L'amichevole cinefilo di quartiere

Archivio per dicembre, 2015

Pillole di cinema – Il ponte delle spie

il-ponte-delle-spie locandinaHe’s never caught one spy untold
He’s never even caught a cold
Got his degree from Disney Land
But he’s the last of the secret agents
And he’s my man.

TRAMA: Tratto da una storia vera. Un avvocato americano si ritrova al centro della guerra fredda quando gli viene assegnato l’incarico di negoziare il rilascio di un pilota il cui aereo spia U-2 è stato abbattuto sopra l’Unione Sovietica.

PREGI:

– Basi: La buona (o pessima) qualità di un film dipende principalmente dal suo “manico”, ossia dal connubio regia-sceneggiatura, che si incanala poi nell’interpretazione degli attori.

Nonostante il cast venga considerato dal grande pubblico come l’elemento cardine per determinare se i soldi del biglietto siano stati ben spesi o buttati nel water, esso è un tramite (necessario ed indispensabile, ovviamente) dell’ossatura dell’opera.

Per quanto capace, un attore difficilmente può risollevare più di tanto il livello di un film mediocre, ed è quindi basilare che le fondamenta della pellicola siano realizzate con cura.

Qui lo sono: la regia dimostra un uso di camera sapiente, riuscendo ad optare per una scelta di inquadrature funzionale ai vari segmenti narrativi, e la sceneggiatura (ad opera dei fratelli Coen) dimostra una apprezzabile solidità narrativa.

il ponte delle spie processo

– Tom Hanks: Alla sua quarta direzione da parte di Spielberg l’attore californiano offre una prova maiuscola, interpretando un personaggio tutto d’un pezzo che riesce a farsi apprezzare dallo spettatore senza però risultare esageratamente candido, ma mantenendosi quindi realistico e “vero”.

Il suo James B. Donovan è un legale il cui unico obiettivo è la difesa dei propri clienti, indipendentemente da chi essi siano, e che cerca di adoperarsi al meglio per far sì che i diritti umani e le tutele giuridiche vengano garantiti a dispetto delle cornici situazionali storiche o sociali.

Nel nostro adattamento Hanks è stato ottimamente doppiato da Angelo Maggi, la cui voce si fonde apprezzabilmente con l’espressività dell’interprete creando un efficace rapporto voce-volto e giovando all’ascolto del film in lingua italiana.

il ponte delle spie naks

– Atmosfera: Quanto è importante questo elemento in un film storico…

Ne Il ponte delle spie si percepiscono la fragilità e la tensione dovute ai tesi rapporti tra Stati Uniti, DDR e URSS, trasmettendo allo spettatore una costante ansia unita alla penetrante sensazione di insicurezza per le sorti dei protagonisti.

Questa atmosfera, corredata da una fotografia cupa e gelida, contribuisce ad immergere un pubblico anche digiuno di conoscenze storiche nella complicata realtà di una città spaccata in due e nella difficoltà di mantenere una delicata tregua tra le superpotenze.

il ponte delle spie muro

DIFETTI:

– “Solito” Spielberg: Non è propriamente un difetto, perché ogni regista ha un proprio stile sia narrativo che meramente visivo (ed è giusto sia così, al contrario ci sarebbe troppa monotonia cinematografica), ma è lampante che anche in questa sua ultima opera l’occhio di uno spettatore attento possa notare alcune firme distintive del regista nato in Ohio.

Dall’amore per la ripresa di dialoghi focalizzati su temi ampi e generali (qui la giustizia), ai movimenti di macchina per seguire gli spostamenti dei personaggi facendo scaturire attraverso essi reazioni emotive o al feticismo per le lampade e le illuminazioni intense, se non siete tra gli estimatori di questo director preparatevi.

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Consigliato o no? Assolutamente sì. Il ponte delle spie è un ottimo film sotto ogni punto di vista, ben costruito e che dimostra una credibile ricostruzione storica.

