L'amichevole cinefilo di quartiere

Archivio per agosto, 2015

Pillole di cinema – Mission: Impossible – Rogue Nation

mission impossible locandinaCome sempre, se tu o qualche altro lettore doveste annoiarvi o infastidirvi, il blogger negherà di essere al corrente della recensione.
Questo post si autodistruggerà entro cinque secondi.

TRAMA: L’agente Ethan Hunt si ritrova braccato dal Sindacato, un’organizzazione di assassini altamente addestrati che vogliono smantellare la IMF; con l’aiuto della sua squadra dovrà affrontarlo e distruggerlo, a qualsiasi costo.

PREGI:

Tom Cruise: Il mondo è in pericolo?

È in atto un letale balletto di spie in cui molti fanno il doppio gioco?

La sicurezza mondiale è appesa ad un filo?

Nessun problema: il nostro Super Saiyan di Scientology preferito torna a quattro anni dal precedente Protocollo fantasma per una nuova avventura a base di acrobazie improbabili, tour in giro per il globo e tanta azione scanzonata.

mission impossible cruise

Tom Cruise (che recentemente mi ha fatto scialacquare gettoni su gettoni) è ormai esperto in questo ruolo e lo interpreta sempre con molto vigore, eliminando la sensazione presente altrove del tizio senza alcuna abilità che sgomini i cattivi; essendo Mission: Impossible un concerto per violino solista, aver già visto Crociera in azione più volte contribuisce a rendere la vicenda passabile.

Perché, sì, in questa pellicola le leggi della fisica fanno la fine di Cappuccetto Rosso di fronte a una nonna dalle orecchie preoccupantemente grandi.

E, sì, facendoci attenzione si perde il conto di quante volte Hunt sarebbe realisticamente più che defunto.

mission impossible scena

Premesso che lamentarsi del poco realismo di questi film sia sensato come protestare perché Radio Maria non trasmette i Black Sabbath, considerando la totale ignoranza riguardo alla resistenza agli urti del corpo umano una componente che non possa mancare, si è visto di peggio.

Cast di supporto: Ma hai appena detto cheSì, lo so cosa ho appena detto, torna nella tua recensione.

Se si ha come protagonista il classico good guy immortale ammazza-tutti, il modo migliore per non annoiare lo spettatore è quello di circondare tale personaggio da un supporting cast caratterizzato (talvolta anche stereotipato) che possa dare al pubblico un’impressione di maggiore coralità.

Qui ciò è stato fatto:

C’è Simon Pegg come spalla comica esperta di tecnologia, utile per alleggerire i toni e protagonista della maggior parte delle gag.

C’è Jeremy Renner come “maschio beta” di Cruise, utile per spalmare gli umori delle spettatrici su due fustacchioni e che rende meglio quando non si trova in una città che sta volando mentre affronta un esercito di robot con un arco e delle frecce, visto che nulla di tutto quello ha senso.

C’è Rebecca Ferguson come bella gnocca, utile perché è una bella gnocca.

Sì, Hollywood conferma di non creare dei gran personaggi femminili, ma dato che ho già menzionato il concetto nell’ultima recensione, evito di ripetermi.

mission impossible ferguson

Solo un appunto: perché nella maggior parte dei film action bisogna far vedere una donna di spalle che si spoglia?

Perché è un bel vederAncora qua sei?

Premesso che la mia eterosessualità non mi fa disprezzare le donnine discinte, anzi, non si potrebbe per una volta costruire narrativamente un personaggio femminile sfaccettato e complesso, con un ruolo determinante ai fini della storia?

Un ruolo non basato prevalentemente sull’avvenenza, e che non abbia una funzione meramente ancillare del protagonista?

Un ruolo che poss…

mission impossible scena 2

Seh, buonanotte…

DIFETTI:

Antagonista: Mission: Impossible è una saga basata più sull’estremizzazione atletica e tecnologica che sul creare un universo narrativo che abbia come vertice un villain di spicco, per cui non mi aspetto il Dr. No, Blofeld o altri leader della SPECTRE.

Devo però ammettere che Sean Harris, per quanto interpreti un personaggio crudele, mi è sembrato un po’ carente di quel carisma che contribuisce a rendere il villain memorabile anche oltre la conclusione della pellicola.

mission impossible harris

Consigliato o no? In fin dei conti sì. Mission: Impossible è una saga di puro disimpegno, e questo quinto capitolo credo sia uno dei migliori, se non IL migliore tra i quattro seguiti.

Ant-Man

Ant-Man locandinaAmmazza la Marvel / col flit.

TRAMA: Diversi mesi dopo gli eventi di Avengers: Age of Ultronun ladro deve aiutare lo scienziato Henry Pym a proteggere la tecnologia di una tuta che permette di rimpicciolirsi e al contempo accrescere la propria forza fisica. Tale scienza è minacciata da imprenditori senza scrupoli.

RECENSIONE: Vista la credenza assai diffusa e radicata secondo la quale i film nascano improvvisamente dalla terra come i funghi, probabilmente vi sconvolgerà l’animo sapere che ogni opera cinematografica abbia ADDIRITTURA un percorso produttivo alle spalle, talvolta piuttosto interessante o indicativo di quanto fatta bene o male risulti poi la pellicola stessa.

Prima di partire con la recensione, vorrei quindi soffermarmi brevemente sulle vicende produttive di questo film.

EHI, TORNATE QUA!

