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Pillole di cinema – Il cacciatore e la regina di ghiaccio

il cacciatore e la regina di ghiaccio locandina itaThor vs Æon Flux vs Regina Vittoria.

TRAMA: La perfida strega Ravenna si serve della sua bellezza e della sua magia per impadronirsi di un regno dopo l’altro.
Sua sorella Freya, dopo un grave lutto, si stabilisce in un lontano regno addestrando un esercito…

PREGI:

– È l’ennesima prova che un film non vada giudicato esclusivamente dal cast: Charlize Theron che riportatela a scazzottarsi con Tom Hardy, Emily Blunt figlia illegittima di Saruman e Donatella Versace, Jessica Chastain prezzemola delle ultime annate, Chris Hemf… Hemt… Held… vabbé, THOR formano una compagnia briscola che, pur buona sulla carta, non riesce a sollevare le sorti di questa incorreggibile ciofeca.

Il lato positivo è che per un pubblico un po’… ehm… “distratto” avente come mantra “film = cast” può essere un’occasione di apertura oculare oltre che mentale.

E nella vita si impara di più dagli errori che dalle vittorie, come diceva Sun Tzu.

O era Liedholm?

il cacciatore e la regina di ghiaccio cast

DIFETTI:

– Let it go, let it go, la copia carbone io sarò…: Una regina maestra delle arti crio-magiche che dopo aver scoperto il proprio potere si auto-esilia lontana dalla sorella.

Dov’è che ho già sentito questa storia?

Sì, esatto, l’avete capito subito anche voi.

Quella, ovviamente.

Mister Freeze di Batman.

freeze nora arkham

– Introspection for dummies: Film dalla notevole profondità emozionale, Il cacciatore e la regina di ghiaccio è un’opera che esplica atteggiamenti psicologici complessi ed estremamente maturi, tra i quali si possono elencare “Gli uomini sono cattivi”, “L’amore è brutto”, “I sentimenti sono per deboli” e “La vendetta è l’unica via”.

Ci mancano solo “Abbasso le femmine” e “I maschi non piangono” per completare il catalogo mentale-tipo della prima elementare.

Spendere una parte dei 185 milioni di dollari del budget per assumere uno sceneggiatore che NON sia quello degli Scary Movie no?

il cacciatore e la regina di ghiaccio blunt

– Perché?: Biancaneve e il cacciatore era un film brutto.

Ma MOLTO brutto.

Aveva quindi senso girarne un sequel?

Dando a Cesare ciò che è di Cesare è vero, stiamo parlando pur sempre di una pellicola che incassò nel mondo quasi 400 milioni di dollari, ma era ancora presente l’effetto traino della twilightiana Kristen Stewart con le sue numerose espressioni (sì, tutte e due), solo 155 milioni vennero dal mercato casalingo statunitense e complessivamente l’intero cucuzzaro ne costò anche 170.

Seguito con risorse pure aumentate?

Davvero?

il cacciatore e la regina di ghiaccio scena

– Ok, genere…?: Riconosco che qui ci addentriamo in una oscura selva di pignoleria, ma… a quale genere narrativo apparterrebbe questo film?

Non è propriamente una favola, perché costituisce solo un ipotetico sequel di una di esse.

Non è una pellicola d’azione, perché in 105 minuti di durata circa le sequenze di combattimento sono solo quattro e piuttosto brevi.

Non è decisamente un romance movie, perché la storia d’amore è mal rappresentata e si ricollega al secondo difetto.

Si potrebbe considerarlo un film “fantastico”, ma questo mi aprirebbe le porte ad una troppo numerosa schiera di battute sfruttando il secondo significato di questo termine, ossia sinonimo di “molto positivo e piacevole”.

No, grazie.

Consigliato o no? No.

Davvero vi aspettate una motivazione per un’opera come questa?

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Biancaneve e il cacciatore

Non il più bel film del reame.

TRAMA: Rilettura gotica della celebre fiaba.

RECENSIONE: Diretto dal regista esordiente Rupert Sanders, questo film delude le aspettative risultando un collage abbastanza scialbo di situazioni che sanno di già visto.

Alcuni pregi comunque li ha: l’interpretazione della bravissima Charlize Theron (Oscar nel 2004 per Monster e nomination per North County- Storia di Josey (2006)) supportata da un gran doppiaggio italiano di Roberta Pellini, sua “storica” doppiatrice, che ne riproduce le modulazioni di voce e i continui cambi di registro; ciò dà vita a una regina forte e allo stesso tempo debole nella sua ossessione per la bellezza, in un gioco di contrasti gioventù-vecchiaia e bellezza-bruttezza con lifting a go-go, che viene rispecchiato anche dall’ambiente circostante; le scenografie sono ben curate, sia quelle aperte nella foresta sia quelle al chiuso dei palazzi, dando veramente l’idea di trovarsi immersi in questi luoghi; infine gli effetti speciali sono per la maggior parte di fattura più che sufficiente.

Oltre a questo, da salvare purtroppo c’è poco: spicca in negativo Kristen Stewart (che conoscono anche i sassi come Bella nella saga di Twilight (2008) e seguenti), la cui impassibilità è paragonabile a quella di un termosifone e che ha sempre la stessa espressione con la bocca dischiusa e gli incisivi in fuori, e dire che ha recitato anche in Panic Room (2002) di Fincher e in Into the wild (2007) di Sean Penn! ; un altro da buttare giù dalla proverbiale torre è il culturista-cacciatore Chris Hemsworth (Thor (2011) e l’allegra reunion dei Supereroi Anonimi dell’anno seguente): che abbia in mano un’ascia o un martello spara-fulmini alla fine è sempre la solita zuppa, con tanti bicipiti e sotto niente; i nani appaiono relativamente poco e sono prevedibili, nonostante gli attori che li interpretano (tra cui Bob Hoskins e Ian McShane), il principe azzurro di Sam Claflin fa da soprammobile e molte scene sono telefonate o ancor peggio sfociano nel ridicolo involontario, grande pecca considerata l’atmosfera dark dell’intera pellicola (sarebbe potuta essere migliore la sceneggiatura dell’iraniano Hossein Amini, che aveva dato buona prova di sé nel gran Drive (2011)).

Dal punto di vista tecnico da registrare il montaggio di Conrad Buff IV già co-montatore per James Cameron; predica nel deserto la grande regina (tanto per restare in tema) dei costumi Colleen Atwood (9 nomination agli Oscar di cui 3 vinti per Chicago, Memorie di una geisha e Alice in Wonderland).

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