L'amichevole cinefilo di quartiere

Archivio per marzo, 2015

Cenerentola (2015)

cenerentola locandinaSalagadula, ma che bruttura, vi prego non fatene più.
Oh, Kenneth Branagh, ti ci metti anche tu? Non ne posso davvero più!

TRAMA: Dopo la morte dei suoi genitori, una ragazza è vessata dalla matrigna e le sue due figlie. Il ballo indetto a corte per trovare una moglie al principe potrebbe dare una svolta alla sua vita.
Versione live action dell’omonima fiaba popolare.

RECENSIONE: Siccome mi è stato detto che a volte le mie recensioni sono troppo cattive e dettate dalla mia acredine nei confronti dei film in questione, oggi voglio dimostrare che tali proteste costituiscono vili ed infondate calunnie.

Nel recensire la prossima pellicola manterrò pertanto una calma zen, rimanendo perfettamente sereno e assumendo un atteggiamento atarattico che persino un monaco stilita mi invidierebbe.

Detto ciò, che cosa abbiamo qui?

cenerentola cartone

La versione in carne ed ossa di un film Disney del 1950.

Diciannovesimo adattamento sul grande schermo della storia originaria.

Ventottesimo adattamento contando anche quelli televisivi.

Ennesimo remake di una fiaba dopo Biancaneve e il cacciatoreHansel & Gretel – Cacciatori di streghe e Maleficent.

Partiamo male.

stringere il pugno gif

Problema principale di questo Cenerentola: Kenneth Branagh, grande regista shakespeariano, dà alla notoria fiaba un adattamento fin troppo classico, ricalcando enormemente la versione animata della Disney.

Ciò è un problema, perché live action ed animazione sono mezzi espressivi diversi: quello che funziona egregiamente in vicende dai protagonisti animati diventa spesso stucchevole e ridicolo quando viene trasposto ad esseri umani in carne ed ossa.
Elementi che in un cartoon risultano poetici, dolci e delicati, con veri attori diventano buffonate senza arte né parte.

cenerentola fata

Secondo problema: i personaggi sembrano usciti da Settimo Cielo.

No, non è un pregio.

La protagonista è buona, dolce e gentile in una maniera eccessivamente melensa; tale caratterizzazione la rende quasi più fastidiosa che amabile, e allo stesso modo le tre antagoniste femminili hanno una cattiveria troppo bidimensionale, e basata unicamente sull’invidia.

Per quanto il più verde dei vizi capitali sia un tòpos della narrativa, incentrarci 105 minuti di una pellicola dalla trama nota e stranota non è la via migliore per catturare l’attenzione degli spettatori.

cenerentola sorelle matrigna

La fotografia dai colori caramellosi e plasticoni non aiuta a scardinare la vicenda dai suoi binari favolistici, così come la ridondante voce fuori campo a spiegare sequenze arcinote della trama.

E ricordiamo che questa è un’opera diretta da Kenneth Branagh.

Il grande regista e attore shakespeariano.

Che io ho adorato anche in film mediocri come Othello.

Sono ancora calmissimo.

gif macchina chronicle

Passiamo al cast, che è meglio.

Forse.

Spero.

Cenerentola è Lily James, la Lady Rose di Downton Abbey, che si gioca con Doctor Who l’ambito premio di “Serie TV con il maggior uso del fonema th della storia”.
Difficile esaltare un personaggio che da come parla e ragiona sembra appena uscito da una comunità hippie marijuanofila degli anni ’60, diciamo che lei non ci mette granché del suo per renderlo più digeribile.

cenerentola

Il principe è Richard Madden, che in Game of Thrones dava corpo a Robb Stark (ah beh, allora per il futuro matrimonio siamo in una botte di ferro) e che qui incappa nel solito problema de “il principe delle fiabe classiche è solo un belloccio stereotipato, noi lo rendiamo un minimo esuberante incorrendo però nel bello che viene reso forzatamente accattivante, ossia un altro stereotipo”.

Ah, quasi dimenticavo, ah-ehm: “Tu sei Robb! Ma che bella fanciulla!” cit.

robb cenerentola

Beh, se non altro gli attori sono relativamente sconosciuti.

