L'amichevole cinefilo di quartiere

Ovvero saltiamo di palo in frasca.

Brevi opinioni sparse su tre film molto diversi che ho visto durante gli ultimi dieci giorni.

Lui-è-tornato-locandinaLUI È TORNATO

TRAMA: Adolf Hitler si risveglia nella Berlino dei giorni nostri, moderna e multietnica. Disorientato dalla situazione, quando viene scambiato per un comico che imita il dittatore decide di sfruttare la popolarità acquisita per approdare in televisione, dove ritiene di poter ricominciare la sua ascesa al potere.
Basato sull’omonimo bestseller satirico di Timur Vermes del 2012.

RECENSIONE: Arrivo subito al dunque: questo è uno dei film più sottilmente intelligenti che io abbia visto negli ultimi anni.

Lui è tornato parte infatti come una sequela di finte interviste in stile Borat per poi trasformarsi in una ficcante esposizione delle differenze e (soprattutto) similitudini tra la Germania attuale e quella del Terzo Reich.

I rapporti piuttosto difficili tra cittadini e stranieri, le distanze tra eletti ed elettori (con la moderna classe politica tedesca sbeffeggiata da un perplesso e sarcastico Führer) ed il legame esistente tra un carismatico leader ed i mezzi di comunicazione di massa evidenziano la loro immutabile costanza nonostante le epoche molto diverse.

La storia è quindi destinata a ripetersi vista l’omogeneità delle macrorelazioni economiche e politiche, che viene sottintesa dalla pellicola in modo arguto e molto più fine di quanto potrebbe far pensare un incipit narrativo così estremo.

Lui è tornato ha inoltre il grande pregio di accompagnare per mano lo spettatore in un lento ma costante cambio nel registro narrativo, molto più improntato sulla commedia nella prima parte e notevolmente drammatico ed amaro nel prosieguo.

Una pellicola difficile da inquadrare e “spiegare” ma efficace nella sua esposizione. Un peccato che il film (disponibile sulla piattaforma di streaming online Netflix dal 9 aprile) sia stato distribuito nelle sale italiane solo attraverso un evento speciale il 26, 27 e 28 aprile.

Nonno-scatenato-posterNONNO SCATENATO

TRAMA: Un giovane in procinto di sposarsi deve accompagnare il nonno, neovedovo, dalla sua casa in Georgia fino a Boca Raton, in Florida.
Il viaggio riserverà molte sorprese, a cominciare dal carattere dell’anziano…

RECENSIONE: Film che più incentrato sul disimpegno non potrebbe, questo Dirty Grandpa offre 100 minuti circa basati sull’ovvio confronto tra un vecchio fuori ma giovane dentro ed il suo opposto, allineandosi nel filone “strange couple” e regalando qualche sorriso immerso in un oceano di volgarità esplicite.

L’ex teen star Zack Efron ed il maturo divo mondiale Robert De Niro c’entrano l’uno con l’altro come il pesto e la Nutella, e ciò fa scaturire un umorismo dettato non da ciò che si vede (situazioni ben oltre i limiti dell’assurdo e del buongusto) o si sente (ho perso il conto di quante gag vertano sul pene o sul chiavare), ma da quanto la costruzione stessa dell’opera sia lasciata al caso.

High School Musical Toro scatenato?

Ma seriamente?

Se al posto del Bob nazionale ci fosse un anonimo attore aged, il film risulterebbe un volgarotto ma innocuo divertissement; fermarsi però a riflettere sul fatto che questo tizio abbia vinto due Oscar con sette Nomination e negli ultimi anni abbia intrapreso a grandi balzi la via dell’arteriosclerosi è piuttosto deprimente.

Solito messaggio sul rispetto reciproco e sull’importanza del seguire i propri sogni, preceduto con una logica piuttosto labile dalle solite gag riguardanti il bravo ragazzo strafatto, gli afroamericani all’apparenza aggressivi gangsta ma in realtà dal cuore d’oro e le collegiali sessualmente infoiate.

Che tristezza.

veloce-come-il-vento-posterVELOCE COME IL VENTO

TRAMA: Giulia è una giovane pilota che partecipa al prestigioso campionato italiano GT. Durante una delle prime gare il padre ha un infarto e muore; al funerale si presenta Loris, fratello che Giulia non vede da 10 anni, ora tossicodipendente ma un tempo pilota di talento, che pretende di tornare nella sua vecchia casa.

RECENSIONE: Per la regia del romano Matteo Rovere, anche Veloce come il vento è un ottimo film, ed ha in particolare il grande merito di esporre una storia relativamente classica per gli standard del cinema tricolore (la crisi di una famiglia particolare) inserendola però in un contesto nuovo ed originale.

L’ambiente delle corse automobilistiche, dal sapore tipicamente internazionale, si sposa ottimamente con un’ambientazione molto rustica, avente una connotazione non solo italica ma specificatamente regionale (Emilia-Romagna).

Tale commistione di elementi antitetici rende il film apprezzabile dal pubblico nostrano, poiché è evidente la sua diversità rispetto alle altre produzioni artistiche italiane, con elementi che lo fanno emergere qualitativamente senza però voler strafare, soprattutto in fase di regia.

Veloce come il vento non presenta infatti la fastidiosa tendenza allo scimmiottamento di cliché o elementi esteri (in particolare statunitensi, visti i riferimenti nella cultura di massa): un nucleo familiare disfunzionale e con tesi rapporti tra i membri affronta una difficile prova di ricompattamento per il bene della famiglia stessa, somma di numeri primi in un difficile equilibrio relazionale.

Buoni regia e montaggio, un’ottima Matilda De Angelis nei panni della giovane tosta protagonista ed un Accorsi in stato di grazia (altro che “du gust is mei che uan”) rendono Veloce come il vento un’opera di buona qualità sicuramente meritevole di visione.

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Commenti su: "Serenate Medley – Lui è tornato, Nonno scatenato, Veloce come il vento" (7)

  1. Dei film recensiti ho solo visto Veloce come il Vento e non posso far altro che concordare con te. Purtroppo mi sarebbe piaciuto vedere “Lui è tornato” ma purtroppo non ce lo fatta (quei giorni ero occupato). Mi dispiace che un film del genere sia stato messo in sala solo per tre giorni.

  2. cavolo, non ho visto nessuno dei 3… devo tornare al cinema! 😀

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