografia di Paolo Carnera, che contribuiscono a fare immedesimare lo spettatore nelle vicende raccontate sullo schermo. Sperando ovviamente che quando vengono raffigurati episodi come gli scontri tra polizia e tifosi o lo sgombero di persone da case occupate abusivamente lo spettatore abbia gli occhi collegati al film e non a Ruzzle.

Ottimi i protagonisti. Pierfrancesco Favino è un uomo totalmente assorbito dalla propria professione, e che considera se stesso solamente come un corpo legato all’uniforme e alla pulizia della società. Filippo Nigro è dei tre quello con la sfera personale più esplorata, con la pellicola che mostra senza inutili patetismi il suo difficoltoso rapporto con moglie e figlia piccola. Marco Giallini è un’efficace chioccia del gruppo.

Il giovane Domenico Diele è bravo nel sostenere la parte da “racconto di formazione” del film, non scadendo nei cliché e risultando il personaggio nel quale il pubblico, specie se acerbo, può immedesimarsi più facilmente.

Colonna sonora con Kasabian, Clash e Joy Division.

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Rush

rushAltro che lattina…

TRAMA: Durante gli anni settanta esplode la grande rivalità sportiva tra i piloti più forti del momento, James Hunt e Niki Lauda. Il primo è un ragazzo estroverso ed affascinante, sempre a caccia di divertimento e belle donne; l’altro è invece introverso e riservato, dedito in maniera scrupolosa alla sua professione. La loro rivalità raggiunge il culmine in Formula 1, nella stagione 1976…

RECENSIONE: Regia di Ron Howard (vincitore dell’Oscar 2002 per A beautiful mind, con Russell Crowe matematico svalvolato), director di ottimi film come Cocoon – L’energia dell’universo, Apollo 13 e Cinderella Man purtroppo incappato recentemente in ben due Dan Brown. Dimenticandoci le improbabili pellicole con Tom Hanks in versione “Indiana Jones sotto formaldeide” qui abbiamo un ottimo film, ben girato e che riesce a far respirare allo spettatore il clima della Formula 1 degli anni ’70.

Ottime in particolare le riprese delle corse, molto ben realizzate e spettacolari; unendo il fattore adrenalinico delle gare all’occhio sui due protagonisti si ha un’opera completa e di notevole impatto emotivo.

La pellicola mostra due piloti estremamente diversi in tutto, persino nel loro approccio alla vita. Hunt è una sorta di Übermensch che si gode tutti gli eccessi che la sua fama può offrirgli; alcol, donne e stravizi sono all’ordine del giorno, e questo fa di lui una candela destinata a bruciare intensamente ma durare poco. Lauda al contrario ha un’abnegazione al lavoro tale da mettere la sua carriera di pilota sopra tutto il resto, facendo di lui un androide in grado di capire e analizzare le auto e le corse senza preoccuparsi del lato umano ed emozionale. Il contrasto tra i due è reso in modo emozionante proprio in quanto persone e piloti agli antipodi, e nonostante questo entrambi bravi nel loro lavoro e ammirati dal pubblico.

Sceneggiatura di Peter Morgan, che ritrova Howard dopo Frost/Nixon – Il duello (2008) e che a parte il deboluccio Hereafter (2010) di Eastwood non ha sbagliato un colpo. Anche qui dosa bene l’elemento personale con quello sportivo, mostrando con sagacia sia le vicende umane dei due protagonisti, senza scadere nel patetismo o nella retorica, sia l’emozionante duello sportivo del 1976, riuscendo a far immedesimare lo spettatore nelle vicende in maniera efficace.

Protagonisti Chris Hemsworth (“Ma quello è Thor!” Sì, e voi siete dei deficienti) che interpreta un Hunt “The Shunt” spaccone all’apparenza ma con una grande passione per il suo sport. Potrebbe essere la pellicola della definitiva maturazione per l’attore australiano, iniziandolo a ruoli più introspettivi di un dio sparafulmini. Il tedesco Daniel Brühl (era il ragazzo protagonista di Good Bye, Lenin! e il giovane soldato nazista eroico, con tanto di film dedicato, in Bastardi senza gloria) dà volto ad un Lauda molto più composto e sotto le righe, mantenendo nascosta la tempra del personaggio dietro sguardi ed espressioni marmoree. Piccola parte per Pierfrancesco Favino nei panni dello svizzero Clay Regazzoni. Ruolo femminile principale per la longilinea gattona Olivia Wilde, femme fatale ma con carattere, il che non guasta.

Fotografia di Anthony Dod Mantle che contribuisce molto a ricreare l’atmosfera degli anni ’70, grazie anche ad una meticolosa ricerca dei costumi e delle auto del tempo. Ottime musiche di Hans Zimmer.

Se vi è piaciuto, potrebbero piacervi anche: Le 24 ore di Le Mans (1971), Adrenalina blu – La leggenda di Michel Vaillant (2003), Senna (2010). Oppure il documentario Hunt vs Lauda: F1’s Greatest Racing Rivals (2013); qui il link YouTube http://www.youtube.com/watch?v=EDGV7U3vqU4

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