L'amichevole cinefilo di quartiere

Ho l’impressione che non siamo più nel Kansas.

TRAMA: Un gigantesco uragano sta per colpire l’Alabama, e si preannuncia come il più violento della storia americana.
Due fratelli ed un’agente del Tesoro devono fronteggiare non solo la furia degli elementi, ma anche una banda di rapinatori che, durante la tempesta, vuole fare il colpo del secolo e derubare di 600 milioni di dollari la Zecca di Stato.

RECENSIONE:

11 dicembre 2013.

Allo stadio Veltins-Arena di Gelsenkirchen, per il Gruppo E della Champions League 2013-14 si sfidano lo Schalke 04 ed il Basilea.

Al minuto 57 i tedeschi, già in vantaggio per una rete a zero, raddoppiano con il difensore Joel Matip. Il goal sarebbe però viziato da un clamoroso fuorigioco di ben quattro uomini, ma la terna arbitrale, diretta dall’italiano Paolo Tagliavento, non se ne avvede e convalida la marcatura.

Il tecnico degli svizzeri, Murat Yakin, assiste allibito alla scena, con un’espressione tra l’incredulo ed il sarcastico.

Nei suoi occhi e nella smorfia che gli segna il volto possiamo contemplare il più naturale degli approcci umani alle piccole e grandi assurdità della vita.

Un piano di esistenza, il nostro, in cui la logica e l’ordinario cedono talvolta il posto ad elementi che esulano di gran lunga dagli schemi mentali a cui mollemente siamo adagiati, rendendoci partecipi del Casuale, dell’Estremo, dell’Imponderabile.

Hurricane è così.

Casuale.

Estremo.

Imponderabile.

Diretto da Rob Cohen, regista che soprattutto negli ultimi anni batte fieramente lo stendardo dell’Ignoranza e che ha al suo attivo, oltre al non disprezzabile Dragonheart e al primo Fast and Furious, delle fetecchie disprezzabilissime quali XXX (che vi sfido a provare a scaricare da Torrent, chissà prima di ottenere il film giusto quanta bella robina avrete in download), Stealth La mummia 3Hurricane è una così cosmica troiata che la sua visione assume più le connotazioni di un’esperienza di vita che di un semplice assistere ad un’opera cinematografica.

Heist disaster movie vengono infatti fusi da un mad scientist in un frullato peggio di malriuscito, che però raggiunge il mirabile obiettivo di incastrare tra loro ogni cliché possibile dell’uno e dell’altro genere.

Reazione umana proporzionata al fatto che un cialtrone come Cohen diriga ancora?

Il tutto viene presentato con un’apertura flashbackosa di rara pigrizia, da cui Madre Natura può trarre ragionevoli motivazioni sulla bontà dell’estinzione umana, essendo essa presentata come vera villain del film: la parete ventosa del tornado, infatti, assume l’immagine di un teschio, una fetecchia a metà strada tra il Marchio Nero dei nemici di Harry Potter ed il faccione della mummia Imhotep.

Reazione umana consona ad una scelta stilistica di ineluttabile squallore?

Spiccano come vestirsi da Ronald McDonald durante una veglia funebre degli effetti speciali vomitati dal peggiore dei programmi piratati di computer grafica; il budget comprensivo di 35 milioni di dollari, che Dio sa dove siano stati spesi, offre infatti un comparto tecnico che più che al già becero Twister si avvicina all’imperdonabile Sharknado, con lo spettatore che seriamente quasi si aspetta uno Ian Ziering armato di improbabile motosega affettare il vile selachimorpho.

Reazione umana derivante dalla non comprensione delle basi sull’uso del green screen?

Il cast di questa vibrante cazzatona vede come uno dei nomi illustri Ryan Kwanten, ex partecipante di Vampiri sexy per teenager in calore e che personalmente ricordo nel piacevole (quello sì, non sono ironico) cortometraggio The Truth in Journalism.

Insieme a lui Maggie Grace, espressiva quanto un monumento di Garibaldi, nei panni della classicissima squinzia cazzuta improbabile, mentre personalmente non mi capacito di quanto in basso sia finita la carriera del povero Cristo Toby Kebbell, che ultimamente ha inanellato una progressiva sequenza di Fibonacci di pestilenziali cagate, tra cui possiamo menzionare Fantastic 4Warcraft, il remake di Ben Hur Kong: Skull Island, l’unico che lontanamente si salvi.

Reazione umana successiva all’afferrare quale parabola discendente abbia intrapreso la carriera di un buon giovane attore?

Ovviamente il film ha bombato al botteghino, incassando solo 14 milioni di dollari.

Sorpresona.

Hurricane – Allerta uragano.

Un film casuale.

Estremo.

Imponderabile.

Una puttanata.

 

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Commenti su: "Hurricane – Allerta uragano" (3)

  1. Guarda, se parliamo di film ignoranti ambientati in Alabama non possiamo non citare il tamarrissimo The Baytown Outlaws – I fuorilegge: l’hai visto?

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