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Star Wars: Il risveglio della Forza

il risveglio della forza locandinaÈ la recensione.
Questa è l’arma degli appassionati di cinema.
Non è goffa o erratica come un post su Facebook. È elegante, invece, per tempi più civilizzati.
Per oltre cento anni gli appassionati di cinema sono stati i guardiani di obiettività e giustizia nella vecchia civiltà, prima dell’oscurantismo, prima delle cazzate.

TRAMA: Sono trascorsi trent’anni dai fatti raccontati ne Il ritorno dello Jedi, e tre nuovi personaggi si affacciano nella saga. Si tratta di Finn, uno stormtrooper in pericolo, Rey, una ragazza proveniente dal pianeta desertico Jakku, e Poe, un pilota membro della Resistenza in missione per conto della Principessa Leia.

RECENSIONE: Appartenente ad una delle più celebri saghe della storia del cinema e a distanza di ben 32 anni da Il ritorno dello Jedi, ultimo episodio sia considerando l’ordine cronologico sia il rispetto della umana decenza (tanto apprezzo gli Episodi IV, V e VI quanto detesto i recenti prequel, perciò, nel caso amiate questi ultimi, questa non è la recensione che state cercando), Il risveglio della Forza è senza ombra di dubbio uno degli eventi cinematografici più attesi e spammati in tutte le salse degli ultimi anni.

Ora bisogna rispondere alla domanda che tutti si stanno ponendo da settimane.

JAR JAR È DAVVERO IL SIGNORE DEI SITH?!

jar jar sith risveglio forza

Scherzi a parte, com’è questo famigerato “Episodio VII”?

Il risveglio della Forza è il capitolo più lontano nel tempo e allo sesso tempo più simile al capostipite della serie, Una nuova speranza (1977).

I punti in comune tra i due film risiedono principalmente negli snodi fondamentali della trama e nelle tematiche: i protagonisti dal cuore puro, il viaggio, le prove, gli antagonisti all’apparenza invincibili, il mentore e la maturazione sono aspetti molto importanti nella storia della narrativa, e rappresentano il motivo del grandissimo successo di questa saga.

il risveglio della forza cast

Tali elementi costituiscono infatti i tòpoi dell’epica, qui reinseriti in una veste moderna.
Al di là di una ovvia cornice fantascientifica, infatti, la base espositiva contiene numerosi elementi classici, dando alla storia una connotazione maggiormente generale e in grado di conservarsi nel tempo.

Altro elemento degno di nota in tal senso è l’inserimento di tantissimi riferimenti alla trilogia originale.
Oltre naturalmente a far piacere ai fan, queste aggiunte hanno lo scopo di rimarcare maggiormente il trait d’union con le precedenti opere, e ciò si dimostra utile vista anche la notevole distanza temporale tra questo film e quello suo anteriore cronologicamente.

il risveglio della forza nave

Sul lato prettamente tecnico, l’impianto visivo è di ottima fattura.

La regia riesce a focalizzarsi sull’azione, e ciò è funzionale dato il genere di appartenenza, dando però allo spettatore anche una positiva sfumatura di ampio respiro del tutto; ponendo attenzione anche agli sfondi o a quanto accada nel background delle inquadrature si nota infatti come non ci si sia limitati a schermate di CGI fatte alla viva il parroco, ma si cerchino cura e completezza.

Ciò aumenta di conseguenza il realismo, anch’esso necessario considerando l’appartenenza dell’opera al genere sci-fi, il quale rende la sospensione dell’incredulità da parte del pubblico maggiormente opportuna.

il risveglio della forza scena 1

La fotografia gioca con luci e colori creando interessanti contrapposizioni tra i due lati della Forza.

