L'amichevole cinefilo di quartiere

Archivio per 8 ottobre 2018

Malevolent – Le voci del male

Un prodotto originale Netflix.

Paura, eh?

TRAMA: Glasgow, 1986. Angela e Jackson sono due fratelli che si spacciano per cacciatori di fantasmi in grado di parlare con i morti. Dopo aver raggirato diverse persone, la coppia viene chiamata a intervenire all’interno di una grande villa che, quindici anni prima, è stata teatro di un macabro pluriomicidio.

RECENSIONE:

L’orchite (dal greco orcheis (ορχεις), testicolo, con la desinenza -ite, processo infiammatorio) consiste nell’ingrossamento acuto o cronico di uno o di entrambi i testicoli, parte dell’apparato genitale maschile.
Tranne alcuni casi particolari (per lo più orchite secondaria a parotite), il disturbo è quasi sempre associato ad un interessamento infiammatorio dell’epididimo (detto “epididimite”) e pertanto prende, più correttamente, il nome di orchi-epididimite.

Le cause dell’infiammazione possono essere di origine epatica o batterica: nella maggior parte dei casi essa compare a seguito della parotite, più raramente a seguito di sifilide, tubercolosi, gonorrea e prostatite.
Nei casi di pazienti affetti da paraplegia e con una vescica neurologica la causa può essere dovuta ad una cateterizzazione sbagliata.

I sintomi dell’infiammazione sono un forte dolore locale associato in genere all’aumento di volume e di consistenza dello scroto, tumefazione testicolare, edema e arrossamento dello scroto, febbre tra i 37 e 38°.
Talvolta compare un lieve sanguinamento delle urine ed una atrofia testicolare con un calo della produzione degli spermatozoi.

Sollevando lo scroto in corso di orchiepididimite si potrà indurre un alleviamento del dolore (“Segno di Prehn”). Il riflesso cremasterico è conservato.

Le complicazioni più gravi sono l’atrofia testicolare e la conseguente sterilità irreversibile.
Questa però si presenta solo in caso di orchite bilaterale.

Come terapia, è opportuno che tutti i pazienti siano trattati in modo empirico utilizzando antibiotici attivi nei confronti di Chlamidia trachomatis e Neisseria gonorrhoeae.
La terapia di primo livello include ceftriaxone (250 mg per via intramuscolare in una singola dose) associato a doxiciclina (100 mg due volte al giorno per 10 giorni).
I fluorchinoloni (ciprofloxacina, norfloxacina, levofloxacina ed altri) non sono da utilizzarsi se si sospetta un’infezione sostenuta dal gonococco, data l’elevata resistenza dimostrata da N. gonorrhoeae nei confronti di questi agenti.

Per il trattamento del dolore e dell’infiammazione si può ricorrere a farmaci antinfiammatori non steroidei o cortisonici.
Nei casi più gravi questi composti non sono sufficienti per impedire l’instaurarsi dell’atrofia testicolare e quindi della sterilità del testicolo.

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