L'amichevole cinefilo di quartiere

Macchine mortali

Maledetti diesel Euro 2…

TRAMA: La razza umana ha cambiato radicalmente stile di vita dopo che il mondo civilizzato è stato spazzato via da un cataclisma: non sono più le persone a spostarsi, ma le città, che ora sono in grado di viaggiare da un capo all’altro della Terra distruggendosi a vicenda nei loro spostamenti…

RIFLESSIONI SPARSE:

Esteticamente è un film più che buono: la CGI, pur ultra-invasiva riesce a fornire una piacevole resa degli agglomerati urbani su ruote, piccoli o grandi, in perenne caccia tra loro come leoni e gazzelle nella savana su National Geographic.

Spettacolari in particolare le sequenze iniziali e finali, in cui la pellicola mostra i muscoli riuscendo ad intrattenere con azione ad ampio respiro e una sana dose di esplosioni random: siamo di fronte ad un fantasy-action, in fin dei conti quello si chiede al film.

Wroom Wroom scooteroni.

– La storia si basa su elementi che personalmente credo di aver già visto un numero di volte molto vicino a quello di Avogadro: caratterizzazione dei personaggi, svolgimento della trama, relazione tra le varie figure umane… decisamente nulla di nuovo sotto il sole.

Tutto già deciso, tutto già scritto, ogni pisquano che compare su schermo porta sul capo un’insegna al neon con l’indicazione o meno della sua futura morte… ciò rende l’opera ben poco interessante, soprattutto nelle sequenze di dialogo o introspezione di quel o quella tizio/a che ovviamente servono come il pane ad intervallare le parti action.

Piccola nota di demerito: se mi capita ancora un film in cui vengano pronunciate tutte e tre le battute «Che Dio ci aiuti…», «Io sono il futuro, tu sei il passato» e «Cosa avete fatto…?» vomito.

Hugo Weaving molto meglio come antagonista: vuoi per il suo profilo sopraccigliare che rimanda vagamente a Jack Nicholson, vuoi una presenza scenica potente, credo offra prestazioni decisamente migliori quando cerchi di ammazzare Neo piuttosto che nel presenziare il concilio di Granburrone.

«Fatemi controllare se mi sono allontanato abbastanza da “Wolfman”…»

– Mi fa piacere constatare che Robert Sheehan ogni tanto riesca a vincere un casting contro il suo succedaneo Brenton Thwaites (dai, sono lo stesso tipo di interprete).
Non che il nostro Bobby sia un fulmine di guerra su schermo, ma lo vedrò sempre con simpatia dopo Misfits ([indossando occhiali improbabili berciando urla incomprensibili] «Indovinate chi sono! […] Vi do un indizio, sono un coglione fastidioso! […] Sono Bono!»).

– Cast in generale discretamente partecipe: al di là di un numero spropositato di interpreti con gli occhi azzurri (tutta invidia perché i miei sono nocciola), c’è pure Stephen Lang massacrato dalla computer grafica nei panni di un simil-androide.
Cosa volete di più?

[…]

Ah, già, un altro attore di peso oltre Weaving…

Tirando le somme, Macchine mortali è un film che batte la ultra-abusata bandiera del “ma sì, dai, si guarda” senza però riuscire a rendersi memorabile o spiccare per un elemento in particolare.

Un costoso giocattolone da 100 milioni di dollari che il “papi” regala al figlio viziato ed annoiato.

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Commenti su: "Macchine mortali" (11)

  1. Sono rimasto deluso; speravo che Peter Jackson (venerato autore di AMABILI RESTI e della trilogia degli Anelli) ci mettesse qualcosa del suo genio.
    Recensirò, ma precederà un post su UN PICCOLO FAVORE che mi “ha piaciato” molto di più

  2. Un tempo era Christian Slater a venire additato come erede naturale di Jack Nicholson. Il guaio è che quest’etichetta gli venne affibbiata quand’era ancora un attore in erba, e quindi anziché lanciarlo nell’Olimpo di Hollywood ebbe come unico effetto quello di tarpargli le ali sul nascere. Solo in tempi recentissimi si è preso la sua rivincita, agguantando un Golden Globe per la sua performance in Mr. Robot. Una scureggia in confronto ai 3 scintillanti Oscar di Jack Nicholson, ma sempre meglio di quanto è capitato a Geoffrey Owens: dopo anni passati a ricoprire un ruolo di primo piano nei Robinson, è finito a fare il cassiere in un supermercato (della catena Trader Joe’s). E se vogliamo perfino Geoffrey Owens può trovare un motivo di consolazione: una dignitosissima vita da cassiere è sempre meglio di quanto è capitato al suo scopritore Bill Cosby.

    • Uscire dal mondo dello spettacolo per svolgere un lavoro che non sia sotto i riflettori non lo vedo un così grande dramma: è ovvio che guadagni e ribalta sono infinitamente minori, ma se non si riesce a sfondare sullo schermo, sempre meglio fare un lavoro tranquillo che possa darti serenità.

      • Anche per me non sarebbe un incubo. Anzi, essendo una persona riservata per me il vero incubo sarebbe diventare famoso. Ma per un attore che si è abituato per anni ai flash dei fotografi, agli autografi, alle copertine, alle strafighe che ti si buttano addosso, ai soldi che ti escono dal culo e al lusso più sfrenato, tornare sulla terra dev’essere una sorte davvero detestabile. Non tutti sono in grado di adattarcisi. Alcuni invece la abbracciano volontariamente: ad esempio, Jennifer Lawrence ha dichiarato che il cinema le è venuto a noia, e quindi vuole chiudersi in una fattoria a mungere qualche capretta. Ecco il link dell’articolo da cui ho appreso la notizia: https://www.glamour.com/story/jennifer-lawrence-acting-break

      • Frotte di volontari per il ruolo della capretta, temo 😅

      • Io stesso accetterei volentieri di portarle i secchi per il latte! 🙂 Grazie mille per la piacevole chiacchierata! 🙂

  3. Ho adorato tutto ciò che è visivo e questo ha fatto sì che non odiassi eccessivamente la banalità di personaggi e storia. Però, davvero, è tutto super telefonato. Ma anche i libri sono così banali? Devo indagare. Spero che si sia perso qualcosa nel passaggio.

  4. TI giuro che alla fine della visione ho pensato: “Non è così male come lo descrivono”.
    I problemi principali riguardano molti dei personaggi e il loro rapporto (anche i due protagonisti non sono per niente approfonditi, nonostante Hester abbia dalla sua un bakground approfondito) e la trama troppo semplice che verso la fine ricorda troppo Star Wars. In compenso a un ottimo lavoro di CGI e di design sia del mondo che soprattutto delle macchine. E Hugo Weaving…semplicemente stupendo. Ho adorato anche Shrike, un bel mostro di Frankenstein in questo film.

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