L'amichevole cinefilo di quartiere

oceania-locandinaSì, in originale questo film si chiama come una delle più note pornostar italiane.

Non farò battute in proposito, apprezzate la buona volontà.

TRAMA: Vaiana è una vivace adolescente che intraprende un’audace missione nel tentativo di salvare il proprio popolo e dimostrarsi un’esperta navigatrice.
Durante questo viaggio incontra il leggendario semidio Maui, con il quale attraverserà il mare aperto affrontando numerosi ostacoli.

PREGI:

– Mata: ormai non è nemmeno più una novità per grandi produzioni del cinema d’animazione.

Visivamente Oceania è un’opera spettacolare, una vera orgia di colori accesi, vivi e tropicali: l’oceano, la sabbia e la vegetazione brillano di luce propria, risultando estremamente piacevoli all’occhio.

Ad essi si aggiunge lo stilema estetico caratteristico per gli umani, che contribuisce ad immergere lo spettatore nelle atmosfere polinesiane oceaniche; fattore importante quando si opta per una localizzazione geografica tanto specifica.

Nonostante sia tipico dell’animazione moderna, grazie ad un ormai consolidato e sapiente uso della computer grafica, non si deve correre il rischio di dare tale elemento per scontato, ma sottolinearne sempre l’alta qualità.

oceania-oceano

– Valea: Nella versione originale il semidio Maui è doppiato da Dwayne Johnson, alias l’ex wrestler The Rock.

Compresa nella parte c’è una canzone (la più orecchiabile dell’intera pellicola, tra l’altro) chiamata You’re Welcome, in cui oltre ad un ritmo frenetico e molto catchy il bestione doppiato da un altro bestione sfrutta la mobilità dei propri tatuaggi.

Una delle sequenze più meravigliosamente nonsense del 2016.

oceania-maui

– Fa’aaloalo: Messaggio ecologico che inserito in un cartone animato male non fa mai: non giocate con Mamma Natura, perché le conseguenze potrebbero essere assai deleterie.

Utile per sensibilizzare un minimo le nuove generazioni.

DIFETTI:

– Fiu: Tutto bello, tutto giusto, tutto a regola d’arte.

Canzone citata a parte, però, manca magari un guizzo di imprevedibilità, di brio e di frizzantezza che possa trascinare nel sogno le menti dei bambini ed intrattenere in modo soddisfacente anche gli adulti.

In Oceania questo fattore manca, vuoi per aver forse puntato troppo sull’occhio e poco sullo spirito, vuoi perché ormai alcune major godono di un credito che, per quanto giustificato dagli ottimi prodotti e dai più che soddisfacenti risultati al box office, forse le impigrisce in fase di scrittura.

Come per l’enorme fenomeno di massa Frozen, dispiace assistere a pellicole così incredibili visivamente ma purtroppo con trame inutilmente confusionarie (là tra i ghiacci) o in fin dei conti debolucce (qui in Polinesia).

This image released by Disney shows characters Grandma Tala, voiced by Rachel House, left, and Moana, voiced by Auli'i Cravalho, in a scene from the animated film, "Moana." (Disney via AP)

– Teine: Moana/Vaiana è purtroppo un personaggio già visto più e più volte: una ragazza fiera, entusiasta e determinata che non si accontenta del piccolo mondo in cui vive, ma desidera ardentemente nuove avventure per ampliare i propri orizzonti.

Per quanto il suo viaggio non sia esclusivamente volontario ma sia necessario per la salvezza della sua gente, non si può fare a meno di notare quanto il “volere di più” la accomuni a molte protagoniste Disney prima di lei.

Possiamo ricordare ad esempio in tutto o in parte Alice, Bianca, Ariel, Belle, Jasmine, Mulan, Jane, Rapunzel o la più recente Judy Hopps dell’ottimo Zootropolis.

Quando il ribaltare uno stereotipo diventa esso stesso uno stereotipo.

oceania-vaiana

Vaiana inoltre soffre un po’ troppo la sua spalla comico/eroica, al cospetto del quale attua spesso una sottomissione che la rende narrativamente subalterna nelle sequenze comuni ai due, nonostante il ruolo di primo piano dovrebbe essere della giovane donna.

– Matagi: sì, lo so che in un film d’animazione con esseri magici a bizzeffe non bisognerebbe prendersi troppo sul serio.

Sì, lo so che è un po’ forzata come pecca.

Ma se un viaggio si svolge su di una barca a vela, accettare che il vento soffi sempre in ogni direzione comoda per le esigenze dei protagonisti è far passare in cavalleria un po’ troppo.

oceania

Consigliato o no? Sì, per godersi uno spettacolo visivo ottimo. Purtroppo con una sceneggiatura più solida il risultato complessivo sarebbe stato migliore.

Buon film, ma forse una mezza occasione sprecata per puntare all’eccellenza.

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