L'amichevole cinefilo di quartiere

Diretto dai fratelli Coen e distribuito, dopo una fugace apparizione nelle sale statunitensi, in esclusiva sulla piattaforma Netflix (proiettare i film al cinema? Pff, eresia!), La ballata di Buster Scruggs è un’efficace antologia di fiabe nere inserite nel peculiare mondo del selvaggio West.

I sei episodi, della durata di circa venti minuti ciascuno, vanno a pennellare ritratti di Copley raffiguranti varie anime del Lontano Ovest: da rocamboleschi fuorilegge a vecchi cercatori d’oro, da impresari male in arnese a tenaci coloni, da diligenze erranti a fanciulle sfortunate, ogni individuo è tessera di un puzzle umano sociale ed economico caratteristico ed irripetibile.

Nonostante varie incursioni nel grottesco, l’atmosfera che si respira e nera e sulfurea come polvere da sparo, caratterizzata da uno spiccato fatalismo che, in connubio con un’impronta parabolica e quasi assurdamente pedagogica, rende le peripezie degli uomini crude favole degli sterminati Grimm che sono gli Stati Uniti.

Estremamente ricco il cast, che vede la presenza tra gli altri di Tim Blake Nelson, James Franco, Tom Waits, Zoe Kazan e Brendan Gleeson.

Di buona qualità tutti gli episodi (il primo, il più surreale è quello che presta il titolo al film), tra i quali spicca per impatto emotivo Meal Ticket, con Liam Neeson girovago di intrattenimento.

Consigliato.

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Commenti su: "Speakers’ Corner – La ballata di Buster Scruggs" (6)

  1. Fino agli anni 70 inclusi, in ogni parte del mondo c’erano sempre almeno 2 film western in cartellone: uno americano e uno “autoctono.” Poi la morte di John Wayne in America e la scoperta di nuovi filoni in tutti gli altri paesi decretarono il declino inesorabile del genere, che tutt’oggi può contare su un pubblico molto ristretto: la maggior parte degli spettatori i western non li guarda per principio.
    Tuttavia, negli ultimi anni questo genere ci ha regalato alcuni titoli davvero sensazionali: Django Unchained, The Hateful Eight, Sweetwater, Jane got a gun, Hostiles – Ostili, Woman Walks Ahead, Nella valle della violenza, Lo straniero della valle oscura… certo, ci sono stati anche dei western di indescrivibile bruttezza (The Homesman e Un milione di modi per morire nel West), ma se qualche anno fa ci avessero detto che di lì a poco sarebbero usciti almeno 10 western ad alto budget ci saremmo fatti una colossale risata.
    Buona parte del merito di questa rinascita del western va, oltre che a Tarantino, proprio ai fratelli Coen: infatti furono loro ad avviarla nell’ormai lontano 2011, quando il loro remake de Il Grinta ebbe uno straordinario successo di pubblico (era costato 38 milioni e ne incassò 252).
    Adesso hanno concesso il bis: la mia sensazione è che si tratti di un film molto meno suggestivo rispetto al loro western precedente, ma lo guarderò di sicuro, se non altro come forma di gratitudine per aver resuscitato un genere che amo moltissimo e che perfino un appassionato come me dava ormai per morto.

    • Sì, questo è molto più surreale, però credo che meriti una visione.
      Mettila così: con sei episodi aumenti la possibilità che almeno una storia ti piaccia 😉

      • Ora che ci penso anche il film a episodi è un retaggio del cinema che fu. Del resto, dopo il decennio d’oro degli anni 90 Hollywood è decaduta un bel po’, quindi i Coen fanno benissimo a guardare al cinema del passato: di quello odierno c’è ben poco da salvare. O meglio, in realtà anche oggi escono ogni anno dei gran bei film, ma i capolavori si contano sulle dita di una mano. Grazie per la risposta! 🙂

  2. Lo vedrò… mi hai convinto 👍

  3. […] La ballata di Buster Scruggs di Joel ed Ethan Coen. […]

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