L'amichevole cinefilo di quartiere

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TOP/FLOP 2017

stairway to heaven highway to hell

Ovvero il meglio e il peggio dell’anno appena trascorso. IMHO, ovviamente.

Dopo le edizioni 2012201320142015 e 2016, torna il mio breve riassunto dell’ultima annata cinematografica, con il top e il flop di ciò che mi è capitato di vedere in questo 2017.

Per ogni pellicola il link alla recensione (se presente).

N.B. Come sempre NON è una vera e propria classifica, i film sono inseriti in semplice ordine alfabetico.

Green thumbs up on white.

TOP 2017:

Arrival di Denis Villeneuve.

Il linguaggio come mezzo di contatto con un diverso che più diverso non si può (alieni seppioidi) viene sviluppato attraverso una trama intensa, che non ha timore di prendersi i propri giusti tempi ed arricchita visivamente da un comparto tecnico di tutto rispetto.

Sci-fi ben lontano dal crogiolo di azione ed esplosioni che solitamente viene presentato allo spettatore, Arrival opta invece per un approccio più ragionato ed interessante, risultando un ottimo film sia nella forma che nella sostanza.

 

Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve.

Altra pellicola del regista canadese, Blade Runner 2049 riesce a proporre un rischioso sequel che non crolla affatto sotto il peso del capolavoro precedente, ma che al contrario parte dalle sue basi per aggiungervi nuove idee interessanti, un’ambientazione ottimamente resa ed uno sviluppo dei personaggi ragionato.

Gosling bravo nei panni di un enigmatico protagonista, Harrison Ford in un ritorno migliore rispetto a quello di Han Solo ne Il risveglio della forza e l’eccellente fotografia di Roger Deakins per uno dei pochi Capitoli Due usciti di recente che meritino visione.

 

Dunkirk di Christopher Nolan.

Un celebre episodio della Seconda Guerra Mondiale mostrato su schermo attraverso i macroconcetti elementali (aria, acqua, terra, fuoco) e fisici (tempo, materia e spazio) riuscendo a condensare il tutto all’interno di un’ora e quaranta intensa ed ansiogena.

Tanti piccoli ruoli sparsi per la vicenda che enfatizzano la collettività dell’azione, grazie anche a linee temporali intrecciate in cui tutti i binari si congiungono verso un obiettivo comune.

 

La La Land di Damien Chazelle.

Ottimo musical che fonde specifici elementi di elevata qualità (colonna sonora, coreografie) ad una storia d’amore interessante tra due personaggi ben scritti.

Notevole fotografia ed una coppia Emma Stone / Ryan Gosling in stato di grazia, per un viaggio nella versione più magica ed ovattata di Los Angeles, strizzando un occhio al passato e proiettandosi verso il futuro.

 

Silence di Martin Scorsese.

Intenso dramma storico sulla forza della Fede nelle avversità e pellicola piuttosto atipica per il regista italoamericano, che offre un film riflessivo ed emotivamente pregno.

Buona prova di Andrew Garfield come gesuita in un Giappone ostile e misterioso, notevole dose di tensione e diversi spunti introspettivi ben sviluppati, che portano a porsi più domande di quelle a cui si possa dare immediata risposta.

 

MENZIONE SPECIALE: Logan – The Wolverine di James Mangold.

Pellicola supereroistica che spicca prepotentemente nel genere attraverso un approccio narrativo ben più riflessivo rispetto alle altre, con forti tinte da western crepuscolare ed un attore che chiude il suo ciclo artistico sul personaggio nel miglior modo possibile.

 

Red thumbs down on white.

FLOP 2017:

Cinquanta sfumature di nero di James Foley.

Quella tra le donne ed il soffione della doccia è comunque una storia d’amore migliore rispetto a questa trashata da Harmony di terza serie.

Impreziosito da due protagonisti espressivi quanto un guard rail, una Kim Basinger tirata fuori dalla ghiacciaia tipo Ötzi e dei dialoghi che essendo slavine di merda uditiva mi hanno fatto rivalutare positivamente l’automutilazione, un film che fa della pruriginosità becera da discount la sua unica ragion d’essere.

 

Fast & Furious 8 di F. Gary Gray.