A parte Cate Blanchett come monotematica e per nulla minacciosa matrigna.

A parte Helena Bonham Carter come zuccherosa, querula ed irritante Fata Madrina.

A parte Derek Jacobi e Stellan Skarsgård come inutili Re e Gran Duca.

rabbia sfondare muro gif
Dicevamo.

A conti fatti Cenerentola è un film piuttosto debole e scarso, che segue pedissequamente e senza inventiva un filone cinematografico già saturo, ma purtroppo redditizio per i produttori.

Orchestrato più con la metodica di un ragioniere che con il brio di un artista, la pellicola non aggiunge assolutamente nulla di nuovo alla fiaba, sia perché come già detto è stata ormai adattata in tutte le salse possibili e immaginabili, sia perché la trama in sé non si presta ad eccessive innovazioni.

cenerentola carrozza

Fortunatamente, per ora Cenerentola non ha incassato molto, quindi almeno stavolta posso gioire per un mancato introito sul mercato da parte di un’opera di questo gener…

No, come è andato il film in Italia finora?

Tre settimane in vetta??

Tredici milioni di incasso?!?!

RRRHHHAAAARRRGHHH!!!

vegeta sayan trasformazione gif

NON ESISTE che nel 2015 sia ancora così apprezzata la storia di una tizia che passa il tempo a sbrigare le faccende di casa e può sollevare la sua condizione sociale solo attraverso il matrimonio con un uomo bello e ricco!

Almeno Mulan salvava la Cina!

La storia è lo stereotipo degli stereotipi, la protagonista ha una gentilezza così esasperata da farla sembrare la versione giovanile di Madre Teresa, i personaggi secondari sono inconsistenti, inutili e/o fastidiosi, il ruolo del Principe è stato realizzato con il solito copia e incolla, molti attori sono sprecati (Bonham Carter e Blanchett su tutti) e il binomio regia/fotografia sembra implorare lo spettatore di notare quanto la protagonista sia diversa da tutto ciò che la circonda.

Cosa evidente come rubare la Statua della Libertà!

Volete realizzare un adattamento live action di un classico Disney? Fate questo, sarebbe una cazzata col botto ma almeno divertente!

Visto? Ho mantenuto la calma.

Più o meno…

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Cinematest

question-answerDato che scrivere ogni tanto mi rilassa, mi piacciono gli scritti in stile Domande-Risposte e posso in questo modo sbrodolarvi un po’ dei miei gusti personali a caso, approfitto di un ritaglio di tempo libero per fare anch’io il Cinematest, visto sul blog wwayne (e il cui relativo articolo vi linko QUI).

N.B. Siccome in molte domande è chiesto UN film, per alcune avrei potuto rispondere con più titoli, ma ho semplicemente fatto una scelta in base ai miei gusti personali.

Pronti, via.

