L'amichevole cinefilo di quartiere

mission impossible locandinaCome sempre, se tu o qualche altro lettore doveste annoiarvi o infastidirvi, il blogger negherà di essere al corrente della recensione.
Questo post si autodistruggerà entro cinque secondi.

TRAMA: L’agente Ethan Hunt si ritrova braccato dal Sindacato, un’organizzazione di assassini altamente addestrati che vogliono smantellare la IMF; con l’aiuto della sua squadra dovrà affrontarlo e distruggerlo, a qualsiasi costo.

PREGI:

Tom Cruise: Il mondo è in pericolo?

È in atto un letale balletto di spie in cui molti fanno il doppio gioco?

La sicurezza mondiale è appesa ad un filo?

Nessun problema: il nostro Super Saiyan di Scientology preferito torna a quattro anni dal precedente Protocollo fantasma per una nuova avventura a base di acrobazie improbabili, tour in giro per il globo e tanta azione scanzonata.

mission impossible cruise

Tom Cruise (che recentemente mi ha fatto scialacquare gettoni su gettoni) è ormai esperto in questo ruolo e lo interpreta sempre con molto vigore, eliminando la sensazione presente altrove del tizio senza alcuna abilità che sgomini i cattivi; essendo Mission: Impossible un concerto per violino solista, aver già visto Crociera in azione più volte contribuisce a rendere la vicenda passabile.

Perché, sì, in questa pellicola le leggi della fisica fanno la fine di Cappuccetto Rosso di fronte a una nonna dalle orecchie preoccupantemente grandi.

E, sì, facendoci attenzione si perde il conto di quante volte Hunt sarebbe realisticamente più che defunto.

mission impossible scena

Premesso che lamentarsi del poco realismo di questi film sia sensato come protestare perché Radio Maria non trasmette i Black Sabbath, considerando la totale ignoranza riguardo alla resistenza agli urti del corpo umano una componente che non possa mancare, si è visto di peggio.

Cast di supporto: Ma hai appena detto cheSì, lo so cosa ho appena detto, torna nella tua recensione.

Se si ha come protagonista il classico good guy immortale ammazza-tutti, il modo migliore per non annoiare lo spettatore è quello di circondare tale personaggio da un supporting cast caratterizzato (talvolta anche stereotipato) che possa dare al pubblico un’impressione di maggiore coralità.

Qui ciò è stato fatto:

C’è Simon Pegg come spalla comica esperta di tecnologia, utile per alleggerire i toni e protagonista della maggior parte delle gag.

C’è Jeremy Renner come “maschio beta” di Cruise, utile per spalmare gli umori delle spettatrici su due fustacchioni e che rende meglio quando non si trova in una città che sta volando mentre affronta un esercito di robot con un arco e delle frecce, visto che nulla di tutto quello ha senso.

C’è Rebecca Ferguson come bella gnocca, utile perché è una bella gnocca.

Sì, Hollywood conferma di non creare dei gran personaggi femminili, ma dato che ho già menzionato il concetto nell’ultima recensione, evito di ripetermi.

mission impossible ferguson

Solo un appunto: perché nella maggior parte dei film action bisogna far vedere una donna di spalle che si spoglia?

Perché è un bel vederAncora qua sei?

Premesso che la mia eterosessualità non mi fa disprezzare le donnine discinte, anzi, non si potrebbe per una volta costruire narrativamente un personaggio femminile sfaccettato e complesso, con un ruolo determinante ai fini della storia?

Un ruolo non basato prevalentemente sull’avvenenza, e che non abbia una funzione meramente ancillare del protagonista?

Un ruolo che poss…

mission impossible scena 2

Seh, buonanotte…

DIFETTI:

Antagonista: Mission: Impossible è una saga basata più sull’estremizzazione atletica e tecnologica che sul creare un universo narrativo che abbia come vertice un villain di spicco, per cui non mi aspetto il Dr. No, Blofeld o altri leader della SPECTRE.

Devo però ammettere che Sean Harris, per quanto interpreti un personaggio crudele, mi è sembrato un po’ carente di quel carisma che contribuisce a rendere il villain memorabile anche oltre la conclusione della pellicola.

mission impossible harris

Consigliato o no? In fin dei conti sì. Mission: Impossible è una saga di puro disimpegno, e questo quinto capitolo credo sia uno dei migliori, se non IL migliore tra i quattro seguiti.

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