L'amichevole cinefilo di quartiere

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Pacific Rim – La rivolta

… e allora il robot tira un pugno PPAMM, e allora il primo mostro ruggisce e fa RROARRR, e allora il secondo mostro graffia il robot e fa SCRRRAAA…

TRAMA: A dieci anni dagli eventi del primo film, il programma Jeager è diventato lo strumento di difesa ufficiale dell’umanità. Quando i kaiju attaccano di nuovo la Terra, ma molto più forti di prima, il figlio del defunto comandante Stacker e sua sorella adottiva Mako fanno parte di un gruppo di piloti che dovrà guidare una nuova squadra di robot per difendere il pianeta.

TRAMA, QUELLA VERA:

– Pronti, via e subito una letale combinazione di spiegone inutile e voce fuori campo.
Ottimo, al secondo numero cinque la pellicola mette in chiaro le cose e so già che il mio cervello potrà rimanere in modalità aereo per le prossime due ore.

– Riepilogo di cose già viste, con scene tratte direttamente dal primo Pacific Rim.
Non ci state nemmeno provando.

– «Io non sono mio padre». «No, IO sono tuo padr»… ok, non mischiamo la merda con la cioccolata.

– In scene da favela statunitense con una fotografia che imbarazzerebbe i videoclip di Sean Paul, si aggira un John Boyega selvatico travestito da un incrocio tra il Will Smith del capolavoro filosofico Independence Day e il cestista Blake Griffin.

A che minuto siamo arrivati?

– Le persone disarmate sono intelligenti. Quelle armate sono stupide. Ti vogliamo bene, NRA ❤
Ah, messaggio piuttosto ironico per una pellicola basata sui cugini occidentali dei Transformers.

– Un robot a controllo neurale gigante e funzionante viene assemblato in un capannone da una sola ragazzina con le stesse competenze ingegneristiche di uno scienziato della NASA.

Azzarderei a dire che cazzata peggiore non potrò vederla, ma aspetto con trepidazione che il film mi stupisca.

– La ragazzina carina con le stesse competenze ingegneristiche di uno scienziato della NASA è pure cazzuta, indipendente e possiede un pessimismo che sfiora la preveggenza.

Sono soverchiato da queste ondate di realismo…

– Altra partecipazione del figlio di Clint Eastwood in una cagata invereconda. Ci credo che poi suo padre sbrocca e parla con le sedie vuote…

– La Blonde Bitch! Che meraviglia, sono riusciti ad incastrare in una pellicola di fantascienza caciarona pure uno dei più irritanti stereotipi da teen movie scolastico. Quando arrivano il quarterback stronzo e i nerd simpatici?

– Interessantissima diatriba sino-statunitense sull’esigenza di avere dei droni comandati da remoto piuttosto che ammassi di ferraglia con all’interno dei cristiani.
Rimpiango i trattati commerciali al centro della trama de La minaccia fantasma.

Forse.

– «Non mi fido della tecnologia» SOLO IO HO PRESENTE CHE QUESTO È UN FILM SU DEI ROBOT GIGANTI? PRONTO???

– Diario del recensore. Siamo al minuto trenta, ed escludendo i flashback, di mostri non se ne è visto mezzo.

– “SYDNEY. AUSTRALIA” da non confondere con “SYDNEY. UZBEKISTAN”.

– Il primo antagonista dei robot è, rullo di tamburi… un altro robot, con cui si ingaggia uno scontro a cazzotti come tra Rocky e Apollo.

Seriamente?

– “SHANGHAI. CINA” da non confondere con “SHANGHAI. GIOCO DEI BASTONCINI”.

– “Bigger is better”, ehi, credevo fosse importante come lo usi o quanto duri…

– Ringrazio il film per non avere osato mettere “SIBERIA. RUSSIA”, perché credo che tale didascalia mi avrebbe fatto esplodere le orbite.

– Uno dei plot twist più telefonati della stroria si rivela in realtà…

No, rimane uno dei plot twist più telefonati della storia.

– Non sapendo bene quale linea narrativa seguire, il film opta democraticamente per seguirle tutte, diventando un confuso marasma condito da cose giganti che distruggono altre cose giganti.

– Riferimento alla scena delle sfere Newton del primo capitolo.

Cazzata era, cazzata rimane.

– Tokyo distrutta come se non ci fosse un domani, non ci si pone minimamente il problema di portare lo scontro fuori dal centro abitato.
Il Superman di Man of Steel vi fa una pippa.