Pellicola i cui difetti possono essere sintetizzati nel numero all’interno del titolo.
Pellicola i cui difetti possono essere sintetizzati nel numero all’interno del titolo.
Pellicola i cui difetti possono essere sintetizzati nel numero all’interno del titolo.
Pellicola i cui difetti possono essere sintetizzati nel numero all’interno del titolo.
Pellicola i cui difetti possono essere sintetizzati nel numero all’interno del titolo.
Pellicola i cui difetti possono essere sintetizzati nel numero all’interno del titolo.
Pellicola i cui difetti possono essere sintetizzati nel numero all’interno del titolo.
Pellicola i cui difetti possono essere sintetizzati nel numero all’interno del titolo.

 

La mummia di Alex Kurtzman.

Film così ben realizzato e di successo da aver fatto deragliare il macroprogetto narrativo di cui tecnicamente avrebbe dovuto fare da apripista (il Dark Universe, con i mostri classici della Universal), La mummia è una brodaglia in disperata ricerca di identità.

Tra un Tom Cruise che continua a fare il g-g-giovane nonostante la carta d’identità bussi cinquantacinque, Russell Crowe che Dio sa quando tornerà a recitare bene ed una sceneggiatura tenuta insieme con lo sputo spiccano spiegoni ripetitivi ed interminabili, che riescono nella titanica impresa di rendere nostalgica la ragade anale del 1999 con Brendan Fraser.

 

Thor: Ragnarok di Taika Waititi.

Cazzatona di grana più che grossa, che tenta di nascondere sotto una patina colorata e caciarona una storia scritta a caso da un bambino di sei anni che fa acqua da tutte le parti.

Dopo i più che sufficienti Doctor StrangeSpider-Man: Homecoming Guardiani della Galassia vol. 2 la Marvel ritorna ad un divertimento fastidiosamente prescolare e prevedibile, rovinando lo sviluppo narrativo di alcuni personaggi ed inserendone nuovi dotati di ben poca sostanza.

 

La torre nera di Nikolaj Arcel.

Film che paga cara l’idea folle di condensare otto libri in un’unica pellicola da novanta minuti, questa orribile uscita estiva è uno sfocato guazzabuglio fecale di idee accennate, mal sfruttate o ignorate.

McConaughey ed Elba sprecatissimi, effetti speciali mediocri, un tono generale confuso ed indefinito per quello che indubbiamente si rivela uno dei peggiori adattamenti su schermo di King.
Il che è tutto dire, Cristo.

 

MENZIONE SPECIALE: La bella e la bestia di Bill Condon.

Ennesima trasposizione inutile di una storia deviata in cinquanta salse, questa versione del 2017 risulta di qualità piuttosto scarsa in parecchi suoi elementi.
CGI spaventosa, canzoni eterne e mal eseguite, trucco della bestia ridicolo, Emma Watson in versione KristenStewartesca e Luke Evans come Gaston unico a salvarsi.

 

RECENSIONI 2017 PIÙ LETTE:

1) Dunkirk
2) La La Land
3) Baywatch
4) Alien: Covenant
5) Wonder Woman
6) Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar
7) Cinquanta sfumature di nero
8) Guardiani della Galassia vol. 2
9) Logan – The Wolverine
10) It

Come sempre, un ringraziamento a coloro che mi hanno seguito durante questo 2017 cinematografico e un augurio a tutti di buon anno nuovo, che spero sia ricco di soddisfazioni.

E di buon cinema.

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Serenate. Parole e opinioni in libertà – Classifica degli incassi stagione 2012 – 2013

Ovvero la mazzata annuale che mi fa perdere la poca fiducia che ho nei confronti del grande pubblico italiano, purtroppo composto da molti caproni ignoranti.

Di solito non me ne curo più di tanto e la ignoro.

Quest’anno no.