Se per il Bene abbondano filtri caldi e tinte naturali (in particolare colorazioni verdi, azzurre e marroni), evidenziando così il legame che i personaggi hanno con il mondo che li circonda, per il Male si vira molto più frequentemente sui toni di bianco e nero, con una luce più asettica.
Bianchi nivei, neri tenebra e grigi meccanici fanno risaltare la quasi estraneità dei membri del Primo Ordine (alias la nuova versione narrativa dei nazisti) a ciò che li circonda, e la loro volontà di dominio e cieca distruzione.

il risveglio della forza primo ordine

Al cast viene operato un ovvio ricambio generazionale, basato comunque su terzetti.
Il dato positivo di questa scelta è che la nuova trinità non sia una semplice copia carbone di Skywalker-Solo-Organa, ma una proposizione di characters che sono quasi fusioni e amalgame di aspetti caratteriali presenti nei vecchi protagonisti.
Non è possibile quindi (per fortuna) porre in essere perfetti abbinamenti tra vecchi e nuovi interpreti, e ciò giova parecchio al film, considerando che stiamo comunque parlando del settimo (set-ti-mo) capitolo della stessa saga.

Nonostante per quanto mi riguardi questo sia il quarto.

il risveglio della forza oscar isaac

Su uno in particolare tra i nuovi volti bisogna aprire una doverosa parentesi.

Dato che la quasi totalità degli sceneggiatori hollywoodiani è maschile, per ovvi motivi essi fanno più fatica a scrivere personaggi femminili convincenti.

Nello specifico, purtroppo, questi ultimi vanno a ricadere spesso in due tipologie: le damigelle da salvare che non hanno nessuna utilità dal punto di vista della storia, totalmente dipendenti dal proprio uomo, e, viceversa, novelle Principesse Guerriere ammazzatutti e caratterialmente bidimensionali.

Ne Il risveglio della Forza c’è lei.

il risveglio della forza rey

Interpretata da Daisy Ridley, Rey è un personaggio proveniente da un pianeta che per comodità espositiva chiameremo “Tatooine 2”, e che viene presentata come la ragazza che cerca di arrabattarsi come può in un mondo ostile.

È determinata, ma ha anche le sue debolezze.

È molto in gamba, ma anche umana.

Ha un buon senso dell’umorismo, ma è anche un personaggio sfaccettato ed interessante.

Signore e signori.

Ho il piacere di annunciarvi che Rey, del film Star Wars: Il risveglio della Forza…

è un personaggio femminile BEN COSTRUITO e NARRATIVAMENTE PROFONDO.

Faccio un appello a voi della Disney: nei prossimi due film potete inserire ciò che volete.

Potete ribadire che Greedo abbia sparato per primo.

Potete nominare di nuovo i midichlorian.

Potete anche far riapparire Jar Jar (ok, magari ora sto esagerando).

Ma vi prego, vi supplico e vi scongiuro NON SMINCHIATEMI QUESTO PERSONAGGIO.

il risveglio della forza rey 2

Per quanto riguarda gli altri, John Boyega è il classico eroe per caso, colui che sa di essere nella fazione sbagliata e si gioca il tutto per tutto seguendo il suo cuore.

Non un brutto personaggio, e con un background formativo che spero venga ampliato col prosieguo della saga.

Oscar Isaac (recentemente nel buon Ex Machina) è un pilota della Resistenza, e funge da veicolo principale delle battaglie aeree della pellicola, ben rese e con una buona dose di spettacolarità.

Star Wars: The Force Awakens Ph: Film Frame © 2014 Lucasfilm Ltd. & TM. All Right Reserved..

Domhnall Gleeson (anche lui in Ex Machina) ed Adam Driver sono i volti nuovi del Male.
Giovane e rampante generale il primo, guerriero del Lato Oscuro il secondo, offrono entrambi un’interpretazione convincente, senza mostrare patetismi inutili e mantenendosi bene tra le righe.

Harrison Ford torna nei celebri panni della sua adorabile canaglia…

indiana jones ford

No, l’ALTRA adorabile canaglia, riuscendo a non scadere eccessivamente nell’effetto ’74-’75, e ad irrorare il film di piacevole ironia scanzonata.

