L'amichevole cinefilo di quartiere

Thunder Force

Thunder.

Thun-thun-thunder…?

TRAMA: In un mondo terrorizzato dai supercriminali, una scienziata ha sviluppato il procedimento per dare poteri alle persone normali. Quando però la donna infonde accidentalmente la sua migliore amica con abilità incredibili, le due devono unire le forze contro i malvagi.

RECENSIONE:

Oggi non ho la spinta necessaria per combinare nulla di produttivo: mi sento fiacco, malmostoso, senza ispirazione.

Mi manca la voglia di scrivere una recensione, penso che il mio mood pigro e disfattista la renda un inutile spreco di tempo e di energie.

Ma è evidente che anche chi ha realizzato questo film non aveva proprio un cazzo voglia di impegnarsi, quindi lo considero un 1-1 palla al centro e stanotte dormirò tra due guanciali.

Grazie, Netflix, per non provarci nemmeno.

Thunder Force è… come posso dire… un brutto film.

Anzi no, mi correggo: riflettendoci meglio e ponderando le proprie opinioni, Thunder Force è una porcata così ignobile che tutti coloro vi abbiano contribuito a qualsiasi titolo andrebbero SBATTUTI IN GALERA in modo da essere posti nelle condizioni di non nuocere a se stessi o agli altri.

Così va meglio.

Anche io avevo queste espressioni facciali mentre mi cuccavo ‘sta roba.

I suoi difetti principali? Beh, tanto per cominciare Thunder Force non fa ridere.

Ma mai.

Ma proprio MAI.

Con le sue numerose “gag” a base di riferimenti pop micragnosi, balletti di Fortnite e scambi ripetitivi come la peggio versione de I Griffin, sono infatti sinceramente perplesso su quale debba essere il target di riferimento di questa pellicola: a giudicare dallo sforzo intellettivo richiesto per la sua visione opterei per i celenterati, ma non so quante meduse abbiano disponibile l’ADSL in casa.

Ah, a proposito di organismi marini, c’è pure Jason Bateman con le braccia da granchio, che cammina lateralmente come il dr. Zoidberg di Futurama ed è dotato di un 90% di battute con riferimenti a crostacei, mitili o animali muniti di carapace in genere.

Inoltre probabilmente sarò stronzo io, ma i supereroi hanno ben che rotto i coglioni: ormai nel 2021 ogni scalzacane ha una scusa buona per infilarsi un costume in latex attillato e vagare per le città a menar le mani.

Incroci con le bestie, copie malcagate di Superman, mutanti, alieni, scienziati pazzi… con i superpoteri è un po’ come per i tatuaggi: tra poco la minoranza saranno coloro che NON ne avranno, alla My Hero Academia.

Ah, per amore del buongusto non oso nemmeno addentrarmi nello scivolosissimo discorso “signore di mezza età in sovrappeso” perché ci tengo a chiarire che la fisicità delle protagoniste qui è l’ULTIMO dei problemi.

Ah, c’è pure Jason Bateman con le braccia da granchio, che cammina lateralmente come il dr. Zoidberg di Futurama e possiede un 90% di battute relative a riferimenti a crostacei…

La trama è una scempiaggine dietro l’altra, che accumula come soggetta a disposofobia ogni singolo stereotipo possibile immaginabile dell’ultrasaturo sottogenere di appartenenza.

I test sui nuovi poteri con l’eroe che ci si deve comicamente abituare, i danni collaterali, il senso del dovere verso la collettività unito però alla personalità casinara del soggetto, i commenti sui costumi… se doveste bere uno shot ogni volta che salta fuori un tema già visto nell’ordine di grandezza delle ottantamila volte, sareste in coma etilico al minuto quindici.

Che sarebbe comunque un’ottima idea per bypassare un’ora e mezza di questa morte civile.

Spero apprezziate la Lamborghini viola, una delle cose più sobrie e misurate del film.

Ah, c’è pure Jason Bateman con le braccia da granchio, che cammina lateralmente come il dr. Zoidberg di Futurama

Le scene d’azione sono inondate di una CGI e di un utilizzo del cartone per gli oggetti pesanti che fa venire voglia di infilzarsi i bulbi oculari con un punteruolo da ghiaccio.

Ora, comprendo che non tutte le pellicole abbiano il budget di The Avengers, ma un minimo di amor proprio per non sembrare persino la DC Comics del Lidl si potrebbe anche mostrarlo… esistono cortometraggi fan made su YouTube con effetti speciali migliori di quelli partoriti da questi impiastri qua.

E poi c’è Jason Bateman con le braccia da granchio, per l’amor di Dio levatecelo da davanti.

Questa qua in mezzo agli Avengers c’era davvero...

Il peccato originale potrebbe essere uno: Ben Falcone e Melissa McCarthy hanno una relazione regista/marito attrice/moglie che oltre ad essere di rara tossicità (verso il pubblico, purtroppo, non tra di loro) ricorda in maniera preoccupante quella tra Milla Jovovich e P. W. S. Anderson (quest’ultimo che per comodità possiamo ricordare come “quello scarso dei registi con cognome Anderson).

Avete una vaghissima idea di quali “perle” possa regalare un’accoppiata del genere?

Oh, intendiamoci, bella donna eh… ma i film…

Ecco, appunto.

Tra un cattivo che fa ridere per non piangere (Bobby Cannavale, ma perché?), dei momenti familiari da far accapponare i peli sotto le ascelle e delle catchphrases ricorrenti dotate di una stupidità fisicamente dolorosa, non mi pento di dire che sinceramente non ho nemmeno lo spirito di dilungarmi per approfondire quanto questa roba sia uno scarico fognario di merda.

Fidatevi di un coglione.

Non guardatelo.

Commenti su: "Thunder Force" (11)

  1. Personalmente non vestirei in latex nemmeno tutti tutti tutti i personaggi col fisico perfetto, ma probabilmente sono in minoranza, sia per il nerd medio che per l’arrapato standard.
    Comunque, le due tipe taglie forti rivestite di vinile non le vedo male (non sono le prime supereroine fuori standard mai viste) ma già dalla locandina ho avuto la sensazione che questo film potesse essere sbagliato, forse per la banalità del costume o perché la McCarthy adora scegliere copioni così così 😛
    Evidentemente non può essere sempre Mystery Men.

    Comunque, non ho capito bene cosa faccia Bateman XD

  2. certo che melissa è proprio dimagrita!

  3. Sono totalmente d’accordo, i film di supereroi hanno rotto. Il motivo principale è la loro trama sempre uguale: un supereroe incontra un cattivo apparentemente invincibile, ma alla fine scopre il suo punto debole e lo sconfigge. Dopo essermi visto propinare questo canovaccio per 5 o 6 volte di fila mi sono stufato, e da allora sono andato a vedere un film di questo tipo soltanto se usciva un po’ fuori dai canoni del genere. E’ il caso ad esempio di Suicide Squad e Deadpool, che sono senza dubbio i cinecomics più politicamente scorretti di sempre, e proprio per questo hanno avuto un successo clamoroso.
    Condivido anche il tuo fastidio nel vedere sullo schermo la presenza molesta di Bobby Cannavale. Ancora non mi spiego come abbia fatto un “attore” come lui a lavorare per registi come Sidney Lumet, Woody Allen e Martin Scorsese. Sempre in parti secondarie, ok, ma credo che in qualsiasi teatrino di provincia avrebbero potuto trovare un caratterista migliore a cui affidare quei piccoli ruoli.

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