PARTIAMO DAI DATI (fonte il mensile Ciak):

  1. MADAGASCAR 3; INCASSO 21.9 milioni di euro
  2. BREAKING DAWN – PARTE 2; INCASSO 18.6 milioni di euro
  3. L’ERA GLACIALE 4; INCASSO 16.5 milioni di euro
  4. LO HOBBIT; INCASSO 16.4 milioni di euro
  5. IRON MAN 3; INCASSO 16 milioni di euro
  6. IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO; INCASSO 14.6 milioni di euro
  7. IL PRINCIPE ABUSIVO; INCASSO 14.3 milioni di euro
  8. FAST & FURIOUS 6; INCASSO 12.8 milioni di euro
  9. 007 SKYFALL; INCASSO 12.8 milioni di euro
  10. UNA NOTTE DA LEONI 3; INCASSO 12.4 milioni di euro
  11. DJANGO UNCHAINED; INCASSO 12 milioni di euro
  12. THE CROODS; INCASSO 11.5 milioni di euro
  13. TED; INCASSO 11 milioni di euro
  14. COLPI DI FULMINE; INCASSO 10 milioni di euro
  15. LA MIGLIORE OFFERTA; INCASSO 9 milioni di euro

Questa classifica è indecente.

3D o meno non è umanamente concepibile che il podio di incassi in Italia, terra che storicamente al cinema ha sempre dato tanto, sia costituito da ennesimi seguiti di serie che non hanno avuto più nulla da dire dopo il primo episodio. Addirittura non dei semplici sequel, ma un terzo, un quarto e un QUINTO capitolo. Due saghe a cartoni animati per bambini e una serie che sembra la versione minus habens di Buffy (senza offesa per un godibile telefilm), con una delle protagoniste più idiote e diseducative che siano mai state trasposte su pellicola. Evidentemente va ancora di moda portare i propri pargoli al cinema a rincoglionirli con delle puttanate piuttosto che passare un po’ di tempo assieme a loro nel week end, così come va di moda l’immedesimazione in un mondo irreale e moralmente sbagliato, in cui la sciacquetta moroso-dipendente di turno è corteggiata da due figoni bidimensionali per motivi incomprensibili.

Con Lo Hobbit al quarto posto si dimostra che la saga de Il Signore degli Anelli tira ancora al botteghino e finalmente parliamo di una pellicola ben realizzata. Visti i miliardi e il favore della critica dei primi tre film gli incassi erano praticamente assicurati, e quindi Peter Jackson & co avrebbero potuto attuare la cosiddetta “Manovra alla Harry Potter”, ossia fregarsene della qualità e sfornare una pellicola mediocre, come quelle dell’albionico mago dal numero tre in poi.

Si ricade nel Tartaro (non quello dei denti, magari!) con Iron Man 3, opera marveliana che sfiora l’inguardabile e che vista la pesante impronta sul film della neo padrona della Marvel, ossia la Disney, mi fa tremare pensando a quanto possano far scendere di qualità le prossime pellicole con protagonisti gli eroi in calzamaglia. Di lui ho già aperto il mio cassetto mentale per gli improperi qui.

Incassa molto, ma non così tanto, l’atto conclusivo dell’epica trilogia di Nolan dedicata all’uomo pipistrello, che ahimè verrà riesumato in un cross-over con Superman per mano del solito Zach Snyder (per maggiori informazioni c’è l’articolo di Venendo Presto qui). Se c’è una saga che è riuscita a far acquisire un po’ di dignità ad un genere tanto bistrattato è proprio questa, grazie ai suoi toni dark, alla notevole regia e a degli attori ottimamente nelle rispettive parti.

Alla posizione numero 7 il temibile Alessandro Siani, l’uomo che fa ruotare nella tomba Massimo Troisi come una pala eolica tutte le volte che a lui viene paragonato, unico italiano nella TOP 15 insieme a Christian De Sica, che in questo film gli fa da spalla e che ha piazzato il proprio lavoro al quattordicesimo posto. Una posizione sotto troviamo il buon Giuseppe Tornatore che riesce a strappare la posizione numero 15 nonostante La migliore offerta sia un film impegnato e culturale, cosa che al pubblico italiano fa lo stesso effetto dell’aglio a Nosferatu.

Qualitativamente è molto povero il contributo tricolore a questa classifica, poiché a parte il già citato Tornatore scendendo l’Abominio abbiamo I 2 soliti idioti dei miracolati Biggio-Mandelli, Tutto tutto niente niente Benvenuto presidente dalla posizione 16 alla 18. Indifendibile la coppia di MTV, penso che Albanese e Bisio siano due ottimi cabarettisti, ma che a parte qualche rara eccezione come Si può fare del secondo che ho citato il cinema non sia il loro pane.

