L'amichevole cinefilo di quartiere

«A Riccà, ma mo’ ancora qua stàmo? Ma nun era ‘n’idea demmerda?»

«A Francé, ma che stai a dì?? Cor primo se sémo fatti più de 770 mijoni, mica du’ piotte. T’o ho detto che la ggente è ‘sti film che va a vede, mica li pipponi intellettuali. ‘Nnamo su, che mo’ cor secondo fàmo er botto.»

TRAMA: La squadra di eroici disadattati spaziali guidata da Peter Quill viaggia attraverso la galassia, nel tentativo di scoprire le vere origini di Peter.

RECENSIONE: Due anni dopo il primo capitolo sul gruppo di supereroi Marvel che nessuno aveva mai sentito/apprezzato/cagato di striscio prima dell’uscita del suddetto film ma che improvvisamente tutti adorano perché la mente umana segue vie insondabili, tornano al cinema i Guardiani della Galassia.

Cosa possiamo dire…?

Niente.

No, dai, non facciamo i faceti: con la conferma del cast tecnico ed artistico precedente, Guardiani della Galassia Vol.2 si poggia abbastanza pedissequamente sulle basi del primo episodio tentando di ampliarne l’universo narrativo, aggiungendo quindi nuovi personaggi, nemici, alleati e puntando a maggiore peso introspettivo.

E qual è il risultato?

Sorprendentemente decente.

Nonostante la prima pellicola, e qui mi scuso per il linguaggio probabilmente troppo tecnico per i non cinefili, mi abbia fatto venire la diarrea a coriandoli, ho trovato questo seguito superiore; migliora infatti sia in termini narrativi (qui una parvenza di trama, pur abbozzata, c’è, là le cose succedevano a caso) che per quanto concerne lo sviluppo dei personaggi, i quali essendo già noti allo spettatore non necessitano di lunghe sequenze di presentazione smembra-gonadi.

Una delle ragioni principali del miglioramento qualitativo di questo sequel sta inoltre in uno dei suoi elementi di maggiore spicco, ossia la comicità: se nel Vol. 1 era caratterizzata da una stupidità infantile e francamente fastidiosa alle sinapsi, qui si vira maggiormente verso il più oggettivo nonsense (quasi alla Rat-Man, mi verrebbe da dire) che può quindi incorrere nel favore di più gusti.

Sì, insomma, per apprezzarlo non siete obbligati ad avere 13 anni come età fisica o mentale.

Si nota inoltre da un punto di vista tecnico maggiore cura negli effetti speciali e, soprattutto, nella fotografia, che a differenza del Vol. 1 talvolta dimostratasi poco approfondita, qui sfrutta maggiormente tonalità vivaci di paesaggi ed epidermidi.
Nonostante talvolta i corpi fisici degli attori non si incastrino granché bene con la CGI a causa di fondali un po’ fintacchioni, il lato visivo risulta complessivamente più che dignitoso ed adatto alla bonaria baracconata di grana grossa che è questa pellicola.

Quindi ricapitolando abbiamo: colori sgargianti, sconclusionati personaggi fuori di testa ed esplosioni.

Cosa manca all’elenco di elementi semplici, immediati e gigioni per attirare il pubblico?

Semplice.

Questo aborto qua.

Il genere supereroistico è rivolto ad un pubblico prevalentemente (coff coff quasi esclusivamente coff coff) maschile, e per attirare il gentil sesso l’unica arma dei produttori sono i pettorali/addominali/dorsali ed altri muscoli che finiscono con “ali” di attori che si sono spaccati il culo in palestra per mesi?

Bene, da ora non più: abbiamo l’inserimento del “personaggio carino e cuccioloso”.

Se non fosse che qui è un terrificante bambino/albero con la faccia di Voldemort senza narici, due occhi che ricordano il pozzo di Samara in The Ring e le stesse appendici della baby mano di Deadpool.

Ehm…

Io sono Groot………..?

Nonostante non sia come detto un film disprezzabile, non è nemmeno esente da difetti.