1) Qual è il film più bello che tu abbia mai visto? Quarto potere (1941), e mi dispiace sinceramente che della mia generazione così pochi lo abbiano visto (“I’m not trying to cause a big s-s-sensation / I’m just talkin’ ‘bout my g-g-g-generation”)
2) E il più brutto? Per rispondere a questa domanda ci ho pensato solo pochi minuti e ne potrei già tirar fuori una quantità preoccupante (nel senso che IO mi preoccupo di averne visti così tanti); dovendo puntare al fondo del barile scelgo The Room (2003).
3) Miglior commedia: The Blues Brothers (1980), non capisco come abbia fatto ad avere così poco successo alla sua uscita, fortunatamente ha poi raggiunto la considerazione che merita.
4) Miglior horror: L’esorcista (1973) con la sua crema di piselli malefica.
5) Miglior thriller: Psycho (1960) con il suo sciroppo di cioccolato malefico.
6) Miglior film di guerra: Apocalypse Now (1979), pellicola che ho visto abbastanza tardi, l’orrore.
7) Miglior film drammatico: Il padrino (1972), un film la cui visione non potete rifiutare.
8) Miglior film d’azione: Il genere “azione” è piuttosto vasto, e tecnicamente potrebbe miscelarsi con altri generi, come il western, il thriller o l’horror. Per tale ragione ne potrei elencare diversi, dovendo sceglierne uno vado su Inception (2010).
9) Miglior film di fantascienza: Il ritorno dello Jedi (1983), che porta finalmente equilibrio nella Forza.
10) Miglior film fantasy: Di fantasy che mi piacciano veramente penso ce ne siano solo tre. Scelgo Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re (2003), indovinate quali sono gli altri due.
11) Qual è il tuo regista preferito? Stanley Kubrick, di cui però ridendo e scherzando non ho messo neanche un film nelle risposte precedenti. È stato uno dei pochi, se non l’unico, in grado di fare in maniera ottima generi totalmente diversi.
12) Qual è il film al quale sei legato fin dall’infanzia? Jurassic Park (1993), del cui merchandising sono stato anch’io vittima da bambino. Chissà se Mantell e Buckland ai loro tempi lo avessero previsto…
13) Quali sono i film che più ti hanno fatto piangere? Tutti quelli orrendi, pensando ai soldi spesi per il biglietto.
14) E quelli che più ti hanno fatto ridere? Il già citato The Blues Brothers, Il secondo tragico Fantozzi (1976), Monty Python – Il senso della vita (1983) e Full Monty (1997).
Ci sarebbe anche 
Alex l’ariete (2000), ma quello per motivi tutti suoi…
15) Quale film rivedresti centinaia di volte? E dagli con The Blues Brothers, che pensandoci bene forse ho DAVVERO visto un centinaio di volte…
16) Qual è il tuo genere preferito? Parafrasando Capitan Findus, esistono due generi di film: quelli fatti bene e quelli fatti male. Se proprio devo scegliere, preferisco i primi.
17) Quali sono i tuoi 3 personaggi preferiti? Ne avrei parecchi, limitandomi a tre dico Leonard Shelby di Memento (2000), Nick Naylor di Thank You for Smoking (2005) e Samvise Gamgee della trilogia de Il Signore degli Anelli (2001-2002-2003).
Oltre ovviamente ad Obi-Wan Kenobi, che considero fuori classifica.
18) I tuoi 3 attori stranieri preferiti: Non sono un tipo che vada a vedere i film solo per la presenza di determinati attori/attrici, comunque per dovere di risposta dico Clint Eastwood (anche se ha due espressioni), Leonardo DiCaprio (anche se l’internet lo ha eletto suo zimbello) e Robert De Niro (anche se ultimamente sta inanellando una serie infinita di cazzate).
19) Le tue 3 attrici straniere preferite: Meryl Streep, Jodie Foster e Kate Winslet.
20) Qual è l’attore/attrice che più odi? “Odio” è un termine estremamente eccessivo in ambito cinematografico, diciamo che non “apprezzo particolarmente” un certo tizio…

CAGE

21) Film italiano preferito: Il buono, il brutto, il cattivo (1966).
22) Attrice italiana preferita (attuale): Giovanna Mezzogiorno.
23) Attore italiano preferito (attuale): Pierfrancesco Favino.
24) Un film che ti hanno trascinato al cinema a vederlo? Non c’è bisogno di trascinarmi, quando vado a vedere un film che so già sarà orripilante la prendo come una prova di sopportazione umana.
25) Qual è l’ultimo film che hai visto al cinema? Focus – Niente è come sembra.
26) Qual è l’ultima videocassetta/DVD che hai comprato/affittato? Ammetto che per essere un amante del cinema non possiedo moltissimi DVD, per cui non ricordo, mannaggia. 

A me questa raffica di domande è piaciuta, perché penso possa essere utile per fare un piccolo bilancio di un proprio interesse (in questo caso il cinema, ma si può declinare anche per libri, musica, videogiochi o donnine spogliatelle sul divano coi numeri di telefono in sovrimpressione).

Nel caso vogliate prenderne spunto per scrivere un vostro articolo in tal senso (o insultarmi per i miei gusti), la sezione “Rispondi” è a vostra disposizione.

