L'amichevole cinefilo di quartiere

Searching


Who are you?

Who, who, who, who?

TRAMA: La figlia di David, la sedicenne Margot, scompare all’improvviso. Le indagini della polizia non portano a nulla, l’uomo decide quindi di seguire le tracce digitali lasciate dalla ragazza.

RECENSIONE:

Girato interamente dal punto di vista degli smartphone e dei computer, Searching è un esempio interessante e ben riuscito di come il fattore meramente tecnologico della nostra esistenza possa andarsi a fondere con l’elemento cinematografico per creare una piacevole amalgama.

La scomparsa di una sedicenne e la sua disperata ricerca da parte del padre diventa una leva di Archimede per mostrare quanto la cerchia di contatti che la maggior parte di noi ha creato in quello sconfinato mondo che è la rete offra una vastità infinita di possibilità creative quanto anche di vuotezza effimera.

Il costante utilizzo dei dispositivi elettronici, quel “black mirror” le cui distopiche devianze hanno fatto le fortune di Charlie Brooker, permette al film di costruire un interessante percorso di esposizione narrativa in cui ogni schermo è un’artificiale mollica di pane che il Pollicino Aneesh Chaganty (regista classe 1991, tenetelo d’occhio) dissemina lungo il percorso per accompagnare lo spettatore alla verità.

“Amici” su Facebook di cui non conosciamo nemmeno il volto, spettatori dei nostri video di cui ignoriamo l’identità, testimoni di una fetta più o meno grande della nostra vita che decidiamo coscientemente o meno di offrire in pasto ad un pubblico di cui fatichiamo a concepire l’estensione… ogni individuo con cui entriamo in contatto potrebbe essere ben diverso da come la sua identità sulla rete ci appaia.

Il confine tra realtà ed apparenza diventa perciò una nebbia sfumata, in cui ciò che siamo e ciò che mostriamo al web talvolta non costituiscono nemmeno i lati della stessa medaglia, ma radicalmente un castello di carte inventato dalla nostra psiche per fornirci svago, rifugio o scudo contro la concretezza del mondo esterno.

E quindi la ricerca della verità e della giustizia si fa percorso tumultuoso come un torrente montano, poiché il viaggio è pregno di vicoli ciechi, di punti morti, di false piste, e solo un padre ardimentoso e determinato può trovare la forza morale di perseguire un tragitto che probabilmente lo porterà a risvolti amari.

Chaganty è architetto di sentimenti contrastanti, tra l’ansia, la speranza, la rabbia e il dubbio, sapendo gestire come un ben più navigato direttore d’orchestra la variegata gamma di media a sua (e nostra) disposizione.

Prova solida dello statunitense di origini sudcoreane John Cho, che dopo anni nella commedia (con partecipazioni a serie come American Pie e Harold & Kumar) e un ruolo brillante nei recenti Star Trek dimostra di avere qualche buona carta da giocare anche al tavolo del dramma.

Consigliata la visione al computer, per aumentare l’immersività della trama.

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