Una pellicola può essere divertente e scanzonata quanto volete, ma due ore e un quarto sono eccessive, sia considerando il plot non propriamente complesso (in fin dei conti molti personaggi sono solo diversivi per la trama) sia perché la comicità richiederebbe tempi più fulminei ed immediati.

Per quanto dimostrino maggiore maturità (minore obiettivamente era difficile) e per quanto possano offrire un diversivo dall’eccessiva somaraggine del contesto, i rapporti morali conflittuali tra i vari personaggi se analizzati con un minimo di attenzione si dimostrano piuttosto classici e didascalici; il risultato è rimanere quindi a metà via tra una profondità che avrebbe portato il film ad un livello qualitativo superiore ed un Psicologia 1.01 un po’ scorreggione e di grana grossa.

E ad una drammaticità generale così basilare che al confronto Babe, maialino coraggioso pare Salvate il soldato Ryan.

Ah, e non essendone fan a prescindere immaginate la mia gioia nello scoprire che qui le scene dopo i titoli di coda sono ben cinque.

Il cast artistico è come già accennato lo stesso del primo film con qualche aggiunta, alcune azzeccate ed altre meno.

Se da un lato ho infatti trovato carinissimo il personaggio di Mantis, buffa aliena empatica interpretata dalla canadese Pom Klementieff che funge sovente da espediente comico, penso sia stata parecchio sprecata la brava Elizabeth Debicki nel vestire i dorati panni della leader degli alieni Klimt provenienti dal pianeta Springfield.

Ah, questa è la seconda recensione nelle ultime tre in cui mi chiedo “Che cazzo ci fa Kurt Russell in ‘sta roba?”.

No sul serio, Snake, torni a fare roba impegnata, Cristo!

Guardiani della Galassia Vol.2 è nel suo genere un buon film, ideale per passare una serata leggera leggera facendosi quattro risate.

Come l’ultimo film recensito, Kong: Skull Island non siamo di fronte a qualcosa di memorabile, ma già essere migliore di parecchie opere del proprio stesso genere è un elemento che personalmente apprezzo.

E che quindi mi basta.

P. S. La colonna sonora è una chicca dietro l’altra.

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Commenti su: "Guardiani della Galassia Vol. 2" (19)

  1. Rieccomi! Toglimi una curiosità: ma Sly è truccato da mostriciattolo anche lui? Se sì, mi puoi linkare una foto che mi mostri come si è conciato? 🙂

    • Ah ah, no, con lui si sono trattenuti 🙂 una foto non la ho, puoi provare con Google “Stallone Guardians of the Galaxy 2” e vedere se ti salta fuori qualcosa, ma è un ruolo molto piccolo.

    • Non credo si tratti proprio di Stunt Casting: la sua partecipazione è stata a lungo secretata e non mi pare sia stata sfruttata durante il battage pubblicitario.
      Dal mio punto di vista, la cosa veramente interessante, è che il finale suggerisce un suo ritorno nel prossimo capitolo e con un ruolo ben più centrale.
      incrociamo le dita!!!

      • Incrociamo le dita perché torni oppure no? 😉

      • la presenza di sly è condizione bastante per la visione, sempre 😀

      • Mi fa proprio piacere che Sly venga coinvolto in queste produzioni di serie A: I mercenari prima e Creed poi hanno rilanciato la sua stella, e quindi il tempo in cui doveva accontentarsi di piccoli ruoli in film di serie Z (uno perfino di Bollywood) è finalmente finito. E chissà, magari a forza di fare film di alto profilo potrebbe tornare pure alla notte degli Oscar… incrociamo le dita anche per questo! 🙂

  2. Liza ha detto:

    Mo’ te du’ pizze sa’????
    IO SONO GROOOOOOTTTT !

  3. Liza ha detto:

    Te ringrazio pe’ ‘a pischella
    Mo’ arrossisco n’attimo poi torno.
    Ps.Colonna sonora spettacolare come bel primo. 😉

  4. Io ho avuto paura di andarlo a vedere. Non so se sono cambiata io o questi film che peggiorano sempre, mi sorprende leggere che sia addirittura decente.
    Un giorno mi verranno i sensi di colpa per questa lacuna e lo vedrò.

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