L'amichevole cinefilo di quartiere

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Pillole di cinema – Gods of Egypt

10100_TAOA_1Sheet_TYPE01Aridatece er colonnello O’Neill…

TRAMA: Seth, lo spietato dio dell’oscurità, ha usurpato il trono d’Egitto gettando nel caos quello che un tempo era stato un impero pacifico e prospero.
Per fermarlo, si creerà un’improbabile alleanza tra il mortale Bek e il dio Horus…

PREGI:

– No, aspetta… è successo veramente?: Se avete uno spiccato senso comico (nonché un discreto apprezzamento per il nonsense), la sequela di sconclusionate assurdità presenti nel film potrebbe provocarvi ben più di una risata isterica.

O farvi digerire questa ciofeca realizzata alla viva il parroco.

Che non sarebbe comunque un risultato disprezzabile.

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DIFETTI:

– Whitewashing: Ci sono un danese, uno scozzese, due australiani, una francese, un americano…
No, non è l’inizio di una barzelletta particolarmente elaborata, ma il cast di Gods of Egypt.

Ambientato, per l’appunto, in Egypt.

Non dico la nazione uguale a quella della storia, ma almeno scegliere gli interpreti dallo stesso CONTINENTE…

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– Inizio con voice over: Pronti, via e subito un espediente stra-abusato del cinema pseudo-mitologico.
L’introduzione con spiegone di cosa succedeva millenni or sono (“tre, sono” cit.) è un elemento tanto banale quanto scialbo, che non permette all’opera di partire con brio, ma facendola al contrario affondare nel copia e incolla.

Anche se la voce è del grande Michele Gammino.

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– Déjà vu… alla decima potenza: Se doveste bervi uno shot per ogni scopiazzatura da altre opere, probabilmente finireste in coma etilico già al minuto 35.

Da Aladdin Stargate, passando per HerculesLa mummia e qualsiasi pellicola action mitologica vi venga in mente, questo Scontro tra titani in salsa dukkah dimostra ben poca inventiva.

Strano, eh?

– Sceneggiatura senza alcun senso logico: avete presente il caro, vecchio schema azione-reazione? Quello secondo il quale ad ogni atto che viene compiuto possono esistere conseguenze di vario tipo che siano ad esso proporzionate o dal primo elemento logicamente implicate?

Bene, dimenticatevelo: snodi della trama e rapporti tra i vari personaggi si evolvono palesemente senza ragione, e con una rapidità così eccessiva che talvolta lo spettatore stesso non può rendersi conto di quello a cui sta assistendo.

Il che, vista la qualità del film, non è necessariamente un male.

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– Tutto giallo: In Egitto c’è la sabbia.

In Egitto c’è l’oro.

Ok, l’ho capito.

Credo che però una fotografia che opti per una scelta cromatica più unidirezionale di un quadro di Klimt inzuppato nella maionese all’interno di un allevamento di Pikachu sia un tantino eccessiva.

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Consigliato o no? Solo come punizione per aver perso una scommessa.

E deve essere grossa, la scommessa.

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Comic Movie

comic movie“Comic”?

TRAMA: Film a episodi. Un gruppo di famosi attori hollywoodiani si cimenta con un film dalla struttura a incastro il cui tema principale è l’eccesso di comicità e la presenza di situazioni assurde.

RECENSIONE: Quando ho saputo della sua uscita ho pensato: “Perché il titolo originale Movie 43 è stato tradotto in Comic Movie, che richiama le scadenti parodie americane su vari generi della cinematografia? Sicuramente è stata colpa dei soliti distributori italiani idioti che stravolgono i titoli delle opere al solo fine di richiamare il pubblico. Considerato il grande e notissimo cast questo film sarà sicuramente meglio rispetto a quelle pellicole.”

Sono un coglione.

Comic Movie è una delle peggiori porcherie che io abbia mai avuto la sfortuna di vedere. Un concentrato di volgarità, assurdità di dubbio gusto e centinaia di riferimenti a funzioni corporali che costituiscono una struttura a segmenti pieni di gag scatologiche francamente imbarazzanti.

L’intento della pellicola quale sarebbe, di grazia? Mostrare allo spettatore quanto in basso si può spingere l’élite hollywoodiana quando i suoi membri hanno voglia di far prendere una vacanza al cervello?

