L'amichevole cinefilo di quartiere

Archivio per 6 agosto 2019

Riccione

– Prima inquadratura: logo alla Wes Anderson dei poveri.
Seconda inquadratura: Edoardo Mecca.
Terza inquadratura: Ludovica Pagani con mezze tette di fuori.
Ho il tremendo sospetto di aver già capito quale sarà il tono del film, e mi sto cagando addosso dal terrore.

– “2001” per farci capire che siamo in un flashback e sul bancone si può vedere uno smartphone; “Nel programma sono presenti inserimenti di prodotti ai fini commerciali” e già si intuisce la mega marchettata galattica che implacabile sta per abbattersi su di noi.

– Secondi trascorsi: 34, e voglio già cavarmi gli occhi con un rompighiaccio.

– Una turbofiga siderale scrive di propria sponte il suo numero di telefono ad uno con la faccia da totano, per nessun particolare motivo apparente.

Genere del film: distopia fantascientifica.

«Ehm… i miei occhi sono quassù…»
«Quali occhi?»

– Maurizio Merluzzo, bravo doppiatore e simpatico youtuber, che legge un testo la cui banalità contenutistica imbarazzerebbe Fabio Volo.

– Dopo che una turbofiga siderale gli scrive di propria sponte il suo numero di telefono, Edoardo Mecca decide di andare a mignotte (in taxi???), pagando anche con la banconota su cui ha il cellulare della fregnona.

E via che il film ci diventa critica socio-psicologica, con il ragazzo che predilige la prostituta alla tizia con un lavoro normale perché in fondo le donne sono tutte un po’ sante e un po’ zoccolone, mentre l’uomo… no, è solo una scena pensata con il culo.

Ecco cosa succede a digitare “Riccione Mecca” su Google.

– Spiaggia, ed è subito inquadratura sui culi delle comparse femminili, figuranti che non rivedremo mai più.

Mi immagino il direttore del casting, che munendosi di una faccia il più possibile somigliante ad un culo, spiega a delle poco più che ventenni come verrà ripresa la scena.
E vivissimi complimenti anche al cameraman, per aver girato usando una mano sola.

Calabresi a Riccione? Seriamente? Con la differenza che passa tra i due litorali è un po’ come se Agnelli decidesse che per due settimane la vita del miliardario gli facesse schifo e preferisse passarle al tornio in una delle sue fabbriche.

– Prima bomba sganciata al minuto 4:01: il bagnino omosessuale stereotipo becerissimo del ricchione super saiyan di terzo livello da film dei Vanzina degli anni ’80.
AH AH!! FA RIDERE PERCHÉ È FROCIO!! AH AH!! GLI PIACE IL PENE!! AH AH!!


Nel 2019.

Prodotto dalla RAI.

Perdonali, Ricky Martin, perché non sanno ciò che fanno.

– Visione messianica di altre due ultra-fighe che escono dall’acqua come una versione soft porno di Ursula Andress in Agente 007 – Licenza di uccidere, con entrambe che si strizzano platealmente le bocce (e ovvio primo piano sulle suddette poppe) con i nostri eroi che ci rimangono come nell’Estasi di Santa Teresa.

– Una delle due tizie si mangia pure il calippo, MA BASTA!

– Se almeno una volta nella vita qualcuno di voi maschietti ha usato davvero con successo il trucco scelto da questi due caproni per ottenere il numero delle galline, non so se esserne piacevolmente colpito o sarcasticamente depresso.

– Lo scambio «Ma per caso tuo padre fa il ladro?» «No, perché?» quasi speravo si concludesse con «Perché è rumeno», così oltre a sessismo ed omofobia ci mettevano pure il razzismo e facevano primiera.

– Dopo che uno dei due coglioni ha dimostrato tautologicamente di essere un completo imbecille, Valentina Vignali (una delle due patonze, l’altra è l’insta-tizia Roberryc) gli dice «Stasera tu esci con me» succhiando voluttuosamente un cucchiaino di plastica.
Ho visto film porno più sottili di questa PORCATA REALIZZATA CON IL PATROCINIO DELLA TELEVISIONE PUBBLICA NAZIONALE.