In generale Il risveglio della Forza si dimostra un film di fattura molto buona, che batte 10-0 La minaccia fantasma e che può provocare un cauto ottimismo sul futuro della celebre saga a base di spade laser e fucili blaster.

In bocca al lupo per i prossimi due giri di giostra, signori.

E che la Forza sia con noi.

Pillole di cinema – Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick

heart of the sea locandinaChiamatemi Serenate.

TRAMA:  Adattamento cinematografico del romanzo Nel cuore dell’oceano – La vera storia della baleniera Essex (In the Heart of the Sea: The tragedy of the whaleship Essex), scritto da Nathaniel Philbrick nel 2000 sulla storia della baleniera Essex, evento che ha ispirato Herman Melville per la stesura del suo celebre Moby Dick.

PREGI:

– Senso di avventura: In una storia che vede la presenza di una nave baleniera, comandanti in conflitto e un aggressivo cetaceo, è molto importante tenere un ritmo sostenuto, che anche nelle fasi di stallo narrativo non deteriori nella pesantezza o nella noia.
Heart of the Sea riesce bene nell’intento, grazie ad un plot interessante che permette allo spettatore di appassionarsi alla vicenda e a godere dei suoi successivi sviluppi, catturando la sua attenzione.

Inoltre, cornice marina a parte, si ha comunque davanti una storia di uomini in difficoltà, e ciò aumenta l’immedesimazione e l’empatia provata dal pubblico.

heart-of-the-sea- hemsworth

– “In the Navy / yes, you can sail the seven seas…”: Pregio legato in parte al punto precedente, nella pellicola è stata ben resa anche l’atmosfera prettamente marinaresca, grazie ad una ricostruzione storica e tecnica solida, una buona recitazione da parte degli attori (sì, anche Thor) e un uso della CGI sapiente per quanto concerne il capodoglio e le creature marine presenti.
Ciò contribuisce a diminuire l’effetto “baracconata al computer” e dare una maggiore idea di realismo.

Vero, Jurassic World?

Heart of sea cast

– Fotografia: Curata dal Premio Oscar 2009 Anthony Dod Mantle, tale elemento assume connotazioni quasi pittoriche.
Virando spesso su tinte sature dai toni gialli e blu, il colore e la luce paiono stesi sulla pellicola a vere e proprie pennellate, e questa scelta tecnica risulta particolarmente efficace per un’opera ambientata nella prima metà del 1800.

heart of the sea fotografia

– Cast: Il mantra “Facce giuste nei ruoli giusti” sembra banale, ma non lo è.

Vero, Megan Fox/April O’Neil?

Il “Thunder from Down Under” Chris Hemsworth, al secondo film di Ron Howard dopo l’ottimo Rush, è una buona scelta come primo ufficiale coraggioso e fattosi da sé, mentre Benjamin Walker (ex Abraham Lincoln ammazza-mostri) con la sua faccia pulita è spocchioso ed ottuso il giusto.

In ruoli minori Brendan Gleeson, Tom Holland (futuro Spider-Man prepuberale) e Cillian Murphy; Ben Whishaw (recente Q in Spectre) interpreta lo scrittore Herman Melville.

Parti in generale piuttosto classiche ma nel complesso funzionali allo sviluppo narrativo, e tanto basta.

Heart of sea melville

DIFETTI:

– Green screen mon amour: Purtroppo, nonostante la buona qualità complessiva del film, nei piani di camera più ravvicinati si nota una certa artificiosità dello sfondo, dovuta all’uso del chroma key.

Niente di così finto da notarsi ad un chilometro di distanza (vero, La battaglia delle cinque armate?) e alla fine della fiera non un elemento di particolare disturbo, ma essendo una pecca è giusto menzionarla.

Consigliato o no? Se avete apprezzato il romanzo di Melville sicuramente sì. Nel caso non ne abbiate letto neanche una pagina, comunque un’opera complessivamente più che buona e decisamente meritevole.

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