L'amichevole cinefilo di quartiere

Film caratterizzato dalla stessa utilità di un culo senza il buco, questo rifacimento in live action di un celebre classico animato Disney riesce ad intrattenere alla soglia della sufficienza nonostante non faccia nulla per esularsi da una sbiadita copia carbone del cartoon.

Sfruttando la base esotica come assist per una resa scenico-estetica molto ricca, forse pure troppo kitsch ed esagerata, per fortuna il metadone assunto da Guy Ritchie ottiene come effetto quello di limare la sua regia ipercinetica: vengono smussati molto i suoi consueti stilemi visivi (pur con qualche slow motion a casaccio) e rendendoli perciò adatti ad un’avventura fiabesca, con buona pace delle coronarie dello spettatore.

CGI del Genio che si conferma terrificante, ma grazie al Signore Will Smith è stato dotato di molte scene cromaticamente al naturale, non passando quindi un’ora buona di screen time sembrando il figlio illegittimo dell’Omino Michelin e di Violet Beauregarde.

Mena Massoud e Naomi Scott sono gli arabi più bianco caucasici della storia, al Jafar di Marwan Kenzari sono stati aggiunti alcuni piccoli tratti caratteriali in più rispetto al foglio bidimensionale che era nella pellicola del 1992.

Buon film? Magari no.

Avrebbe potuto essere peggiore? Assolutamente sì.

Portateci i bambini.

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Commenti su: "Speakers’ Corner – Aladdin (2019)" (1)

  1. L’unica volta che ho visto uno slow motion non fine a se stesso è stato in “Ispettore Brannigan, la morte segue la tua ombra”: uno dei migliori polizieschi nella storia del cinema, e anche uno dei pochi film non western interpretati da John Wayne. Se non ricordo male, nella scena in questione lui si era accorto che la poliziotta con cui faceva coppia stava per beccarsi un proiettile da un cecchino: di conseguenza vola verso il tavolo dove ha lasciato la sua pistola, e cerca di afferrarla per sparargli prima che lui faccia fuori la sua partner. Questa scena è in slow motion, ed è stata un’ottima scelta, perché aumenta la tensione e la curiosità di sapere se John Wayne riuscirà a salvare o no la sua spalla.
    Leggo da Wikipedia che molti anni dopo l’attrice in questione è entrata nel cast di Beautiful, e ci è rimasta dal 2003 al 2012: una militanza così lunga le avrà fruttato un bel po’ di dollaroni, ma scommetto che si sentiva molto più orgogliosa di se stessa quando affiancava John Wayne. 🙂

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