Data l’impronta fortemente umoristica della pellicola (dalla Marvel? Chi l’avrebbe mai detto) il regista sarebbe dovuto essere Edgar Wright, designato addirittura dal 2006 e celebre per aver diretto la cosiddetta “Trilogia del Cornetto”, costituita da tre ottime parodie di generi cinematografici (L’alba dei morti dementiHot FuzzLa fine del mondo, rispettivamente horror, azione e fantascienza) oltre che l’ottimo Scott Pilgrim vs the World.

English director Edgar Wright poses for pictures on the red carpet for the world premier of the film 'The World's End' in London's Leicester Square on July 10, 2013. AFP PHOTO/ANDREW COWIE (Photo credit should read ANDREW COWIE/AFP/Getty Images)

Causa però “divergenze creative” (pare per eccessive ingerenze della grande M nel lavoro del regista), Wright ha abbandonato il progetto venendo sostituito da Peyton Reed, regista di capolavori immortali quali Abbasso l’amore, Ti odio, ti lascio, ti… Yes Man.

Devo commentare?

ant-man-grab-1300

Partiamo con la trama: il film parla di un tizio che si guadagna da vivere in un certo modo, poi subisce un evento che lo fa cambiare/maturare, viene a contatto con una tuta ipertecnologica ed usa tale strumento per combattere un’impresa multinazionale che vuole distribuire tale tecnologia per scopi criminali.

Dieci punti a chi mi sa dire un altro film con la stessa tra…

iron man locandina

Bingo.

Un’altra questione su cui si potrebbe discutere, sempre parlando della vicenda, è la scelta di utilizzare come protagonista il secondo Ant-Man, ossia Scott Lang, e non l’originale, ovvero l’Hank Pym che qui ha il ruolo di mentore.

Nei fumetti Hank Pym è un personaggio narrativamente molto interessante perché è un brillante scienziato e supereroe ma al tempo stesso una persona tendente allo stress che arriva a picchiare la moglie.
Ciò può fornire tantissimi spunti narrativi diversi, nonché aumentare l’interesse nei confronti di un personaggio che, pur con le sue qualità, possiede lati oscuri notevoli.

hank pym

Immaginatelo quindi entrare in scena con il cappello da cowboy in testa e una spiga di grano in bocca biascicando «Per la pistola di John Wayne, questa volta la vecchia Betsy mi ha dato poco latte. Sarà colpa di quell’Estevez a cui la faccio mungere, lui e le sue luride mani da mangiafagioli. Spero che mia moglie mi abbia cotto la bistecca come si deve, o mi ci gioco le palle che le insegnerò il rispetto!»

Ok, Hank Pym non è texano, però ci siamo capiti.

Qui invece Pym è interpretato da Michael Douglas, che segue a ruota il Robert Redford di Captain America: The Winter Soldier come grande vecchio inserito in un contesto Marvel.

Non è malaccio, fin per carità.

Però è Michael Douglas che parla di TUTE CHE RIMPICCIOLISCONO, ostia!

ant man douglas

In generale Ant-Man è un film supererostico piuttosto classico.

Forse un po’ TROPPO classico.

C’è il riscatto di un soggetto che si sta perdendo, c’è il bieco cattivo senza scrupoli, ci sono i superpoteri da imparare a controllare… gli effetti speciali sono di ottima fattura e contribuiscono a rendere credibile il consueto mumbo jumbo scientificheggiante, ma col senno di poi forse manca un elemento che lo renda veramente memorabile, e che non lo faccia passare solo come l’ennesimo tassello dell’universo cinematografico Marvel.

E considerando che Hank Pym nell’universo classico è stato il fondatore degli Avengers e il creatore di Ultron, che lo abbiano inserito come uno tra i tanti tizi con costumi imbarazzanti non è il massimo.

ant man formiche

Solita Marvel? Solita ironia.

È notorio il rapporto tra questo universo cinematico e la serietà, conflittuale come quello tra Michael Schumacher e la lingua italiana; anche qui solita vagonata di battute, punch lines e roba così.

Alcune simpatiche e azzeccate.

ant man thomas

Altre no.

I personaggi secondari inoltre sono piuttosto inutili.

Soliti compari scemi che fanno da spalle comiche, solito mentore paziente ma un po’ austero, solite autorità così lige al dovere da risultare ottuse, solito cattivo psicopatico e senza freni.

In particolare il villain ha uno sviluppo un po’ abbozzato, e pur mettendo l’accento su alcune dinamiche psicologiche sembra che il film non ci si voglia soffermare più di tanto, dando solo qualche pennellata di colore invece di realizzare un quadro vero e proprio.

Corey-Stoll-in-Ant-Man

Evangeline Lilly è la classica spalla amorosa dura fuori e con un morbido cuore di panna all’interno già vista ne Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate (“PO-TAY-TOES” autocit.); anche per lei non una gran tridimensionalità, e si ha in generale l’impressione che i personaggi abbiano un’insegna al neon sulla testa con scritto “Io sono il chiacchierone”, “Io sono la gnocca”, “Io sono il bieco industriale”, e ciò non contribuisce granché alla profondità narrativa.

ant man evangeline

In particolare: non si potrebbe per una volta realizzare un personaggio femminile che non faccia tappezzeria ma che sia effettivamente utile ai fini della storia e combini qualcos…

iron man 3 paltrow

Ripensandoci, la tappezzeria va benissimo.

Tirando le somme: recentemente la Marvel ha realizzato l’ennesima, inutile e non richiesta pellicola sui Fantastici 4 (massacrata nelle recensioni americane, dove il film è già uscito), un film con protagonisti un procione e un albeNO, DICO, UN PROCIONE E UN ALBERO e ora Tesoro, mi si sono ristretti i supereroi.

E io sono qui.

Che aspetto ancora un film decente sul Punisher.

arbusto rotolante tumbleweed gif west

Cloud dei tag