– In un mondo ultratecnologico, in cui si ritiene che per abbattere dei mostri preistorici giganti la soluzione migliore sia quella di costruire degli altrettanto pantagruelici rottami umanoidi, per accoppare il boss di fine gioco si ricorre alla strategia di Wile E. Coyote del colpire il nemico facendogli cadere un’incudine sulla testa.

Cosa avevo detto sul farmi stupire?

Questo era, in breve, Pacifi Rim – La rivolta.

Una baracconata infame.

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Star Wars: Il risveglio della Forza

il risveglio della forza locandinaÈ la recensione.
Questa è l’arma degli appassionati di cinema.
Non è goffa o erratica come un post su Facebook. È elegante, invece, per tempi più civilizzati.
Per oltre cento anni gli appassionati di cinema sono stati i guardiani di obiettività e giustizia nella vecchia civiltà, prima dell’oscurantismo, prima delle cazzate.

TRAMA: Sono trascorsi trent’anni dai fatti raccontati ne Il ritorno dello Jedi, e tre nuovi personaggi si affacciano nella saga. Si tratta di Finn, uno stormtrooper in pericolo, Rey, una ragazza proveniente dal pianeta desertico Jakku, e Poe, un pilota membro della Resistenza in missione per conto della Principessa Leia.

RECENSIONE: Appartenente ad una delle più celebri saghe della storia del cinema e a distanza di ben 32 anni da Il ritorno dello Jedi, ultimo episodio sia considerando l’ordine cronologico sia il rispetto della umana decenza (tanto apprezzo gli Episodi IV, V e VI quanto detesto i recenti prequel, perciò, nel caso amiate questi ultimi, questa non è la recensione che state cercando), Il risveglio della Forza è senza ombra di dubbio uno degli eventi cinematografici più attesi e spammati in tutte le salse degli ultimi anni.

Ora bisogna rispondere alla domanda che tutti si stanno ponendo da settimane.

JAR JAR È DAVVERO IL SIGNORE DEI SITH?!

jar jar sith risveglio forza

Scherzi a parte, com’è questo famigerato “Episodio VII”?

Il risveglio della Forza è il capitolo più lontano nel tempo e allo sesso tempo più simile al capostipite della serie, Una nuova speranza (1977).

I punti in comune tra i due film risiedono principalmente negli snodi fondamentali della trama e nelle tematiche: i protagonisti dal cuore puro, il viaggio, le prove, gli antagonisti all’apparenza invincibili, il mentore e la maturazione sono aspetti molto importanti nella storia della narrativa, e rappresentano il motivo del grandissimo successo di questa saga.

il risveglio della forza cast

Tali elementi costituiscono infatti i tòpoi dell’epica, qui reinseriti in una veste moderna.
Al di là di una ovvia cornice fantascientifica, infatti, la base espositiva contiene numerosi elementi classici, dando alla storia una connotazione maggiormente generale e in grado di conservarsi nel tempo.

Altro elemento degno di nota in tal senso è l’inserimento di tantissimi riferimenti alla trilogia originale.
Oltre naturalmente a far piacere ai fan, queste aggiunte hanno lo scopo di rimarcare maggiormente il trait d’union con le precedenti opere, e ciò si dimostra utile vista anche la notevole distanza temporale tra questo film e quello suo anteriore cronologicamente.

il risveglio della forza nave

Sul lato prettamente tecnico, l’impianto visivo è di ottima fattura.

La regia riesce a focalizzarsi sull’azione, e ciò è funzionale dato il genere di appartenenza, dando però allo spettatore anche una positiva sfumatura di ampio respiro del tutto; ponendo attenzione anche agli sfondi o a quanto accada nel background delle inquadrature si nota infatti come non ci si sia limitati a schermate di CGI fatte alla viva il parroco, ma si cerchino cura e completezza.

Ciò aumenta di conseguenza il realismo, anch’esso necessario considerando l’appartenenza dell’opera al genere sci-fi, il quale rende la sospensione dell’incredulità da parte del pubblico maggiormente opportuna.

il risveglio della forza scena 1

La fotografia gioca con luci e colori creando interessanti contrapposizioni tra i due lati della Forza.

