L'amichevole cinefilo di quartiere

La vostra missione, se deciderete di accettarla, è assistere all’ennesima dimostrazione di machismo di un cinquantaseienne che si ostina ad eseguire i propri stunt, rischiando sia di spezzarsi l’osso del collo che di provocare un infarto ai propri registi.

Se uno di voi vomiterà, subirà un attacco di orchite o perderà la sanità mentale, l’autore negherà di essere al corrente dell’articolo.

Questa recensione si autodistruggerà entro cinque secondi.

TRAMA: Ethan Hunt, la sua squadra e alcuni alleati sono impegnati in una corsa contro il tempo per evitare gli effetti di una missione andata male.

RECENSIONE:

Quella che noi comunemente chiamiamo “aria”, è in realtà un agglomerato di diversi gas.

L’aria secca al suolo è infatti composta all’incirca per il 78,09% di azoto (N2), per il 20,9% di ossigeno (O2), per lo 0,93% di argon (Ar) e per lo 0,04% di anidride carbonica (CO2)..

L’ossigeno, considerato semplicisticamente come unico elemento fondamentale per la sopravvivenza delle specie sulla Terra, è quindi in realtà bilanciato da altri elementi, ed il suo aumento non coinciderebbe quindi con un miglioramento della vita stessa.

Banalmente, infatti, se la percentuale di O2 fosse incrementata radicalmente, sarebbero molto più comuni gli incendi spontanei, alimentati appunto da questo gas, e tutto ciò che è fatto di ferro arrugginirebbe e si degraderebbe molto più in fretta.

Ci sarebbero effetti anche sulla vita animale: gli insetti, infatti, hanno un sistema respiratorio costituito da minuscole trachee che portano le molecole d’ossigeno direttamente dentro ogni cellulla: poiché le dimensioni delle cellule sono legate al metabolismo, e quindi ancora alla presenza di O2, se questo gas aumentasse gli insetti sarebbero enormi.

Questo per dire che ciò che può superficialmente sembrare utile, spesso lo è solo vincolato a determinate quantità, e quindi una sua esagerazione porterebbe ad effetti negativi anziché benefici.

Per Fallout si può applicare lo stesso principio.

Ok la solita azione sfrenata, ok il solito tour mondiale con location variegate e panorami ad effetto, ok il solito Tom Cruise maratoneta, ma questo film è troppo.

Troppo tutto.

Mi dispiace, Tom, purtroppo non posso farlo.

Troppi personaggi, molti dei quali provenienti dalle pellicole precedenti, aggiungendo un ulteriore difficoltà di comprensione a chi non abbia seguito i recenti sviluppi di saga con attenzione, troppi elementi di doppiogioco e di impossibilità di fidarsi di chicchessia (vedere alla voce Red Sparrow) e soprattutto troppe corse contro il tempo improbabili tendoni spesso a far scadere la pellicola nel ridicolo involontario.

Stratagemmi raffazzonati per fermare quel terrorista o quell’ordigno, corredati da siparietti comici che dovrebbero gigionescamente spezzare la tensione ma finiscono per far nascere il quesito “ma sta a finì er mondo, ma che c’avranno da scherzà?” non contribuiscono quindi ad offrire al pubblico la sperata possibilità di prendere fiato, poiché ad ogni colpo di scena ne segue immediatamente un altro, ad ogni scena action un’altra, ad ogni problema risolto ne compare un altro, e via così per due ore e mezza piuttosto probanti.

Giochiamo a: “Quante ossa si sarebbero rotte realisticamente in una sequenza del genere?”

La regia di McQuarrie, alla sua ennesima collaborazione con Cruise, è la solita direzione da pellicola action: buon uso dello spazio, discreta capacità di scelta dei punti camera per la creazione di scene adrenaliniche esaltate dal montaggio, propensione ai campi lunghi e alle panoramiche per enfatizzare ambienti naturali o aperti che arricchiscano le gesta dei personaggi.

La sceneggiatura è un casino.

No, davvero.

Cast ovviamente ricchissimo, con molti volti noti direttamente da Rogue Nation o capitoli precedenti (Pegg, Rhames, Ferguson, Baldwin) e new entries che vanno a creare un’atmosfera narrativa più da RPG che da lungometraggio, con un po’ troppi “Personaggi Non Giocanti” che paiono un po’ buttati lì per fare numero.

«Scusate, avete mica visto passare il prossimo film in cui dovrò fare la spalla comica?»

Cruise si vede che mette anima e corpo in questa serie, e la sua già citata protervia con cui esegue i propri stunt gli fa professionalmente onore, ma da cinefilo rimpiango con una vena di nostalgia il più giovane attore impegnato che ha offerto performance memorabili in pellicole di spessore.

Come non pensare, ad esempio, allo yuppie rampante che maturerà interiormente in Rain Man, all’ex soldato pacifista di Nato il quattro luglio, al sicario freddo e spietato in Collateral e al guru maschilista e misogino tremendamente sopra le righe di Magnolia?

Comunque, basta che non faccia ancora La mummia e va bene.

Mission: Impossible è diventato ormai un paradigma del cinema action, venendo preso come esempio di lode o di spregio.

A mio parere la saga ha perso un po’ di smalto nel corso dei capitoli, che tendono come detto all’esagerazione ad ogni costo, anche se rimane comunque un franchise godibile per un intrattenimento leggero nella forma, per quanto piuttosto confusionario nei contenuti.

Alla prossima, agente Hunt.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: