L'amichevole cinefilo di quartiere

Archivio per 7 marzo 2015

Serenate. Parole e opinioni in libertà – Cinema, quale futuro?

Ovvero, cosa vedremo al raggiungimento delle 88 miglia orarie?

Questo è il classico tipo di articolo che avevo in mente quando creai la pagina delle “parole in libertà” sul mio blog.

Una sorta di Speaker’s Corner dove potessi staccarmi dalle recensioni classiche (anche se non so quanto quelle da me redatte possano definirsi “classiche”) per fare due chiacchiere molto più libere su qualche tema a me caro.
Mi scuso perciò in anticipo se la lettura sarà più tortuosa del solito, dato che tenderò a “parlare” relativamente a briglia sciolta.

Lo spunto di questo articolo mi arriva da un servizio che ho letto di recente sull’ultimo numero di una rivista italiana di cinema, il cui nome corrisponde ad un’onomatopea legata ad un oggetto omonimo usato in ambito cinematografico per sancire l’inizio di una scena.

Sì, dai, avete capito.

L’approfondimento in questione riguardava il futuro nel e del cinema.

La prima parte è infatti dedicata al futuro come verrà mostrato nelle pellicole in uscita nei prossimi anni, ossia distopie varie ed eventuali, narrazioni fantascientifiche, supereroi e compagnia cantante.

La seconda parte è focalizzata invece sulle nuove tecnologie di fruizione del cinema, soffermandosi in particolare sul casco Oculus Rift e sulle telecamere Jaunt.

jaunt telecamere

 

jaunt telecamere 2

Quello su cui vorrei porre l’attenzione io è il futuro del cinema, ma nel senso vero e proprio dell’espressione.

E voglio farlo perché sono preoccupato.

Negli ultimi cinque, sei anni ho notato un’inquietante deriva del cinema verso l’appiattimento quantitativo e l’impoverimento qualitativo.

Ossia i film sono tutti uguali.

E scadenti.

Da amante di quest’Arte spero ovviamente di cadere nell’eccessivo catastrofismo e di essere a breve smentito dai fatti, ma se l’andazzo dell’ultimo periodo sarà confermato dal successo economico di determinate opere a scapito di altre temo che si arriverà ad un punto di difficile ritorno.

Perché sono preoccupato? Cosa vedo io nel futuro del cinema?

Per cominciare vedo tantissimi franchise.

Poche idee ripetute allo spasmo danno il la allo sfruttamento ossessivo di prodotti che hanno un iniziale successo.
Prima si gira un film nuovo e si vede che raggiunge ottimi incassi, dovuti all’apprezzamento da parte del grande pubblico.
Poi si realizza un seguito di questo film.
Poi un terzo capitolo.
Poi un quarto.
E magari un altro ancora, fino a rendere l’uscita di una pellicola appartenente ad un determinato marchio equiparabile a quella di un nuovo cellulare.

Un esempio?

pirati dei caraibi

Oppure, sempre legato al concetto di franchise, lo spolpamento di uno specifico universo narrativo, che avendo moltissime storie e personaggi si presta maggiormente ad una pantagruelica quantità di adattamenti, con la spinta di un pubblico magari giovane con atavica fame di nuovi prodotti.

Un esempio?

marvel

Non ci sono idee?

Non vengono create nuove sceneggiature per il cinema?

Usiamo quelle non per il cinema.

Nel futuro vedo un ricorso smisurato agli adattamenti cinematografici di libri.

Un romanzo vende? Facciamoci un film.

Il libro è difficilmente adattabile per immagini (ad esempio è pieno di descrizioni, riflessioni o sensazioni personali essendo narrato in prima persona)?

Chi se ne frega, lo facciamo comunque.

Anzi, magari creiamo un accordo commerciale con degli scrittori per far sì che la maggior parte delle loro opere sia trasposta su pellicola.

Un esempio?

coverss.png

 

nicholas sparks film

Per non parlare dei reboot/remake, lemmi che in inglese significano “riprendiamo un’idea cult vecchia di decenni e cerchiamo di adattarla alla bell’e meglio per i gusti attuali, tanto lagggente lo andrà a vedere lo stesso, quindi ‘sticazzi.”

No, di questi non vi metto immagini come esempi, altrimenti dovrei inserire più locandine di IMDb.

E per quanto riguarda le opere candidate agli Oscar, come ho scritto nel mio commento all’edizione appena passata già dal 2014 è stato un proliferare di biografie, più o meno romanzate.

Che ciò porti ad una caccia sfrenata alle figure storiche attuali o dimenticate per magnificare determinate individualità?

Questi sono in linea di massima i miei timori.

La domanda che voglio farvi è: sono paure troppo demoralizzate dovute ad una mia indole personale eccessivamente pessimista o tali preoccupazioni sono effettivamente diffuse tra chi ami il cinema?

Se vi va fatemi sapere la vostra opinione.

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