Serenate. Parole e opinioni in libertà – Pillole di cinema – Focus – Niente è come sembra

focusLa mano è più veloce dell’occhio, l’occhio è più veloce della mente, la mente è più veloce del… no, mi sono perso.

TRAMA: Un esperto maestro nella truffa si ritrova ad insegnare i trucchi del mestiere ad un’aspirante criminale. Il rapporto tra maestro ed allieva si complicherà diventando sempre più intimo…

Pregi:

È comunque migliore di After Earth: Ok, chiariamoci: esordire affermando che una pellicola abbia come punto di forza l’essere migliore di una porcheria invereconda magari può sembrare scontato; considerato però che il buon Smith avrebbe potuto benissimo continuare a piantare chiodi sul coperchio della bara della sua carriera dopo quella pataccata fatta per promuovere il figlio, tirare fuori dal cilindro un film decente mi sento di considerarlo un “+”.

Margot Robbie: una delle principali cause per cui The Wolf of Wall Street sia ricordato solo per gnocca e droga (nel caso specifico, la prima delle due) è qui perfetta come femme fatale bellona.
Non sarà magari dotata di un’espressività facciale particolarmente variegata (perifrasi per dire che ha tre espressioni), ma avete mai sentito il detto “avere un corpo che parla”?

Ecco.

Lei ha DAVVERO un corpo che parla.

Per un interprete (in ambito femminile, soprattutto) è importante saper usare la propria fisicità, e lei ci riesce piuttosto bene.
Personalmente sono molto curioso di vederla nel futuro Suicide Squad, film previsto per il 2016 dove interpreterà la famosa villain dei fumetti Harley Quinn (tra l’altro ancora al fianco di Will Smith, che vestirà i panni di un altro criminale, Deadshot).

Fotografia: Molto vivace e dando ampio risalto ai colori, ricorda un po’ quella di Soderbergh nella serie Ocean.
Tale scelta esalta la bellezza del lusso, creando una dimensione aurea ed immacolata in cui sprezzanti truffatori cercano di ingannare ricconi affettati ed opulenti.

Difetti:

Abbastanza prevedibile: nonostante come sottotitolo italiano abbia “Nulla è come sembra”, molti elementi di questo film sono esattamente come sembrano. O, per dirla meglio, nonostante le truffe e i raggiri generino superficialmente un piccolo intorbidamento delle acque, tirando le somme non vi sono grandi scossoni di sceneggiatura.

Il secondo terzo di film: dividendo idealmente la pellicola in tre parti, la “B” è di una lentezza e pesantezza narrative piuttosto evidenti. Tale difetto non è di poco conto, dato che essendo truffe e raggiri l’argomento principale bisognerebbe tenere lo spettatore più sulla corda.

Regia con pochi guizzi: alcune piccole scintille ci sono, ma l’impressione a visione terminata è che se Ficarra e Requa avessero osato un pochino di più il film ne avrebbe giovato e non poco, facendolo emergere maggiormente dalla massa.

Consigliato o no? Avete presente quando un calciatore nella media è titolare fisso in una squadra blasonata, e ogni tanto salta fuori il discorso del “per gli standard di adesso non è male, ma quindici anni fa avrebbe scaldato la tribuna”?
Stessa cosa applicata al cinema: Focus non è un’opera mal fatta, ma in un’epoca più rosea e meno strangolata da sequel, prequel, reboot e remake (cosa di cui ho parlato anche nell’ultimo articolo) credo non avrebbe avuto il medesimo appeal.

Serenate. Parole e opinioni in libertà – Cinema, quale futuro?

Ovvero, cosa vedremo al raggiungimento delle 88 miglia orarie?

Questo è il classico tipo di articolo che avevo in mente quando creai la pagina delle “parole in libertà” sul mio blog.

Una sorta di Speaker’s Corner dove potessi staccarmi dalle recensioni classiche (anche se non so quanto quelle da me redatte possano definirsi “classiche”) per fare due chiacchiere molto più libere su qualche tema a me caro.
Mi scuso perciò in anticipo se la lettura sarà più tortuosa del solito, dato che tenderò a “parlare” relativamente a briglia sciolta.

