L'amichevole cinefilo di quartiere

Articoli con tag ‘Douglas’

Ant-Man and the Wasp

Un cinefilo può sopportare una rottura di palle pari a cento volte il proprio peso.

TRAMA: Scott Lang è agli arresti domiciliari e cerca di bilanciare gli impegni domestici e e di padre con la sua vita da supereroe. Hope van Dyne e Hank Pym compaiono improvvisamente per reclutarlo in una nuova missione, in cui Hope assume l’identità di nuova Wasp.

RECENSIONE:

Quando andavo a scuola, l’estate era attesa con trepidazione e gioia.

Anche entrati nel mondo del lavoro, ovviamente, il periodo estivo rimane pregno di cose molto belle (le ferie, il sole, le ragazze in shorts), ma fino alle superiori avevo la piacevole aspettativa che, una volta superati i primi sette/dieci giorni di giugno, mi avrebbe atteso un titanico spaccato di tre mesi di puro cazzeggio.

L’unico elemento di disturbo all’incrollabile proposito del me stesso brufoloso preadolescente di non fare una beata mazza fino a metà settembre erano gli immancabili compiti scolastici.

Niente di complesso, sia chiaro, però erano una discreta rottura di maroni e venivano svolti spesso senza nessuna voglia o slancio.

Fatti solo perché obbligati.

Tipo questo film.

Noto solo ora che per due ore la mia espressione facciale è stata la stessa di Evangeline Lilly

Ant-Man and the Wasp non è una delle ormai numerose opere dell’universo Marveliano, che va ad arricchire un mondo narrativo aumentandone respiro e complessità.

Ant-Man and the Wasp è “studiati l’ascesa della borghesia europea del 1800, che probabilmente a settembre salteremo a piè pari ma se il professore te la chiede e non l’hai manco letta, sai che figura di merda?”

E si nota già dal titolo.

In una serie piena di sottotitoli roboanti, tipo Il primo vendicatore (di che?), The Dark World (quale?), Age of Ultron (che dura un weekend), Civil War (sono sei persone contro sei, ce ne stanno di più a pallamano), Homecoming (sì, Marvel Studios, abbiamo capito che vi hanno ridato i diritti) e Ragnarok (che non ha fatto finire il mondo, ma solo la mia pazienza), qui il titolo è l’elenco dei protagonisti.

Formicuomo e la Vespa, signore e signori, e crederete che un uomo può rimpicciolirsi e bombarsi la Kate di Lost!

Oltre a lui.

Una pellicola confusionaria e mal fatta, che si basa troppo, troppo, troppo, sugli effetti speciali prospettici, senza coniugarli però con un guizzo, una scintilla, un quid che possa renderla vagamente memorabile e non sprofondata nell’oblio, insieme alle mie nozioni sulla borghesia europea dell’Ottocento, appena accesa l’automobile uscendo dal cinema.

Un sense of humour perennemente fuori luogo e di una stupidità immane persino per gli standard della M di Mefistofele correda una trama inutilmente complicata considerato un target di pubblico di tredicenni in esplosione ormonale non particolarmente svegli, piena zeppa di sottotrame evitabili e che nei momenti cardine forza troppo la sospensione d’incredulità dello spettatore, già naturalmente messa a dura prova dai poteri dei protagonisti.

Altra pecca diretta conseguenza della precedente è che, in proporzione alle due ore scarse di durata, in questo film ci sono più antagonisti che nell’Odissea, tutti poco caratterizzati, mal sfruttati e che avrebbero potuto essere tranquillamente sforbiciati in nome di una auspicabile maggiore linearità.

Gli effetti speciali, pur ben realizzati come nell’episodio precedente, si basano veramente troppo su prospettive “à la Hobbit” che essendo già state sviscerate non sorprendono lo spettatore e faticano ad intrattenere a causa della loro eccessiva prolissità.

Tu… restare… io… andare… non… seguire…

Se inoltre si volesse provare a considerare il film come ingranaggio nel grande macchinario che è la Fase Marvel di appartenenza, lo sforzo risulterebbe tanto difficile quanto superfluo, visto che per una storia ambientate tra Civil War Infinity War la timeline non si incastra per un cazzo, con un sacco di forzature e tempistiche casuali, incoerenti con quanto detto dagli altri film.

Non male, per uno studio il cui obiettivo dichiarato è creare un mondo narrativo complesso ed organico.

