L'amichevole cinefilo di quartiere

Archivio per 13 ottobre 2019

Nell’erba alta


… ci trovi i Pokémon.

TRAMA: Fratello e sorella incinta stanno guidando nel Kansas quando sentono richieste di aiuto provenienti da un vasto campo di erba alta ai bordi della strada; fermandosi per indagare, entrano nel campo e iniziano a perdersi.
Si renderanno conto della presenza di entità malvagie ed inspiegabili…

RECENSIONE:

– Film tratto da un racconto di Stephen King, uno dei più amati e prolifici scrittori horror, e suo figlio Joe.

– Questo è bene!

– Stephen King è anche quello che ha scritto L’acchiappasogni.

– Questo è male.


– Ma Stephen King è riuscito a rendere inquietanti per le masse degli elementi apparentemente banali come il grano, i cellulari, le automobili o i San Bernardo.

– Questo è bene!

– È comunque abbastanza prevedibile che difficilmente il sogno bagnato di Snoop Dogg possa risultare spaventoso.


– Questo è male.


– Nell’erba alta dura solo un’ora e quaranta, perciò se non altro è un’esperienza rapida.


– Questo è bene!


– È pieno di cliché kinghiani da fare vomito: la religione è malefica, i famigliari sono ambigui, i bambini rappresentano l’unica salvezza per il mondo, esistono elementi sovrannaturali da accettare così come sono senza porsi domande, beati gli ultimi che incarnano la vera bontà…


– Questo è male.

– Però c’è Patrick Wilson, noto agli amanti del cinema de paura per le saghe di Insidious The Conjuring.

– Questo è bene!

– Patrick Wilson fornisce più risate che brividi, interpretando un personaggio con lo spessore narrativo del domopak e sprecando quindi l’unico nome noto in un cast di mestieranti.

– Questo è male.

Nell’erba alta dura solo un’ora e quaranta, perciò se non altro è un’esperienza rapida.

– Questo è bene! Però aspetta, non lo hai già detto…?

– Nell’erba alta propone una trama sconclusionata ed inutilmente complicata (persino per gli standard dello scrittore dalla cui mente derivano questo ed altri deliri): perdendosi in facilonerie, elementi il cui ruolo nella storia alterna l’inutilità alla mancanza di senso e fattori apparentemente aleatori va infatti a crearsi non la rappresentazione del perdersi dei personaggi, ma dello spettatore.

– Questo è male.

– Oltre a quello di Wilson, pure gli altri characters sono ben poco delineati, riducendosi a stereotipi urlanti e gementi che non permettono al pubblico di provare empatia nei loro confronti, dato fondamentale in un horror basato sullo smarrire l’orientamento.

– Anche questo è male.

– Il comparto tecnico non presenta nulla di memorabile o particolarmente apprezzabile nel genere; vi è anzi una spiacevole sensazione di incuria e superficialità, dovuta prevalentemente ai talvolta finterrimi fondali, o all’eccessivo crogiolarsi nella verzura senza provare a calcare la mano su scintille visive che avrebbero potuto risultare efficaci e piacevoli.

– Ehm… non dovresti menzionare ogni tanto qualcosa di positivo sul film in modo da continuare la gag?

Nell’erba alta dura solo un’ora e quaran…

– Ok, penso di aver capito dove stiamo andando a parare.

– Il comparto metaforico di conseguenza si perde, perché non sorretto da una trama che ponga in essere paletti narrativi ben fissati.
I temi dello smarrimento, della mancanza di fiducia persino verso i membri della propria famiglia, dell’autodeterminarsi escludendo fattori esterni che richiedano la nostra cieca ubbidienza ed il lato infido di elementi banali della nostra esistenza (l’erba, appunto) deragliano in una confusa masnada di detto e non detto, mostrato e non mostrato, in cui si richiede più allo spettatore di cavare sangue dalle rape che metterlo in condizione di sviluppare un’opinione artistica.

– Questo è ma… vabbè, ciao.

– La conclusione della storia è inoltre buttata lì ed inconsistente, non offrendo particolari spunti né sul piano prettamente narrativo né su quello morale, sembrando unicamente un modo per tagliare la vicenda alla bell’e meglio con il minimo sforzo.

– Quindi non c’è proprio null’altro da salvare?

– Beh, adesso che mi ci fai pensare sì…

– Spara.

–  Nell’erba alta non contiene benzoato di potassio.

– Ma vaffanculo.

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