Lo spunto di questo articolo mi arriva da un servizio che ho letto di recente sull’ultimo numero di una rivista italiana di cinema, il cui nome corrisponde ad un’onomatopea legata ad un oggetto omonimo usato in ambito cinematografico per sancire l’inizio di una scena.

Sì, dai, avete capito.

L’approfondimento in questione riguardava il futuro nel e del cinema.

La prima parte è infatti dedicata al futuro come verrà mostrato nelle pellicole in uscita nei prossimi anni, ossia distopie varie ed eventuali, narrazioni fantascientifiche, supereroi e compagnia cantante.

La seconda parte è focalizzata invece sulle nuove tecnologie di fruizione del cinema, soffermandosi in particolare sul casco Oculus Rift e sulle telecamere Jaunt.

jaunt telecamere

 

jaunt telecamere 2

Quello su cui vorrei porre l’attenzione io è il futuro del cinema, ma nel senso vero e proprio dell’espressione.

E voglio farlo perché sono preoccupato.

Negli ultimi cinque, sei anni ho notato un’inquietante deriva del cinema verso l’appiattimento quantitativo e l’impoverimento qualitativo.

Ossia i film sono tutti uguali.

E scadenti.

Da amante di quest’Arte spero ovviamente di cadere nell’eccessivo catastrofismo e di essere a breve smentito dai fatti, ma se l’andazzo dell’ultimo periodo sarà confermato dal successo economico di determinate opere a scapito di altre temo che si arriverà ad un punto di difficile ritorno.

Perché sono preoccupato? Cosa vedo io nel futuro del cinema?

Per cominciare vedo tantissimi franchise.

Poche idee ripetute allo spasmo danno il la allo sfruttamento ossessivo di prodotti che hanno un iniziale successo.
Prima si gira un film nuovo e si vede che raggiunge ottimi incassi, dovuti all’apprezzamento da parte del grande pubblico.
Poi si realizza un seguito di questo film.
Poi un terzo capitolo.
Poi un quarto.
E magari un altro ancora, fino a rendere l’uscita di una pellicola appartenente ad un determinato marchio equiparabile a quella di un nuovo cellulare.

Un esempio?

pirati dei caraibi

Oppure, sempre legato al concetto di franchise, lo spolpamento di uno specifico universo narrativo, che avendo moltissime storie e personaggi si presta maggiormente ad una pantagruelica quantità di adattamenti, con la spinta di un pubblico magari giovane con atavica fame di nuovi prodotti.

Un esempio?

marvel

Non ci sono idee?

Non vengono create nuove sceneggiature per il cinema?

Usiamo quelle non per il cinema.

Nel futuro vedo un ricorso smisurato agli adattamenti cinematografici di libri.

Un romanzo vende? Facciamoci un film.

Il libro è difficilmente adattabile per immagini (ad esempio è pieno di descrizioni, riflessioni o sensazioni personali essendo narrato in prima persona)?

Chi se ne frega, lo facciamo comunque.

Anzi, magari creiamo un accordo commerciale con degli scrittori per far sì che la maggior parte delle loro opere sia trasposta su pellicola.

Un esempio?

coverss.png

 

nicholas sparks film

Per non parlare dei reboot/remake, lemmi che in inglese significano “riprendiamo un’idea cult vecchia di decenni e cerchiamo di adattarla alla bell’e meglio per i gusti attuali, tanto lagggente lo andrà a vedere lo stesso, quindi ‘sticazzi.”

No, di questi non vi metto immagini come esempi, altrimenti dovrei inserire più locandine di IMDb.

E per quanto riguarda le opere candidate agli Oscar, come ho scritto nel mio commento all’edizione appena passata già dal 2014 è stato un proliferare di biografie, più o meno romanzate.

Che ciò porti ad una caccia sfrenata alle figure storiche attuali o dimenticate per magnificare determinate individualità?

Questi sono in linea di massima i miei timori.

La domanda che voglio farvi è: sono paure troppo demoralizzate dovute ad una mia indole personale eccessivamente pessimista o tali preoccupazioni sono effettivamente diffuse tra chi ami il cinema?

Se vi va fatemi sapere la vostra opinione.

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