L'amichevole cinefilo di quartiere

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Jurassic World

Jurassic-World-Poster-MososauroSpirito di Ian Malcolm, salvaci tu.

TRAMA: Ventidue anni dopo gli eventi di Jurassic Park, Isla Nublar dispone di un parco a tema sui dinosauri completamente rifatto.
Per ravvivare maggiormente l’interesse del pubblico, i responsabili decidono di creare un dinosauro usando tecniche di ingegneria genetica; il nuovo rettile viene chiamato Indominus Rex

PREMESSA: Se non avete apprezzato il primo capitolo di questo franchise ed in particolare avete odiato il personaggio interpretato da Jeff Goldblum, probabilmente ciò che state per leggere non vi piacerà. Detto questo, passiamo alla

RECENSIONE: Avete un cane, che per comodità chiameremo Bobby.

Voi passate con Bobby dei momenti molto belli della vostra giovinezza, ma un brutto giorno il cane muore.

Ovviamente ciò vi rende tristi, ma in cuor vostro sapete che dovete superare questa cosa, e mantenere nel vostro animo i ricordi del tempo trascorso insieme.

Dopo anni il vostro vicino di casa pazzo prende una vanga, riesuma la bestia dal punto in cui l’avete seppellita ed inizia a dimenarvi sotto il naso il suo cadavere in putrefazione urlando: “Guarda, Bobby è vivo! Bobby è vivo!”

Jurassic World, signore e signori! Una pellicola che è un insulto alla mia infanzia.

jurassic-world logo

Ma andiamo con ordine.

Jurassic Park, uscito nel 1993, è stato in assoluto uno dei migliori blockbuster della storia del cinema, sia per la qualità del film in sé (ossia l’aspetto prettamente artistico) sia per gli enormi miglioramenti dati alla CGI attraverso un suo ottimo sfruttamento (cioè l’aspetto puramente tecnico-materiale).

Fu un grande successo di pubblico e critica non solo perché mostrava allo spettatore dei rettili giganti, quindi, ma perché li inseriva in un contesto di sceneggiatura, personaggi e ambientazione molto buono, che lo ha portato perciò ad essere un film molto apprezzato, iconico e arcinoto.

Basta guardare questa celeberrima sequenza per capirlo:

Qui invece cosa abbiamo?

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Un mosasauro che si mangia uno squalo.

Attaccato ad una fune.

Come al Sea World di San Diego.

Non ho parole.

Voi… Voi avete visto quello che altri hanno fatto e di lì siete partiti, non è una pellicola nuova, quindi non vi assumente nessuna responsabilità… per quello. Siete saliti sulle spalle di altri per ottenere un risultato il più rapidamente possibile e una volta ottenuto questo risultato voi… voi lo avete brevettato, impacchettato, ficcato in una scatoletta di plastica e ora lo vendete, volete venderlo.

Questo non è un film, è una macchina per fare soldi. Nel nome del “qui non si bada a spese” avete costruito una brutta copia dell’opera originale sperando che il pubblico non se ne accorga.

Dio ci scampi! Siamo nelle mani del pubblico…

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Jurassic World basa la sua esistenza unicamente su di un disperato ed infantile tentativo di spremere una volta ancora la gallina dalle uova d’oro, nonché ovviamente sull’attirare il pubblico con i dinosauri, esseri ontologicamente di grande attrattiva.

Sì, insomma, non esistono dinosauri sfigati.

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Quello non conta.

Sintetizzando il concetto, Dio crea i dinosauri, Dio distrugge i dinosauri, Dio crea l’uomo, l’uomo distrugge Dio, l’uomo crea il film cult sui dinosauri seguito da tre episodi meno che mediocri.

Questa pellicola è plastica come il parco di divertimenti in cui le sue vicende si svolgono, non avendo la benché minima anima e puntando esclusivamente sull’effetto nostalgia.
Come ho già scritto QUI, a me piace molto quando in un film noto riferimenti ad altre opere. Il problema è che se in una pellicola scadente vengono inserite citazioni ad un film nettamente migliore, io spettatore mi sento preso in giro.

Questa è la teoria del ca…volo metti rimandi a Jurassic Park se ‘sta roba non gli lustra manco le scarpe.

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La sceneggiatura la potete trovare nel vocabolario Treccani alla voce “raffazzonato”, dato che dimostra in più frangenti di essere stata poveramente scritta e costituita quasi esclusivamente sul passare da una scena d’attacco dei dinosauri all’altra.

Per cui vai con gli evergreen: scene senza senso, scene stupide, scene senza fondamento e campate per aria, scene inutili e via così. Sommandole tutte si ha quasi l’impressione che Jurassic World sia un costoso B movie che vuole prendersi troppo sul serio fallendo miseramente.

La mancanza di umiltà di fronte alla cinematografia che si dimostra qui… mi sconvolge. Chi ha realizzato questo film non vede la scarsa qualità che è insita in quello che fa? La potenza narrativa è la forza più dirompente che esista e qui se ne servono come un… un bambino che gioca con la carta di credito del padre.

Chi ha scritto questo film, King Kong? Jurassic Park aveva già un inizio con i controcazzi.

Come protagonista abbiamo Chris Pratt, già leading character di una delle pellicole più stupide dell’anno scorso e che qui veste i panni di un Indiana Jones/Robert Muldoon wannabe.

Personaggio stereotipato in una maniera talmente evidente da risultare ridicola, incarna il classico ragazzone tosto ed eroico (sembra più creato in laboratorio lui dei rettili) che salva la giornata ed è sempre convinto di cosa fare e quando farlo.

Sentite, è previsto che si vedano degli esseri umani credibili in un parco gestito da esseri umani? Pronto? Oh?… eh?