Nel cast, oltre al bisteccone Paul Rudd la cui caratterizzazione bypassa sovente i limiti dell’irritante, ritroviamo la quota-patata de Lo Hobbit Evangeline Lilly, che è anche bravina ma che come eroina action mi fa alzare il sopracciglio più che a The Rock.

Una discreta alchimia tra i due non basta infatti a tirare avanti una storia con i citati problemi, rafforzando anzi l’impressione che con meno contorno e più focus sugli elementi di reale importanza si sarebbe raggiunto un decisamente migliore risultato.

Però il suo costume non ha i capezzoli. Beccati questa, Schumacher!

Se non altro si assiste ad una buona dose di girl power, sia grazie alla Vespa che all’antagonista (uno dei cinquanta) Ghost, qui in versione femminile a differenza della fonte di partenza: entrambe mostrano una buona dose di caparbietà ed abilità a menare le mani quando serve, oltre che superare in determinazione ed acume la maggior parte dei maschietti che le circondano.

E diciamo che in passato il personaggio è stato sfruttato in modi un po’ diversi…

wasp hulk

Ok.

Torna Michael Douglas, che ricordiamo oltre all’ovvio Wall Street ha prestato volto a pellicole molto varie, tra cui:

– Attrazione fatale, in cui ha dei problemi con una Glenn Close maniaca di sesso;

– Basic Instinct, in cui ha dei problemi con una Sharon Stone maniaca di sesso;

– Rivelazioni, in cui ha dei problemi con una Demi Moore maniaca di sesso.

Completano il cast Lawrence Fishburne, che qui compare perché capitato sul set per caso e non era buona educazione andarsene, uno sprecatissimo Walton Goggins che dopo Tomb Raider conferma il suo voto monastico all’interpretazione di antagonista nelle puttanate e Michelle Pfeiffer.

La bravissima Michelle Pfeiffer.

La meravigliosa sessantenne Michelle Pfeiffer.

Mi sono innamorato di lei in Ladyhawke, a saperla impelagata nel Marvel Universe piango.

Un film senza voglia.

Da stroncare senza pietà.

Annunci

Ant-Man

Ant-Man locandinaAmmazza la Marvel / col flit.

TRAMA: Diversi mesi dopo gli eventi di Avengers: Age of Ultronun ladro deve aiutare lo scienziato Henry Pym a proteggere la tecnologia di una tuta che permette di rimpicciolirsi e al contempo accrescere la propria forza fisica. Tale scienza è minacciata da imprenditori senza scrupoli.

RECENSIONE: Vista la credenza assai diffusa e radicata secondo la quale i film nascano improvvisamente dalla terra come i funghi, probabilmente vi sconvolgerà l’animo sapere che ogni opera cinematografica abbia ADDIRITTURA un percorso produttivo alle spalle, talvolta piuttosto interessante o indicativo di quanto fatta bene o male risulti poi la pellicola stessa.

Prima di partire con la recensione, vorrei quindi soffermarmi brevemente sulle vicende produttive di questo film.

EHI, TORNATE QUA!

Data l’impronta fortemente umoristica della pellicola (dalla Marvel? Chi l’avrebbe mai detto) il regista sarebbe dovuto essere Edgar Wright, designato addirittura dal 2006 e celebre per aver diretto la cosiddetta “Trilogia del Cornetto”, costituita da tre ottime parodie di generi cinematografici (L’alba dei morti dementiHot FuzzLa fine del mondo, rispettivamente horror, azione e fantascienza) oltre che l’ottimo Scott Pilgrim vs the World.

English director Edgar Wright poses for pictures on the red carpet for the world premier of the film 'The World's End' in London's Leicester Square on July 10, 2013. AFP PHOTO/ANDREW COWIE (Photo credit should read ANDREW COWIE/AFP/Getty Images)

Causa però “divergenze creative” (pare per eccessive ingerenze della grande M nel lavoro del regista), Wright ha abbandonato il progetto venendo sostituito da Peyton Reed, regista di capolavori immortali quali Abbasso l’amore, Ti odio, ti lascio, ti… Yes Man.

Devo commentare?

ant-man-grab-1300

Partiamo con la trama: il film parla di un tizio che si guadagna da vivere in un certo modo, poi subisce un evento che lo fa cambiare/maturare, viene a contatto con una tuta ipertecnologica ed usa tale strumento per combattere un’impresa multinazionale che vuole distribuire tale tecnologia per scopi criminali.

Dieci punti a chi mi sa dire un altro film con la stessa tra…

iron man locandina

Bingo.