L’unico episodio che può risultare accettabile (pur con cadute di stile notevoli) è quello che fa da collante al tutto, ossia il disperato Dennis Quaid che cerca di far realizzare il suo demenziale e improponibile film al produttore Greg Kinnear. A intervallare questa cornice si hanno spezzoni orrendi, dove la presunta satira socio-culturale è piegata “more ovis” ad esigenze dettate da una comicità di bassissimo livello, che a lungo andare risulta persino fastidiosa.

Per cui abbiamo la ripetitività degli appuntamenti al buio, che stanno alla base di tre sketch (semplicemente deprimente quello dei supereroi), problemi di coppia farlocchi, episodi sulla tecnologia e sul ruolo che ha sulla vita di tutti i giorni eccetera. Ovviamente tutti virati verso una squallida farsa.

Un peccato, perché realizzare un film con un forte contenuto ironico su questi temi, con a disposizione un cast sulla carta eccezionale, avrebbe potuto essere una bomba. A patto ovviamente che l’ironia fosse sottile.

Sul sito Rotten Tomatoes ha un punteggio del 4% con un voto medio di 2,3 / 10.

Inguardabile.

Se vi è piaciuto potrebbero piacervi anche: Tutti i film che finiscono per Movie: Scary, Epic, Hot, Disaster e varie parodie per ritardati. Buttatevi sul duo Friedberg-Seltzer, praticamente.

Giustizia privata

TRAMA: Clyde Shelton è un ingegnere meccanico della CIA. Una sera due malviventi lo aggrediscono uccidendo davanti ai suoi occhi la moglie e la figlia; nonostante Clyde li abbia visti, riconosciuti e denunciati, l’ambizioso procuratore distrettuale Nick Rice patteggia e il peggiore dei due criminali viene rilasciato. Tradito dal sistema giudiziario nel quale credeva, Clyde decide di vendicarsi facendola pagare a chiunque abbia partecipato a quell’accordo.

RECENSIONE: Per la regia di Felix Gary Gray, questo film del 2009 è la classica pellicola che piace tanto al grande pubblico: un uomo subisce una grande ingiustizia e quindi, nonostante i suoi metodi violenti e anarchici, gli spettatori si immedesimano nella storia e fanno il tifo per lui.

Piuttosto banale se vogliamo, ma almeno qui la realizzazione è stata buona; il merito è in gran parte dei due attori principali e dell’uso che viene fatto della città di Philadelphia, dove è ambientata la pellicola.
La città natia di Benjamin Franklin è infatti ben mostrata, e grazie a questo non si ha l’idea, come accade in molti film, di una scenografia che serva solo da asettico palcoscenico senza nessun legame con la trama. Al contrario, è utile usufruire dell’ambientazione perché dà più realismo all’intera vicenda e contribuisce a tenere alta l’attenzione dello spettatore.
Per quanto riguarda nello specifico la città della Pennsylvania, questo accurato uso è stato fatto anche in Rocky, il migliore della serie (forse l’unico buono), in cui il protagonista vaga letteralmente per i vicoli e le grandi strade durante i suoi allenamenti, oltre a mostrare il celebre Museum of Art.

In Giustizia privata, titolo che illustra il film (un po’ come Kill Bill)assistiamo ad una partita a scacchi con giocatori dalle caratteristiche opposte: il personaggio di Butler è violento ed estremo, ma allo stesso tempo molto attento al suo obiettivo e ai mezzi da utilizzare per raggiungerlo; l’altro (Foxx) è invece in affanno e quasi sempre una mossa indietro, ma altrettanto desideroso di battere il suo avversario e capire qual è la strategia che ha in mente per fare scacco matto.

La regia di Gary Gray (abituato ai duelli mentali tra uomini e all’azione, avendo diretto anche Il negoziatore con Samuel L. Jackson e Kevin Spacey) offre molto spazio ai due sfidanti, e grazie alle loro interpretazioni e alla buona sceneggiatura di Kurt Wimmer (il dottor Jeckyll e mister Hyde della scrittura, che alterna mezze porcherie come SferaUltraviolet Salt a buoni film come Equilibrium e questo) il risultato è ampiamente sopra la sufficienza.

Buon montaggio di Tariq Anwar (due Nomination agli Oscar per American BeautyIl discorso del re) e musiche di Brian Tyler, che si diverte come un bambino quando deve fare da accompagnamento sonoro a film d’azione, avendo fatto praticamente solo quelli (Fast & Furious dal terzo al sesto di prossima uscita, i due Mercenari e il prossimo Iron Man 3, insomma pellicole di grande spessore).

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