Se per il Bene abbondano filtri caldi e tinte naturali (in particolare colorazioni verdi, azzurre e marroni), evidenziando così il legame che i personaggi hanno con il mondo che li circonda, per il Male si vira molto più frequentemente sui toni di bianco e nero, con una luce più asettica.
Bianchi nivei, neri tenebra e grigi meccanici fanno risaltare la quasi estraneità dei membri del Primo Ordine (alias la nuova versione narrativa dei nazisti) a ciò che li circonda, e la loro volontà di dominio e cieca distruzione.

il risveglio della forza primo ordine

Al cast viene operato un ovvio ricambio generazionale, basato comunque su terzetti.
Il dato positivo di questa scelta è che la nuova trinità non sia una semplice copia carbone di Skywalker-Solo-Organa, ma una proposizione di characters che sono quasi fusioni e amalgame di aspetti caratteriali presenti nei vecchi protagonisti.
Non è possibile quindi (per fortuna) porre in essere perfetti abbinamenti tra vecchi e nuovi interpreti, e ciò giova parecchio al film, considerando che stiamo comunque parlando del settimo (set-ti-mo) capitolo della stessa saga.

Nonostante per quanto mi riguardi questo sia il quarto.

il risveglio della forza oscar isaac

Su uno in particolare tra i nuovi volti bisogna aprire una doverosa parentesi.

Dato che la quasi totalità degli sceneggiatori hollywoodiani è maschile, per ovvi motivi essi fanno più fatica a scrivere personaggi femminili convincenti.

Nello specifico, purtroppo, questi ultimi vanno a ricadere spesso in due tipologie: le damigelle da salvare che non hanno nessuna utilità dal punto di vista della storia, totalmente dipendenti dal proprio uomo, e, viceversa, novelle Principesse Guerriere ammazzatutti e caratterialmente bidimensionali.

Ne Il risveglio della Forza c’è lei.

il risveglio della forza rey

Interpretata da Daisy Ridley, Rey è un personaggio proveniente da un pianeta che per comodità espositiva chiameremo “Tatooine 2”, e che viene presentata come la ragazza che cerca di arrabattarsi come può in un mondo ostile.

È determinata, ma ha anche le sue debolezze.

È molto in gamba, ma anche umana.

Ha un buon senso dell’umorismo, ma è anche un personaggio sfaccettato ed interessante.

Signore e signori.

Ho il piacere di annunciarvi che Rey, del film Star Wars: Il risveglio della Forza…

è un personaggio femminile BEN COSTRUITO e NARRATIVAMENTE PROFONDO.

Faccio un appello a voi della Disney: nei prossimi due film potete inserire ciò che volete.

Potete ribadire che Greedo abbia sparato per primo.

Potete nominare di nuovo i midichlorian.

Potete anche far riapparire Jar Jar (ok, magari ora sto esagerando).

Ma vi prego, vi supplico e vi scongiuro NON SMINCHIATEMI QUESTO PERSONAGGIO.

il risveglio della forza rey 2

Per quanto riguarda gli altri, John Boyega è il classico eroe per caso, colui che sa di essere nella fazione sbagliata e si gioca il tutto per tutto seguendo il suo cuore.

Non un brutto personaggio, e con un background formativo che spero venga ampliato col prosieguo della saga.

Oscar Isaac (recentemente nel buon Ex Machina) è un pilota della Resistenza, e funge da veicolo principale delle battaglie aeree della pellicola, ben rese e con una buona dose di spettacolarità.

Star Wars: The Force Awakens Ph: Film Frame © 2014 Lucasfilm Ltd. & TM. All Right Reserved..

Domhnall Gleeson (anche lui in Ex Machina) ed Adam Driver sono i volti nuovi del Male.
Giovane e rampante generale il primo, guerriero del Lato Oscuro il secondo, offrono entrambi un’interpretazione convincente, senza mostrare patetismi inutili e mantenendosi bene tra le righe.

Harrison Ford torna nei celebri panni della sua adorabile canaglia…

indiana jones ford

No, l’ALTRA adorabile canaglia, riuscendo a non scadere eccessivamente nell’effetto ’74-’75, e ad irrorare il film di piacevole ironia scanzonata.

In generale Il risveglio della Forza si dimostra un film di fattura molto buona, che batte 10-0 La minaccia fantasma e che può provocare un cauto ottimismo sul futuro della celebre saga a base di spade laser e fucili blaster.

In bocca al lupo per i prossimi due giri di giostra, signori.

E che la Forza sia con noi.

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