L'amichevole cinefilo di quartiere

run all nightRun, baby, run, baby, run, baby, run, baby, run.

TRAMA: Un killer professionista vive ossessionato dai crimini commessi in passato e da un ispettore di polizia che da trent’anni instancabilmente gli dà la caccia.
Quando suo figlio, che non vede da anni, assiste ad un omicidio ed entra nel mirino di un boss suo vecchio amico, egli sarà costretto nell’arco di una notte ad una difficile scelta.

Pregi:

Background narrativo: A differenza della maggior parte delle pellicole action, che si limitano ad introdurre brevemente il protagonista senza perdersi in chiacchiere, qui i legami tra i vari personaggi vengono descritti più approfonditamente, fornendo quindi al pubblico un quadro completo e organico delle vicende.
Non è Bergman, ma vista la media ci si accontenta volentieri.

Tensione: In Run All Night la caccia all’uomo fornisce una dose di adrenalina apprezzabile, essendo ben costruita la dinamica del gatto col topo.
La sceneggiatura in fase narrativa, ma anche ovviamente la regia ed il montaggio in quella visiva, creano una visione dall’impatto quasi soffocante, come un imbuto che lentamente ma inesorabilmente si stringa attorno ai personaggi togliendo loro il respiro.

– Cast di contorno: Facce giuste per i ruoli giusti.

Il disincantato detective di lungo corso Vincent D’Onofrio, Ed Harris vecchio boss con una cartina topografica di rughe al posto del volto, la quercia Nick Nolte… attori ben inseriti sia nel contesto generale sia nelle relative parti, e che contribuiscono a creare una vicenda realistica.

Perfino il monoespressivo Joel Kinnaman dell’orrendo RoboCop di José epilessia Padilha rende bene.

– Liam Neeson: Non ha paura del dolore.

Non ha paura della morte.

Non ha paura di dire ad una ragazza: “Mah, secondo me col taglio che avevi prima stavi meglio”.

Lui è… NEESON! [rumore di lampi e tuoni in sottofondo].

L’attore che ha impersonato Oskar Schindler in Schindler’s List, Rob Roy nella pellicola omonima e Qui-Gon Jinn in un film che non dovrebbe esistere si è riciclato negli ultimi anni come cazzuto ed inarrestabile irlandese ammazzatutti.

E ci sta da Dio.

Difetti:

Regia poco coraggiosa: In Run All Night si notano talvolta espedienti registici caratteristici (in particolare la slow-motion e i cambiamenti di campo e location) ma sono utilizzati in pochi punti specifici; sarebbe stata magari una scelta migliore sfruttare maggiormente tali fattori.

Ambientazione caratteristica ma ignorata: Ignorati il “dove” e il “quando”.

A parte pochi riferimenti e la presenza del Madison Square Garden, la New York in cui si svolgono le vicende è lasciata eccessivamente in secondo piano.
Stessa cosa per il tempo: ambientato nel periodo natalizio, il film mostra tale festività solo nel segmento iniziale, fregandosene poi bellamente per tutto il prosieguo.

Fa eccezione l’ascolto per pochi secondi in sottofondo della celebre Fairytale of New York dei Pogues, probabilmente l’unica canzone legata al Santo Natale che contenga le parole “culo”, “frocio” e “puttana”.

Poca memorabilità: Legata anche al primo difetto, nonostante come già detto non sia una pellicola da buttare, non è nemmeno una di quelle piccole gemme che sporgano in mezzo al letame e di cui si mantenga il ricordo per anni.

Consigliato o no? Se volete gustarvi un action disimpegnato senza avere la sgradevole sensazione di sprecare tempo e neuroni, dateci un’occhiata.

Me lo immaginavo peggio, sinceramente.

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Commenti su: "Pillole di cinema – Run All Night – Una notte per sopravvivere" (2)

  1. Leggendo qualche post su questo blog credo che abbiamo gusti diversi, ma la stessa passione per il cinema. E mi piace come scrivi.
    Su questo film invece sono totalmente d’accordo, adoro il “nuovo” Liam Neeson, però è un film che lascia un po’ il tempo che trova

    • Grazie mille, cerco semplicemente di esprimere le mie opinioni motivandole 😉

      Sì, ovvio che non siamo di fronte ad un film epocale, però nel disimpegno un minimo apprezzabile penso che possa andare più che bene.

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