L'amichevole cinefilo di quartiere

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Serenate. Parole e opinioni in libertà – Letterina di Natale

Oh! Oh! Oh! Buon Natale a tutti!

Ovvero, lettera semiseria a Babbo Natale.

Caro Babbo Natale,

siccome sul grande schermo e in televisione sei stato interpretato centinaia di volte nel corso dei decenni, hai avuto moltissimi volti diversi. Io personalmente ti immagino pacioccone e bonario, una sorta di Russell Crowe grasso e vestito di rosso.

Anzi, un Russell Crowe vestito di rosso, punto.

Comincio subito dicendoti che non so se sono stato buono, per cui non so se io meriti dei regali o un autotreno di carbone.
Quello che posso dire è che quest’anno in amore del cinema ho speso (o come direbbero elegantemente i francesi “buttato nel cesso”) un sacco delle ore che Dio onnipotente mi ha concesso su questa terra, e visto il mio nobile intento spero che ai tuoi occhi questo conti qualcosa.

Dato che a Natale bisogna essere più buoni e altruisti (mentre negli altri 364 giorni dell’anno a quanto sembra si può tranquillamente essere stronzi), ho deciso di non chiederti nulla per me stesso, ma di proporti una lista di “regali” che tu potresti fare in nome della settima Arte e di tutti quelli che la amano veramente.

Ossia tutti i disgraziati come il sottoscritto.

Io te li elenco, caro Russell Natale, poi vedi tu:

1) Convinci Tim Burton a tornare a fare film nel suo stile, e non come quelle ultime cazzatine sconclusionate che ha partorito.
Dai tempi di Big Fish (2003) l’unica sua pellicola degna di nota è stata Sweeney Todd, e a questa ha alternato della robaccia come La fabbrica di cioccolato (povero Gene Wilder!) e Alice in Wonderland (povero Lewis Carroll! E povero me che l’ho pure visto in 3D.). Capisco che lui e Johnny Depp orgasmino ogni volta che si incontrano, ma la coppia sta diventando monotona e banale, segno della classica crisi dell’ottavo film.
Salvarsi in calcio d’angolo trasformando in lungometraggio il suo corto Frankenweenie di quasi trent’anni prima non vale.

2) Taglia i fondi a M.Night Shyamalan.
Che un regista dopo un paio di film azzeccati campi di rendita coi successivi è una cosa spiacevole ma può capitare. Ma che partendo da Il sesto senso si arrivi a quella vergognosa cagnata con padre Smith e figlio Smith che i comuni mortali chiamano After Earth è inaccettabile.
Digli che se uno non ha voglia di fare le cose non deve farle, e i megadivi con le loro idee bislacche e i loro figli incapaci da raccomandare possono anche arrangiarsi.

3) Dona un Oscar a DiCaprio perché se lo merita da troppo tempo.
Ok, sono d’accordo: prima di Titanic non se lo filava nessuno e da lì in poi è diventato il bagnatore ufficiale delle ragazzine. Crescendo però è diventato un signor attore, non fossilizzandosi sul ruolo di bel giovine innamorato ma dando vita a personaggi carismatici e complessi, mostrando le sue grandi doti attoriali.
Altrimenti perché Scorsese, Spielberg, Eastwood e Nolan avrebbero avuto così tanta fiducia in lui, secondo te?

3-bis) A proposito di Oscar, per Gary Oldman si potrebbe fare qualcosa? No, per dire, se hai del tempo…

4) Se la statuetta per uno dei due signori nominati sopra non riesci a trovarla, la soluzione è semplice: toglila a Nicolas Cage, dato che un Oscar a casa sua ha senso come Gerrard nella pubblicità dell’Xbox.
Già che ci sono questo lo metto come desiderio a sé stante…

5) Suggerisci al popolo italiano le modalità di utilizzo di quell’oscuro strumento forgiato dal demonio di cui solo i valorosi come Bruce Campbell osano pronunciare il nome: il telecomando.
La televisione dovrebbe essere sotto il controllo dello spettatore, e non viceversa.
Attraverso un uso sensato di questo oggetto si possono guardare programmi qualitativamente migliori, e quindi togliendo ascolti agli altri far sì che per le reti televisive sia sconveniente trasmetterli (pochi ascolti = le imprese non pagano per mettere la pubblicità dei loro prodotti quando tali programmi vanno in onda).
E magari in questo modo dei loschi figuri non salterebbero il fosso approdando dal piccolo schermo al cinema, tipo il clan di Fuga di cervelli

6) Dona una sceneggiatura a Michael Bay.
Essa è importante in un film come le tette per il successo di Katy Perry.
L’ultima pellicola di Bay, Pain & Gainnon è male, ha una buona interpretazione da parte degli attori ed è presente un’evidente denuncia nei confronti della società contemporanea, che basa il proprio successo su muscoli e soldi.

Ora che ci penso non sembra neanche che l’abbia diretta lui.

Dagli quindi la voglia di smettere con i robottoni (ha quasi cinquant’anni, mica otto) e di cercare sceneggiature buone.
O almeno discrete.
O almeno decenti.

7) Per finire ti chiedo un ultimo regalo.
I film pessimi hanno (o almeno avrebbero) come scopo far capire a me spettatore quali siano quelli veramente meritevoli.
Il solito discorso de “l’oscurità serve a capire cosa sia la luce” e balle orientali varie.

Fin per carità, sono d’accordo, ma potresti fare un giretto dalle parti di Hollywood e far sì che ce ne siano un pochino meno l’anno prossimo? Perché quest’anno ho visto delle robe talmente orrende che mi hanno fatto bestemmiare tutti i santi del calendario gregoriano.

Ti ringrazio in anticipo.

P.S. Probabilmente se la notte tra il 24 e il 25 passerai per di qua non avrò la biada per le renne, ma se a Rudoph, Gioberta e le altre tue bestie non dispiace gli posso lasciare da sgranocchiare il mio DVD di Independence Day.
Tanto la sua funzione più o meno è quella.

Uno che fa un mestiere ingrato.

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