L'amichevole cinefilo di quartiere

Babadook

babadook_poster_itaHush little baby, don’t say a word
And never mind that noise you heard
It’s just the beasts under your bed
In your closet, in your head.

TRAMA: Una madre rimane vedova dopo la morte del marito in un incidente stradale. Una sera, la donna trova in casa un libro per bambini che non ricordava di possedere, intitolato Mr. Babadook, e lo legge al proprio figlio. Il bambino si convince che la creatura descritta nella storia sia un mostro che li perseguiti…

RECENSIONE: Era una notte buia e tempestosa…

Veramente è un pomeriggio di luglio e c’è un sole che spacca le pietre, tu la tempesta ce l’hai nel cervello…

Come scriveva Edgar Allan Poe, “Sono un uomo che cammina da solo, e quando sono su una strada buia, di notte o a passeggio nel parco…”

Quelli sono gli Iron Maiden.

Immaginate in sottofondo un suono inquietante. Un’antica villa disabitata e scricchiolante… l’ululato di un lupo in lontananza… il vento che fischia tra gli alberi…

Il vecchio segnale orario della RAI…

Silenzio, idiota! Sto cercando di creare un’atmosfera adatta, e lo sai anche tu che è un fattore importante. Hai presente cosa ho scritto nella recensione di Cinquanta sfumature di grigio, vero?

E tu hai presente che tu sei me, io sono te e condurre questo finto dialogo serve solo a creare delle gag di metanarrazione per recensire meglio il film, vero? 

Shhht! Così rovini la sospensione dell’incredulità!

L’unica cosa di cui sono incredulo è che questo blog duri da quasi due anni e mezzo. Dai, Vincent Price de noantri, andiamo avanti a recensire che è meglio. Questo è un horror, giusto?

Nì.

Come “nì”? E tutto il bailamme pubblicitario che lo ha dipinto come una delle più spaventose creazioni della mente umana per l’intrattenimento dopo Jersey Shore?

Mettile da parte: a conti fatti Babadook potrebbe essere visto come più attinente al thriller psicologico che all’horror crudo e puro; la pellicola è scritta e diretta dall’australiana Jennifer Kent, la quale per realizzarla materialmente ha utilizzato la piattaforma di raccolta fondi Kickstarter.

Quella di Kung Fury?

Bravo, allora vedi che se ti ci applichi ce la fai? Il film ha un budget ridotto, che ammonta circa ad un paio di milioni di dollari, e gli attori sono quasi tutti sconosciuti. Quest’ultimo punto in particolare è molto utile sia per mantenere contenuti i costi realizzativi della pellicola, sia per aumentare l’immedesimazione del pubblico in ciò a cui sta assistendo.

babadook libro

Perché, scusa?

Perché in questo modo lo spettatore medio che va al cinema per la presenza di un/a particolare attore/attrice in un determinato film non ha l’impressione di avere di fronte un volto noto che recita, bensì una persona comune al centro di una vicenda reale; così facendo si cerca di far “dimenticare” al pubblico la finzione insita nello spettacolo cinematografico.

Beh, però dipende: un sacco di film de paura vengono interpretati da giovani attori non celebri, però sono comunque opere pessime: pensa ad esempio a tutti i vari sequel di vecchi cult come Non aprite quella porta o Halloween.

Sì, ma Babadook è un film diverso: non è la classica menata in cui il killer/mostro di turno uccide uno ad uno personaggi stereotipati, bensì un’opera psicologicamente complessa che tocca temi narrativamente interessanti come la maternità, la depressione e l’elaborazione del lutto.

babadook scena

L’elemento introspettivo è di fondamentale importanza in questa pellicola, e da ciò ne giova la profondità narrativa che si arricchisce di un forte carico metaforico.

Seh, seh, ok, basta che non usi più nella stessa frase “elemento introspettivo” e “carico metaforico” che altrimenti mi viene il mal di testa.
Ma dato il genere di appartenenza… la paura?

Anche qui… nì, dato che in Babadook più che terrore vero e proprio si ha una sensazione di inquietudine legata al figlio della protagonista e al rapporto che la madre ha con lui.

Da Il villaggio dei dannati in poi, infatti, l’infanzia è stata virata spesso su temi dark, e ciò ha successo poiché l’essere umano è naturalmente portato alla protezione dei membri più giovani della sua specie.
Il bambino, che sia vittima, carnefice consapevole oppure oggetto di una possessione, suscita quindi sentimenti di forte intensità.

babadook bambino

Pensalo come ad un tòpos, tipo… che so… il clown. Hai presente, no? Il Joker, Pennywise, Kefka…

Ronald McDonald…

Seh, buonanotte… oltre ai temi che ti ho già citato è ovviamente di enorme importanza l’aspetto prettamente visivo, e anche qui Babadook dimostra la sua qualità superiore alla media.

