L'amichevole cinefilo di quartiere

Good Omens

Buona Apocalisse a tutti!

TRAMA: Nel 2019 le forze del Paradiso e le potenze infernali hanno deciso di scatenare l’Apocalisse. Il demone Crowley e l’angelo Azraphel, rappresentanti delle rispettive fazioni sulla Terra e ormai affezionati alle usanze umane, si alleano per scongiurare la fine del mondo.

RECENSIONE:

Basata sull’omonimo romanzo di Terry Pratchett (romanzi del “Mondo Disco”) e Neil Gaiman (American Gods, Coraline), Good Omens è una dolcissima meringa ricoperta di cannella.

Estremamente brillante nei toni e nella esposizione narrativa, grazie ad un felice matrimonio tra lo humour inglese e la dissacrante capacità di prendere poco sul serio argomenti da molti considerati tabù, questa serie televisiva di Amazon Prime Video, tratta dal romanzo del 1990 arrivato in Italia come Buona Apocalisse a tutti!, risulta una boccata d’aria fresca, ideale per qualche serata simpatica e disimpegnata senza però abbandonarsi alla più becera stupidità.

Uno dei punti di forza maggiori dell’opera è sicuramente l’umanizzazione di figure angeliche e demoniache: essa provoca infatti un impatto decisamente maggiore nello spettatore rispetto al ruolo in cui siamo abituati a immaginarci tali esseri, e la rivalità tra le forze di Paradiso e Inferno risalente agli albori dei tempi assume i toni quasi di schermaglia tra due vicini di casa che mal si sopportino.

Ciò è conseguenza di molte soluzioni narrative simpatiche ed ingegnose, che traspongono la più classica delle battaglie tra Bene e Male in una vicenda dai toni surreali e sopra le righe, vista però quasi con piacevole distacco da un narratore/Padreterno brillante e deliziosamente raffinato.

Se angeli e demoni rievocano i “bei vecchi tempi andati” tanto di eventi biblici (il Diluvio Universale) quanto di fatti storici (Rivoluzione francese), la serie è brava nel generare parecchi piccoli momenti riflessivi nello spettatore, utilizzando dettagli apparentemente insignificanti e dalla breve durata per instillare il germe del ragionamento.

Ottima l’intesa tra i bravissimi Michael Sheen e David Tennant.

Il primo nei panni dell’angelo Azraphel dimostra una volta di più quanto bravo possa essere se gli si affida un copione perlomeno decente; più umano degli umani, con una rappresentazione garbata ma non macchiettistica dell’apprezzamento per i piaceri eleganti della vita (il buon cibo, la cultura, la danza), egli mostra quanto la bontà debba essere accompagnata ad un godimento dell’esistenza terrena che giocoforza non può sposarsi con il mero e distaccato ascetismo tipico delle figure angeliche.

Il secondo, che con l’età sta sempre più assumendo le sembianze di Bill Nighy, è perfetto nell’incarnare un demone piacione, sarcastico e dandy.
Una figura immediatamente carismatica che però non viene naufragata dalla sceneggiatore in un mero elogio al Male: oltre che per una cattiveria piuttosto all’acqua di rose, la malvagità di Crowley è più legata ad una praticità spicciola (la creazione di una superstrada volutamente mal realizzata in modo da far imprecare gli automobilisti) piuttosto che un odio estremizzato e violento.

Attraverso questi due personaggi, il Bene e il Male si associano come yin e yang, dimostrando di essere due facce della stessa medaglia e rappresentando sul piccolo schermo un’amicizia tanto improbabile quanto stimolante ed interessante da seguire.

Piccoli ruoli e comparsate varie per Jon Hamm, arcangelo Gabriele pragmatico e poco incline ai compromessi, Frances McDormand, Brian Cox e Benedict Cumberbatch, questi ultimi voci rispettivamente di Dio, della Morte e di Satana.

Grazie ad una durata contenuta (sei puntate da cinquanta minuti circa), la serie si presta inoltre al binge watching, permettendo quindi allo spettatore una fruizione intensiva se non abbia la pazienza di diluirla nel tempo.

E solo tanto amore per l’uso dei Queen nella colonna sonora.

Consigliata.

Commenti su: "Good Omens" (2)

  1. Se avviene come nel libro, qualsiasi musicassetta lasciata nel cruscotto di un’auto parcheggiata al sole si trasforma in una compilation dei Queen, dunque la colonna sonora è d’obbligo 😛

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