Un’altra questione su cui si potrebbe discutere, sempre parlando della vicenda, è la scelta di utilizzare come protagonista il secondo Ant-Man, ossia Scott Lang, e non l’originale, ovvero l’Hank Pym che qui ha il ruolo di mentore.

Nei fumetti Hank Pym è un personaggio narrativamente molto interessante perché è un brillante scienziato e supereroe ma al tempo stesso una persona tendente allo stress che arriva a picchiare la moglie.
Ciò può fornire tantissimi spunti narrativi diversi, nonché aumentare l’interesse nei confronti di un personaggio che, pur con le sue qualità, possiede lati oscuri notevoli.

hank pym

Immaginatelo quindi entrare in scena con il cappello da cowboy in testa e una spiga di grano in bocca biascicando «Per la pistola di John Wayne, questa volta la vecchia Betsy mi ha dato poco latte. Sarà colpa di quell’Estevez a cui la faccio mungere, lui e le sue luride mani da mangiafagioli. Spero che mia moglie mi abbia cotto la bistecca come si deve, o mi ci gioco le palle che le insegnerò il rispetto!»

Ok, Hank Pym non è texano, però ci siamo capiti.

Qui invece Pym è interpretato da Michael Douglas, che segue a ruota il Robert Redford di Captain America: The Winter Soldier come grande vecchio inserito in un contesto Marvel.

Non è malaccio, fin per carità.

Però è Michael Douglas che parla di TUTE CHE RIMPICCIOLISCONO, ostia!

ant man douglas

In generale Ant-Man è un film supererostico piuttosto classico.

Forse un po’ TROPPO classico.

C’è il riscatto di un soggetto che si sta perdendo, c’è il bieco cattivo senza scrupoli, ci sono i superpoteri da imparare a controllare… gli effetti speciali sono di ottima fattura e contribuiscono a rendere credibile il consueto mumbo jumbo scientificheggiante, ma col senno di poi forse manca un elemento che lo renda veramente memorabile, e che non lo faccia passare solo come l’ennesimo tassello dell’universo cinematografico Marvel.

E considerando che Hank Pym nell’universo classico è stato il fondatore degli Avengers e il creatore di Ultron, che lo abbiano inserito come uno tra i tanti tizi con costumi imbarazzanti non è il massimo.

ant man formiche

Solita Marvel? Solita ironia.

È notorio il rapporto tra questo universo cinematico e la serietà, conflittuale come quello tra Michael Schumacher e la lingua italiana; anche qui solita vagonata di battute, punch lines e roba così.

Alcune simpatiche e azzeccate.

ant man thomas

Altre no.

I personaggi secondari inoltre sono piuttosto inutili.

Soliti compari scemi che fanno da spalle comiche, solito mentore paziente ma un po’ austero, solite autorità così lige al dovere da risultare ottuse, solito cattivo psicopatico e senza freni.

In particolare il villain ha uno sviluppo un po’ abbozzato, e pur mettendo l’accento su alcune dinamiche psicologiche sembra che il film non ci si voglia soffermare più di tanto, dando solo qualche pennellata di colore invece di realizzare un quadro vero e proprio.

Corey-Stoll-in-Ant-Man

Evangeline Lilly è la classica spalla amorosa dura fuori e con un morbido cuore di panna all’interno già vista ne Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate (“PO-TAY-TOES” autocit.); anche per lei non una gran tridimensionalità, e si ha in generale l’impressione che i personaggi abbiano un’insegna al neon sulla testa con scritto “Io sono il chiacchierone”, “Io sono la gnocca”, “Io sono il bieco industriale”, e ciò non contribuisce granché alla profondità narrativa.

ant man evangeline

In particolare: non si potrebbe per una volta realizzare un personaggio femminile che non faccia tappezzeria ma che sia effettivamente utile ai fini della storia e combini qualcos…

iron man 3 paltrow

Ripensandoci, la tappezzeria va benissimo.

Tirando le somme: recentemente la Marvel ha realizzato l’ennesima, inutile e non richiesta pellicola sui Fantastici 4 (massacrata nelle recensioni americane, dove il film è già uscito), un film con protagonisti un procione e un albeNO, DICO, UN PROCIONE E UN ALBERO e ora Tesoro, mi si sono ristretti i supereroi.

E io sono qui.

Che aspetto ancora un film decente sul Punisher.

arbusto rotolante tumbleweed gif west

Tag Cloud