L'amichevole cinefilo di quartiere

Articoli con tag ‘47 Ronin’

47 Ronin

47-ronin-cover-locandinaEsperimento: vediamo quanti riferimenti a Matrix riesco a fare in una recensione sola.

TRAMA: Inizio 1700. Un gruppo di rōnin comandati da Kuranosuke Oishi cerca vendetta su Lord Kira dopo che questi ha ucciso il loro signore e bandito il gruppo.

RECENSIONE: In quanto essere razionale, l’uomo si pone da sempre alcune domande che riguardano il senso più profondo della sua esistenza.
-Chi siamo?
-Quello che viviamo è il mondo reale?
-Che fine ha fatto Carmen Sandiego?
-Cosa salta fuori unendo fantasy, 300 L’ultimo samurai?

A parte che porsi quest’ultima domanda denota problemi mentali non indifferenti, la risposta non può che essere “una pellicola originale come le battute del Cucciolone e confusionaria come un camaleonte in una vasca di Smarties”.

47 Ronin, che meraviglia!

Voglio già uscirne, non c’è un telefono in giro?

Nonostante la sceneggiatura sia basata su una storia vera (nell’accezione americana dell’espressione, ossia 1% avvenimenti reali e 99% assurdità partorite dalla mente di un incorreggibile oppiomane) questo film mi fa pentire di non aver scelto da Morpheus la pillola malva, quella del “Te-ne-vai-e-anche-se-i-soldi-del-biglietto-ormai-sono-andati-‘sticazzi-almeno-risparmi-due-ore-della-tua-esistenza”.

Vabbé, però in compenso posso demolirlo un po’…

Il difetto principale di questa pellicola non è solo quello di essere stereotipata come un poliziotto americano che si chiami O’Murphy McIrish, ma anche quello di essere veramente noiosa (soprattutto nella prima metà), denotando una scarsa cura nella costruzione dei ritmi narrativi.
Non pago di questo, 47 Ronin affossa in un melmoso pantano pestilenziale due mondi, come un Giuseppe Garibaldi al contrario.

L’onorevole Giappone, terra di tradizioni e di misteri, diventa qui la sagra del massacro, con molti e ben poco onorevoli ammazzamenti a nastro, bestie fantastiche inserite senza un benché minimo senso ed una esposizione veramente eccessiva delle formalità nobiliari nipponiche; gli americani (o in generale i gaijin, dato che l’attore Eletto è un canadese nato in Libano) d’altro canto sono le solite inarrestabili macchine da guerra, che se la sceneggiatura lo richiedesse camminerebbero su un cornicione con il cellulare in mano.

Regia di Carl Rinsch, al suo primo lungometraggio dopo qualche pubblicità, che probabilmente paga il fatto di essere passato da filmati di qualche decina di secondi a 120 minuti di film, dato che come già accennato l’armonizzazione dei segmenti narrativi non esiste.
La fotografia di John Mathieson non è nenanche così male, ma non riesce a spiccare penalizzata appunto dalla scarsa qualità complessiva della pellicola, e la sceneggiatura di Chris Fast & Furious Morgan (solo roba sottile ed intellettuale, mi raccomando) presenta troppi buchi narrativi, peccando anche di non avere originalità con un guizzo, un’idea o un brivido.
Tipo, che so, dei tizi iper-violenti vestiti come i Blues Brothers.
Niente: solo un sacco di idee tanto strampalate quanto imparare le arti marziali con uno spinotto in testa.

Keanu Reeves non ha un parassita-segnalatore nella pancia ma ciò non lo salva dall’incappare in una pellicola meno che mediocre.
Capisco perfettamente che la sua presenza abbia come unico scopo fare da catalizzatore per il mercato americano, ma in alcune scene il suo personaggio sembra più un jedi che un samurai e non ha il carisma necessario per reggere interamente il film.

Keanu Reeves in 47 Ronin

Signor Anderson, bentornato. Abbiamo sentito la sua mancanza

Gli attori giapponesi, alcuni dei quali già visti in Wolverine – L’immortale, seguito di Wolverine – Il pensionato che rompe le balle ai lavoratori extracomunitari dei cantieri, hanno ruoli spessi come il Cuki e sembrano quasi servire a nutrimento per il film, come meloni umani coltivati in bozzoli per alimentare un’enorme macchina di esagerazioni senza contenuti.

La Rinko Kikuchi di Pacific Rim dovrebbe spiccare, a causa del suo ruolo, come una donna vestita di rosso in mezzo a persone in abito scuro, ma proseguendo nella storia anche il suo personaggio diventa piatto e scontato.

Mi aspettavo una cazzatona, ho visto una robetta scarsa e noiosetta.

Se vi è piaciuto potrebbe piacervi anche: Oltre ai film sopra citati, quelli di Zhāng Yìmóu e in generale il wuxiapian.

Annunci

Tag Cloud