L'amichevole cinefilo di quartiere

the-last-witch-hunter--l-ultimo-cacciatore-di-streghe locandina– Suvvia, “niente cazzate”.

– Ho forse detto “niente cazzate con Vin Diesel”?!

TRAMA: Kaulder è un cacciatore di streghe che combatte contro le forze del Male da secoli. Poco prima di essere uccisa, infatti, la Regina delle streghe gli ha passato la sua immortalità, in segno di maledizione.
Oggi è l’ultimo cacciatore rimasto, e quando la Regina risorge in cerca di vendetta comincia una battaglia serrata che rischia di distruggere l’intera umanità.

RECENSIONE: Per la regia di Breck Eisner, The Last Witch Hunter è un’opera banale e abbastanza stupida, che al buon cinefilo fa balenare alla mente i bei vecchi tempi in cui a fare i conti con una sposa di Jack Nicholson si era trovato Nicolas Cage.

Qui in particolare si riscontrano inoltre analogie con il dimenticabile/ato Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe, aggiungendo un pizzico di Van Helsing e una spruzzata di Constantine.

Filmoni, eh?

last witch hunter strega

Dato il tema della pellicola mi gioco subito la battuta facile e stereotipata, così me la tolgo dai piedi e possiamo andare oltre.

Eh-ehm:

In The Last Witch Hunter Vin Diesel combatte contro irascibili e terrificanti donne votate al Male.
Tipo quando stringono un patto col diavolo.
O quando hanno il premestruo.

Fatto, andiamo avanti.

Niente Potere del Trio qui, ma personaggi bidimensionali smussati con l’ascia come ogni film squallido che si rispetti.
Attraverso una paurosa accozzaglia di cliché uno più telefonato e stravisto dell’altro (l’highlander smemorato, il vecchio mentore dal cuore d’oro e i cattivi brutti e tetri, ci manca solo la strega lesbica) si riprende il tema della fattucchiera come creatura magica avente un controllo sui quattro elementi (niente Cuore di Kamčatka?), con un’infarinatura leggera leggera di lotta sociale.

Fortunatamente ci risparmiamo Lenin che si scioglie con l’acqua.

the-last-witch-hunter-img07

La regia non si basa sul ritrovamento di un nastro realizzato da escursionisti incauti, ma utilizza le classiche riprese semi-pseudo-tipo-oniriche in cui si va indietro e avanti nel tempo a raffica con relativi cambi di luce e filtri.

Tali passaggi, sottili e delicati come buttare un’incudine in una piscina, non fanno altro che aumentare nello spettatore il pensiero di come avrebbe potuto sfruttare altrimenti il tempo buttato nel guardare il film, con valide alternative come fissare il muro, dormire o spararsi.

Considerando comunque la breve ora e mezza di durata, se non altro questa boiata finirà prima che la foresta di Birnam marci contro di noi.

last-witch-hunter-vin-diesel

Come già accennato in apertura, i temi de L’ultimo cacciatore di streghe sono gli stessi di un qualsiasi film d’azione fantastico/horror o simili che abbiate mai visto nella vostra vita.

L’ultimo guerriero che combatte ed il Male come entità sempiterna sono i principali, e vengono rimarcati in mezzo ad uno stuolo di comprimari inutili, trascurabili e altrettanto stereotipati che costituiscono un pallido contorno.

I dialoghi sono la quintessenza del già sentito, e la sceneggiatura è stata probabilmente ideata a seguito di un’indigestione di cozze, un delirio di febbre malarica o una visione indotta dalla tizia col fratello che corre veloce, perché non si spiega altrimenti la totale mancanza di brio narrativo.

Protagonista il sempre granitico Vin Diesel (è Dìesel, non Diesèl). Adatto ai panni del savio eroe immortale come Denzel Washington alla riunione del Ku Klux Klan, non ha la capacità di iniettare buone dosi di ironia in un film mediocre per tenere sveglia l’attenzione del pubblico, come farebbe uno Schwarzenegger o un Dwayne Johnson.

the last witch hunter diesel

Questa è una grossa pecca, perché la scarsa qualità è già letale di per sé, e se vi si aggiunge un ritmo triste come tre sorelle impiccate, il risultato è tragico.
Tale accoppiata sospende il film in un limbo: sicuramente non una buona pellicola, ma neanche una cazzata disimpegnata e ridanciana per soddisfare la propria voglia di svago.

In una robaccia del genere non speravo certo di vedere Rose Leslie interpretare un memorabile personaggio femminile forte ed indipendente (per la qualità risibile di questa pellicola mi sarei accontentato di lei nuda in una caverna), ma stanca assistere al solito personaggio piatto e con due caratteristiche-due messe alla veloce tanto per non essere tacciati di maschilismo.

the-last-witch-hunter- rose leslie

Ruolo minore per un impalpabile Elijah Wood: non posso sfottere il film per lui, ma posso sfottere lui.

Non è comunque il peggiore dei film possibili (la strega avrebbe potuto avere una bisbetica madre che vi faccia da suocera), ma The Last Witch Hunter è sicuramente un’opera piena di difetti, che anche in un periodo post-Halloween non ha particolari motivi per essere guardata.

P. S. Chi indovina tutti i riferimenti a streghe di altre opere in questa recensione vince un orsacchiotto.

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Commenti su: "The Last Witch Hunter – L’ultimo cacciatore di streghe" (10)

  1. Così al volo vedo le streghe di Eastwick, quelle di Machbet, Vita da Strega, la strega di Blair…e son sicura di averne persa qualcuna…

  2. steutd ha detto:

    invece a me è piaciuto il riferimento a Elijah Wood

  3. Il cuore di Kamcatka è un riferimento alle W.I.T.C.H. e al cuore di Kandraka o su per giù (Disney) e il poteredeltriocoincidecolmio alle sorelle Halliwell di Streghe/Charmed. Su Lenin che si scioglie nell’acqua trovo solo metà riferimento (il mago di Oz). Il resto l’ha già tirato fuori vdm (e alcuni non li ho colti 😛 ) perciò temo che nemmeno io avrò l’orsacchiotto 😛

  4. non punto all’orsetto ma ti stringo la mano, grazie, ero quasi tentata nei fumi dell’alcool di cedere alle lusinghe delle mie amiche che ancora stanno in lutto perché è finita Buffy e andare a vederlo.
    Grazie a dio ho procrastinato fino alla tua recensione

    • Ah ah, no, fidati, non ne vale la pena.

      Non è così passabile da essere decente ma neanche così ironico/divertente da prestarsi ad una “serata cazzata”. Rimane in un limbo di mediocrità e basta.

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