La regia è caratterizzata prevalentemente da inquadrature a camera fissa, che contribuiscono ad immedesimare maggiormente il pubblico donandogli un punto di vista statico; a ciò si unisce l’ambientazione casalinga che sfrutta il tema classico dell’intruso e della “presenza” estranea nella propria dimora per suscitare inquietudine.

Noah Wiseman and Essie Davis in The Babadook

Si possono riscontrare rimandi al cinema horror primigeno degli anni ’20 (espressionismo tedesco) mentre in alcune scene vi sono collegamenti a George Méliès e Kubrick; tali riferimenti sono comunque inseriti in una struttura narrativa fortemente metaforica e psicologica, senza abbandonarsi alla sanguinosità (goriness) trita e ritrita in cui si tenta di provocare il disgusto del pubblico più che il suo spavento.

Perché trattenersi dalla violenza esplicita costituirebbe un pregio? Mostrarla non sarebbe stata la stessa roba?

Nope. Inscenare sbudellamenti e decapitazioni è il percorso più facile e diretto, perché si vanno a toccare le assai sensibili corde del buongusto.
È possibile invece realizzare un ottimo horror anche senza inquadrare nemmeno una goccia di sangue, ma giocandolo tutto sull’atmosfera e sulle tematiche narrative. Babadook si muove in questa direzione, e in tal modo nella sua particolarità (che sfocia talvolta nella “stranezza”) emerge da un panorama cinematografico assai ripetitivo.

babadook attori

Beh, in soldoni, vale i soldi del biglietto o no? A me interessa questo.

Perché tu sei un idiota.
Comunque sì.

Non è il nuovo capolavoro dell’horror come lo hanno dipinto in molti forse a sproposito, ma se si riesce a prestare un minimo di attenzione alla già citata sfera psicologica, Babadook risulta un film originale e che non si abbandona a cliché banalotti e ripetitivi.

babadook libro 2

Oh, che meraviglia. Ora possiamo tornare ad essere uno oppure hai altre scenette d’avanspettacolo da imbastire?

No, la recensione è finita, ora mi ci vuole solo una canzone tanto per chiuderla.

Cos’è che dicevi sugli Iron Maiden?

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Commenti su: "Babadook" (10)

  1. Hai scritto una grande recensioni… il film non l’ho visto ma mi hai incuriosito… 😊

    • Grazie, ho voluto scriverla in questo modo perché pensandoci un finto dialogo mi era comodo per spiegare meglio i punti fondamentali del film.
      “Babadook” è un’opera particolare, credo meriti una visione 🙂

      • Ma infatti ha funzionato 🙂

      • Come sempre, se ti capita sotto mano fammi sapere (y) 🙂

      • Sono stata a vederlo, convinta anche dalla tua recensione ma ti devo confessare che non mi è piaciuto molto. La prima ora è noiosa e a parte il bambino che vorresti strozzare c’è poco… poi un po’ meglio ma nulla di che. Non fa nemmeno tanta paura… boh sono rimasta un po’ così…

      • Ciao, che il bambino abbia attirato gli istinti Erodiani del pubblico l’ho già sentito dire, così come il fatto che la prima parte sia prettamente introduttiva 😉

        Penso che non sia un film costruito per creare lo spavento nell’animo del pubblico, ma per rappresentare materialmente concetti astratti come lutto e depressione, ed in questo riesca bene.

        Credo inoltre che la pubblicità che lo ha dipinto come terrificante creazione umana nell’ambito dell’intrattenimento abbia fatto più male che bene alla pellicola, raffigurandola come un’opera diversa da come sia realmente.

  2. Recensioni di questo tipo, se scritte bene come la tua, mi affascinano sempre. Solo in un secondo momento ho pensato al film recensito, che non ho ancora avuto modo di vedere. Non sei il primo che ne parla bene, ma sei stato uno dei più esaustivi, mi hai incuriosito.. prima o poi lo recupereró

    • Grazie mille 🙂 Il film penso meriti, però credo anche che la pubblicità che ha ricevuto abbia calcato elementi diversi da come sia in realtà la pellicola.

      Suppongo che definire un film “thriller psicologico con elementi orrorifici” lasci lo spettatore medio smarrito come un bimbo che abbia perso di vista la madre al supermercato, mentre invece “horror” sia più chiaro ed esplicito 🙂

  3. L'Internettuale ha detto:

    Piacere di conoscerti, Gabriel, tuo nuovo seguace. Ottime recensioni, ci sentiamo!

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