Valentina Vignali scelta per le sue enormi doti recitative.

– Comunque faccio umilmente notare che l’ossessione dimostrata da tutti i personaggi maschili per la fica è un qualcosa di abbastanza preoccupante.

– Shade che vende cocco su una spiaggia della riviera romagnola indossando uno smanicato della Juventus per poi rappare contro se stesso.
Mai avrei pensato di avere l’occasione per scrivere una frase del genere.

– P.S. una delle lyrics è “Alla tua ragazza più che il cocco piace la pannocchia”, con lei che sorride.
No, ma avanti così, RAI.
Facciamoci del male.

– In mezzo a tutto questo frizzante marasma escrementizio voglio spezzare una lancia in favore degli Autogol (a proposito di frasi che non avrei mai pensato di vergare) per essere gli unici a recitare i propri dialoghi in modo relativamente credibile e realistico.
Relativamente, ho detto.

– In Fantozzi al protagonista devastato dalla partita di calcio aziendale appariva San Pietro appollaiato sulla traversa.
In Riccione compaiono delle belle fighe vestite da prostitute che si passano il rossetto sulle labbra in slow motion, dopo averlo aperto in un modo che più allusione al prepuzio che scorre sul glande non potrebbe esistere.
Ridendo e scherzando ho perso il conto di quanti velati riferimenti al sesso orale siano presenti in questo prodotto di mamma RAI.

– «Mi scusi, ma come mai ha quei preservativi lì attaccati?»
Perché la Durex non ha voglia di impegnarsi con i product placement, visto che qualsiasi luogo pubblico gli rende una pubblicità molto più efficace.

– Mi rifiuto categoricamente di commentare la sequenza del taxi: e la finta licenza, e il bagagliaio, e la bambina, e la bicicletta, e i goldoni usati come pallo… fate come volete.

– Panpers, ma non farò battute sulla qualità fecale delle loro gag, perché sono un signore.
Però “dove il savoir-faire fallisce la tangenziale sopperisce” ha il suo perché.

Ma sapete che sbronzarsi a morte potrebbe essere un’idea…?

Gag contro i grassi! Cazzo, questa mi manca! Te la chiedo in cambio di gag sugli uomini malati di figa, tanto quella ce l’ho già quintupla.

– Quando ormai pensavo (e speravo) che il peggio fosse stato ormai raggiunto, ENZO SALVI DI RITORNO DAL REGNO DEI MORTI!
Se ci caccia fuori un “Mamma mia comme stoooo” pratico un suicidio rituale.

Ok, amici, è stato bello.

No, non è vero, è stato uno schifo.

Come abbia fatto quest’uomo a campare grazie ad uno dei tormentoni più brutti della storia della comicità è fuori dalla mia umana comprensione.

– Le pubblicità delle aziende che hanno pagato per comparire in questo film sono più fastidiose, evidenti e spudorate di quelle della Volvo in Twilight.

– Festa a caso, stereotipi nord/sud che mi hanno già tracimato i coglioni, appare nell’erba alta un Fede Rossi “Frankie Commando” selvatico.

– Chiusura sulle boiate che hanno fatto leggere al povero Merluzzo, dove scopriamo che Mecca e la fregnona Pagani stanno pure insieme.

Riccione: una sequela interminabile di scenette che non portano da nessuna parte, piene di stereotipi, battute che non farebbero ridere nemmeno se ne andasse della nostra sopravvivenza, innumerevoli riferimenti alla fica e comparsate di web star del cui successo ritengo dovremmo interrogarci a livello di civiltà umana.

Quasi quaranta minuti della mia vita che non otterrò mai più indietro e che sono pure una scopiazzatura pecoreccia di Un pezzo da venti o de L’argent.

Voglio morire.

Annunci

Tag Cloud