L'amichevole cinefilo di quartiere

Fino a qualche giorno fa volevo vedermi Hobbs & Shaw.

Non tanto nella speranza che sia un film anche solo decente (diciamo che le premesse del trailer non mi inducono all’ottimismo), ma per sfogare la mia frustrazione usando l’ironia e criticandone i tratti principali, tipo il disprezzo verso il Codice della Strada, la promozione dell’uso massiccio di steroidi, la perdita dell’espressività facciale, lo stupro delle leggi di Newton…

Poi però ho realizzato che il bravo Idris Elba impelagato solo per denaro in questa cagata con The Rock e quell’altro cazzone inglese è un po’ come la tipa che ti dice che sei carino e poi si fa scopare da quello con il Mercedes.

Ciò mi ha fatto riflettere (oltre che sull’importanza del Mercedes nella sottile arte del corteggiamento) sul rapporto tra prodotto e fruitori dello stesso.

Escludendo il primo episodio, innocuo Point Break con le auto, i F&F mi hanno fatto tutti cagare a coriandoli, però la maggior parte del pubblico non la pensa come me.
Quindi incassano.
Quindi i produttori sono spinti a metterne in cantiere altri.
Quindi gli attori anche un po’ più impegnati vi partecipano (qualcuno ha detto “Charlize Theron”?) consapevoli del loro ritorno economico.

E ora che questo porno automobilistico si è riprodotto per partenogenesi come le alghe, generando addirittura uno spin-off e arrivando così alla (finora) nona pellicola, questa consapevolezza mi ha provocato la reazione umana più consona.

Mi sono rannicchiato in posizione fetale sotto la doccia in bianco e nero ascoltando Mad World di Gary Jules.

Continuiamo così.

Facciamoci del male.

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Commenti su: "Fast & Furious – Hobbs & Shaw – Non recensione" (8)

  1. Ogni tanto gli attori impegnati accettano di apparire in un blockbuster non solo per un ritorno economico, ma anche per un ritorno di immagine. Spesso i loro film d’autore non se li guarda nessuno, e quindi rischiano di venire bollati come attori che non fanno vendere i biglietti: pur di evitare quest’etichetta (che porrebbe fine all’istante alla loro carriera), tra un drammone e l’altro ci infilano anche un film di puro intrattenimento che però vende, e quindi rilancia un po’ la loro carriera.
    Anche Cate Blanchett e Rachel Weisz hanno fatto la stessa cosa: dopo anni passati a girare solo ed esclusivamente film d’autore, hanno accettato una parte rispettivamente in Thor e in Black Widow. Subito dopo torneranno a fare film arzigogolati insieme a registi intellettualoidi, ma intanto la nomea di attrice che non fa incassare l’hanno evitata…

  2. Lo so, so bene cosa provi ma purtroppo il mondo va così. Pensa a tutte quelle belle pellicole che ci sono in giro e lascia perdere F&F.

  3. A me non è piaciuto nemmeno il primo, ma la risolvo così: non li guardo 😛

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