L'amichevole cinefilo di quartiere

It Follows

Every breath you take
Every move you make
Every bond you break
Every step you take

TRAMA: Con suo enorme sconcerto, una giovane scopre che il suo ragazzo le ha trasmesso una pericolosa maledizione che si trasmette da un corpo ad un altro attraverso i rapporti sessuali.
Da quel momento, la ragazza inizia ad avere strane visioni…

RECENSIONE: 

Buon horror che riesce a non scadere troppo nei cliché realizzativi del genere (jump scares su tutti, qui centellinati ed inseriti solo in contesti in cui effettivamente funzionano), It Follows è una pellicola horror del 2014 di piacevole intrattenimento e con più di una freccia al proprio arco.

Grazie all’azzeccata regia di David Robert Mitchell, la cui camera abbonda sia di movimenti ampi e lenti che contribuiscono enormemente all’allargamento del campo scenico sia, viceversa, di inquadrature alle spalle dei soggetti in modo da comprimere il nostro occhio ostacolandolo, il film offre uno spettacolo godibile visivamente mettendosi però anche al servizio di una trama piuttosto semplice ma accattivante.

I tempi narrativi, soprattutto nella fase iniziale, sono piuttosto lenti, affrancandosi così da fastidiose facilonerie come il mostrare rapidamente “l’origine del killer”, ma contenendo anche un inizio azzeccato contribuiscono enormemente alla creazione di un’atmosfera narrativa immersiva.
Come un automobilista esperto in una tortuosa strada montana, infatti, il film ingrana e scala marce lungo tutti i suoi centoquaranta minuti di durata, optando di volta in volta per una tipologia di ritmo invece di un’altra con maestria sicura e senza subire patemi di sorta.

Alla lentezza del ritmo si unisce inoltre l’incedere costante e compassato dell’antagonista, altro elemento di enorme spaccatura rispetto agli stilemi tipici del settore cinematografico di riferimento, caratterizzati spesso da assassini rapidi, frenetici e fulminei.

La lentezza, paradossalmente, risulta ancora più inquietante della velocità, perché offre la medesima idea di futura ineluttabilità tipica della morte stessa: mentre i ragazzi protagonisti sono spesso di corsa o in veloci spostamenti mediante l’automobile, il villain si prende con calma i suoi tempi sapendo che prima o poi li raggingerà, con una distinzione manichea narrativamente molto interessante.

Molto stimolante intellettualmente anche il legame tra il mostro ed il sesso, con l’entità paranormale omicida che va a sovrapporsi metaforicamente all’AIDS o alle malattie veneree in genere.

Che una cosa, un essere, un “it”, che ponga un marchio sulla tua persona e possa venire a cercarti indefessamente per eliminarti sia derivante da un rapporto sessuale, ossia qualcosa di intrinsecamente piacevole per la nostra natura biologica, va a toccare il connubio amore-morte conferendo al film elementi di natura psicologica fondamentali per distinguerlo dalla grande massa di opere co-genere troppo spesso adagiate su fattori banali e stravisti.  

Discreto il giovane cast, in particolare una preoccupata Maika Monroe, archetipo fisico dell’adolescente statunitense bionda, molto simile all’Hilary Duff di Lizzie McGuire.  

Buon successo sia di critica che di pubblico: costato due milioni di dollari ne ha incassati globalmente circa ventidue.

 

P.S. Un blog ha calcolato la distanza percorsa dalla “cosa” durante il film.

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Commenti su: "It Follows" (4)

  1. Non a caso io sono uno di quel pubblico a cui è piaciuto molto, certo, non un capolavoro ma un film che nella sua “semplicità” riesce ad inquietare e offrire una visione coinvolgente 😉

  2. Maika Monroe l’ho vista proprio oggi in un altro film: The Silent Man. Poteva venire molto meglio, perché il regista non ha capito che alcune scene potevano venire caricate di un pathos molto maggiore; tuttavia, questo film ha il grande pregio di riuscire a far capire in modo molto facile i meccanismi di un mondo (quello della politica americana) che invece è molto complesso. The Silent Man è quello che in ambito letterario viene definito “un’opera divulgativa.” Un’ottima opera divulgativa, aggiungerei.

  3. The Butcher ha detto:

    It Follows è stato uno dei film horro migliori usciti in questi ultimi anni. Adoro quando negli horror non sai che forma ha veramente la creatura. Il non-sapere spaventa molto di più rispetto a un mostro orrendo.
    Tra l’altro adoro come il regista ci abbia fatto capire come questi adolescenti siano totalmente abbandonati a se stessi. Non si sono visti adulti durante il film o se ci sono stati erano come sfondo. Un film intelligente come lo sono stati Babadook, The VVitch, The invitation e Train to Busan (ci aggiungo anche A quiet Place, che ho davvero adorato).

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