Con Fast & Furious 6 Una notte da leoni 3 il cerchio è completo, Obi Wan. Si ritorna ai seguiti stiracchiatissimi e utili come un tostapane sulla luna, che hanno aperto questa gloriosa classifica facendomi bestemmiare come un saraceno.

Niente male Skyfalladrenalinico e di buona fattura. L’agente segreto al servizio di Sua Maestà inanella un ulteriore episodio, con Daniel Craig che si ricongiunge spiritualmente a Sean Connery e Roger Moore (evitando grazie a Dio George Lazenby) spargendo qua e là piccoli o grandi riferimenti alle pellicole precedenti.

Gran film Django Unchainedmeritato vincitore dell’Oscar per la sceneggiatura originale e omaggio di Tarantino ad un genere, lo spaghetti-western, che ha segnato il cinema italiano da metà anni ’60 a fine ’70.

The Croods altro cartone animato, Ted brutto prodotto dal papà de I Griffin, con poche luci e molte ombre.

Oscar e dintorni: Continuiamo così, facciamoci del male. Per quanto riguarda i film che hanno avuto risalto nell’ultima tornata dell’Academy abbiamo Vita di Pi (miglior regia) numero 19 con 8.3 milioni; Lincoln ventisettesimo (Hotel Transylvania è più in alto, tanto per dirne uno) con 6.5 milioni; Il lato positivo è trentaduesimo con 5.2 milioni; Argo (miglior film) occupa la posizione numero 41 con 4.1 milioni, nonostante sia stato rimandato in sala dopo la vittoria del premio; Les Misérables addirittura al numero 73 (!) con 1.9 milioni.

Questa era la classifica della stagione attuale. Ci rivediamo all’anno prossimo, stronza.

TOP/FLOP 3 2012

TOP 3 2012:

The Dark Knight Rises: l’evento cinematografico dell’anno ha mantenuto le (enormi) aspettative; si chiude la saga di Batman con un capitolo epico e allo stesso tempo toccante. Nolan dimostra che si può coniugare film di alta qualità ad altissimi budget e incassi da capogiro, senza scadere nella farsa e senza sputtanarsi per i soldi.

Millennium – Uomini che odiano le donne: come realizzare un remake americano pari pari al film originale europeo e meritarsi la visione da parte del pubblico? Contattate Fincher. Cura di ogni particolare e di ogni personaggio, scelta degli ambienti azzeccata e una coppia di attori (Daniel Craig e Rooney Mara) eccezionale. Una perla rara i titoli di testa.

Hugo Cabret: bellissimo atto d’amore per un tipo di cinema che non c’è più, e senza il quale quest’arte non sarebbe ciò che è oggi. La (ri)scoperta del patriarca George Melies eseguita con enorme rispetto e ammirazione da parte di Scorsese, con un Kingsley in forma; scenografie della coppia italiana Ferretti-Lo Schiavo con una stazione di Montparnasse mozzafiato.

Menzione speciale: Acab – All Cops Are Bastards.

FLOP 3 2012:

Kristen Stewart: la ragazza non ce la può fare. Che interpreti una vampira, una principessa delle favole in versione gotica o una disadattata della beat generation il risultato è sempre lo stesso: zero espressività, zero recitazione, zero comunicazione emotiva. L’attrice più miracolata della storia. Nicolas, ti presento Kristen.

The Avengers: effetti speciali a catinelle, combattimenti, personaggi celebri dei fumetti Marvel e tanta ironia. Da un lato. Dall’altro regia dimenticabile, sceneggiatura inesistente e recitazione (per alcuni) molto al di sotto degli standard. Ha incassato un’enormità (un miliardo e mezzo di dollari), ma non sempre ciò è proporzionale alla qualità del film stesso.

Prometheus: una saga (Alien) che nonostante la qualità altalenante è entrata nella storia del cinema viene rovinata da questo film, verso cui si era creata una grande attesa dovuta soprattutto alla irritante melina di Ridley Scott (“non sarà un prequel, forse sì, però no, ma può darsi che…”). Sì, è un prequel. Sì, è fatto con il buco del culo.

Menzione speciale: Total Recall.

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