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Se tanto mi dà tanto, solitamente tipi del genere sono al centro di sequenze narrative idiote, che vengono inserite allo scopo di far capire la “badassaggine” del personaggio fregandose di scadere nell’assurdo o nell’involontariamente ridicolo.

Scene presenti sovente e che…

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Quanto mi secca avere sempre ragione…

Accanto a Jurassic Dundee c’è Bryce Dallas Howard, figlia del celebre regista Ron e che ricordiamo essere stata chiamata così perché concepita nella città texana.

Un po’ come se dopo un’intensa notte di passione nel parcheggio di un autogrill chiamaste i vostri gemelli Roncobilaccio e Firenzesigna.

Devo dire che il suo ruolo mi lascia abbastanza perplesso: perché hanno inserito un personaggio inutile interpretato da una giovane donna rossa e molto sexy?

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Ah, già: perché è una giovane donna rossa e molto sexy.

Va beh, su Sansa, qua, poco da dire: character assai poco memorabile e ancor meno credibile, oltre ad essere un esagerato stereotipo (in questo film? Strano!) della donna workaholic non serve a granché.

Ho già utilizzato in questo blog sia la gag delle tette che quella sulla bella donna come unico punto di forza in una pellicola squallida, preferirei non ripetermi.

In generale, non una clever girl.

Cosa c’è di peggio?

No, no, no non ditemel…

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Ah. Già.

ENNESIMA scopiazzatura dal capitolo primigeno, se là i ragazzini erano in fondo pure simpatici e servivano ad accrescere l’istinto protettivo del pubblico ed aumentare la tensione complessiva dell’opera (mi riferisco nello specifico alla scena della jeep e del T-Rex + quella dei Raptor in cucina), qui i due marmocchi sono personaggi inconcludenti e francamente irritanti, che a parte far rimpiangere l’hacker e l’accanito lettore dei libri del dottor Grant servono a poco o nulla.

Chiudo qui perché questa recensione mi ha veramente drenato.

Dottor Malcolm, un giudizio complessivo sul film per riassumere in poche parole quanto detto?

La ringrazio.

Così preoccupati di poterlo fare che non hanno pensato se lo dovevano fare.

Jurassic Park

jurassic“Darwin” chi?

TRAMA: Il miliardario John Hammond è riuscito, grazie a sofisticati esperimenti genetici, a clonare molte specie di dinosauri. Il suo obiettivo è creare un parco divertimenti su un isola al largo della Costa Rica, e per farlo vi invita degli scienziati in modo che possano ammirare la sua opera.

RECENSIONE: Film del 1993 diretto da Steven Spielberg, che con questa opera ha fatto la gioia di milioni di bambini in tutto il mondo cresciuti con l’amore per i bestioni preistorici, ma soprattutto delle imprese di merchandising che si sono scandalosamente arricchite vendendo giocattoli, abbigliamento, materiale scolastico e preservativi raffiguranti dinosauri.

Liberamente tratto dall’omonimo romanzo del 1990 di Michael Crichton, che ha collaborato alla stesura della sceneggiatura, questo è un buon film che a differenza dei due seguiti sa alternare i momenti di stupore e magia di fronte alle creature a sangue freddo e quelli più orrorifici e di tensione; questo aspetto si perderà già a partire da Il mondo perduto del 1997, in cui verrà schiacciato pesantemente il piede sul pedale della violenza e dello spavento.

La regia di SS è funzionale ai notevoli effetti speciali, che a distanza di vent’anni ancora reggono, e il paesaggio delle Hawaii, dove sono avvenute le riprese, rende le panoramiche e i campi larghi spettacolari, contribuendo anche ad amalgamare i dinosauri con l’ambiente. Da notare anche il parallelismo delle scene di azione negli ambienti chiusi, in cui sono utilizzati primi piani o in generale inquadrature più strette per accentuare l’elemento claustrofobico.

La sceneggiatura, alla quale come già detto ha contribuito Crichton, è di David Kloepp, ed è strutturata in modo semplice e lineare: ad ogni evento corrisponde la sua conseguenza, e ciò non fa perdere l’attenzione, che visto il genere del film è per forza orientata ai rettili. Considerando che Kloepp anni dopo scriverà la “sceneggiatura” (le virgolette sono d’obbligo) della fetecchia Indiana Jones e il regno dei teschi di cristallo ci si può tranquillamente accontentare.

Bravi gli attori, a cominciare da Sam Neill buon protagonista tutto d’un pezzo e chioccia suo malgrado; Laura Dern cazzuta e in gamba, anche se forse con un personaggio troppo “urlato” e “urlatore”; Jeff Goldblum come matematico macchietta è simpatico in questa versione da non protagonista, e da lui dipende la maggior parte dell’ironia del film, aiutato anche dalla voce di Roberto Chevalier.

Il lato scientifico di questo film fa ridere i polli (zanzare che sono state intrappolate nell’ambra subito dopo aver succhiato il sangue a un dinosauro, conservandosi fino a noi per milioni di anni talmente bene da poter estrarre il DNA dal sangue succhiato? Come no, pieno così!) ma da qualche parte c’era pure da tirare fuori il plot. Tanta grazia che non abbiano ricorso alla magia pagana centroamericana per farli risorgere tipo zombie (Romero sarebbe stato contento, la National Academy of Sciences americana probabilmente meno).

È diventato nel bene o nel male un cult ed è stato uno dei primi film con un massiccio uso della computer grafica, cosa che gli ha fruttato un Oscar oltre a quelli per il sonoro e il montaggio sonoro (questi ultimi grazie al guru Gary Rydstrom che nel complesso ne ha vinti sette). Epico e allo stesso tempo ingenuo, nella enorme categoria dei blockbuster Jurassic Park può vantarsi di essere molto meglio rispetto a titoli usciti quindici anni dopo.

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