L'amichevole cinefilo di quartiere

The-Imitation-Game-poster_1I can read your mind / I am the maker of rules / Dealing with fools / I can cheat you blind.

TRAMA: Regno Unito, 1939. Il matematico e crittoanalista Alan Turing decide di mettere il proprio genio al servizio della Gran Bretagna. L’obiettivo è far terminare il conflitto mondiale quanto prima, collaborando alla segretissima operazione di decriptazione dei codici segreti nazisti, codificati con una macchina detta “Enigma”.

Pregi:

Qualitativamente è un ottimo film: curato in ogni suo aspetto, non presenta grossolani difetti che possano essere evidenti a primo impatto, dimostrando al contrario una cura complessiva apprezzabile nella sua realizzazione.

Benedict Cumberbatch: attore di notevole bravura, indipendentemente che vesta i panni dell’investigatore con domicilio a Baker Street, del superuomo Khan Noonien Singh o di una mastodontica viverna, si rivela a suo agio anche con i personaggi storici (interpretò anche Stephen Hawking in un film TV del 2004).

Esposizione degli archi temporali: uno dei talloni d’Achille dei biopic sta nel rischio di trasformarli in liste della spesa di avvenimenti (succede questo, poi accade questo, poi capita quest’altra cosa…): ciò può appesantire troppo il ritmo narrativo, e quindi far scemare l’attenzione dello spettatore annoiandolo.
In The Imitation Game i tre segmenti temporali (1928-30, 1939-45 e 1951) sono intrecciati tra loro dal montaggio, e ciò ravviva la fiamma dell’attenzione perché ognuno di essi è importante per la definizione del protagonista.
Il pubblico quindi si interessa al passato di Turing e a come è proseguita la sua vita dopo la guerra, cercando di comporre il suo puzzle biografico unendo mentalmente tutti i pezzi.

– La colonna sonora: ad opera di Alexandre Desplat, riesce ad accompagnare molto efficacemente ciò che viene mostrato, risultando però al tempo stesso delicata e non invadente.

Difetti:

Alcuni dialoghi: Se, come ho già detto, è intelligente l’idea di una narrazione incrociata  (combinando quindi sceneggiatura e montaggio) alcuni scambi di battute li ho trovati un po’ troppo forzati e leggermente stucchevoli.
Avrei preferito una loro maggiore vivacità, e credo che questo punto debole della pellicola sia dovuto anche ad un’eccessiva stereotipizzazione dei characters di contorno (il comandante granitico, l’agente segreto ambiguo, la donna emancipata in cerca di riscatto sociale ecc…).

Consigliato o no? Assolutamente sì. Considerato inoltre che potrebbe vincere parecchi Oscar, il consiglio è di recuperarlo entro il 22 febbraio, data della relativa premiazione.

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Commenti su: "Serenate. Parole e opinioni in libertà – Pillole di cinema – The Imitation Game" (14)

  1. Io ho apprezzato moltissimo questo film anche per il risalto che viene dato al lato umano di Alan Turing e al suo essere “speciale”,sopra le righe. Cosa che lo porterà a vivere una vita tormentata,ma anche a salvare tantissime vite. Assurdo che la sua storia sia rimasta in buona parte nascosta per circa 50 anni.

    • Molte persone brillanti hanno un carattere piuttosto “particolare”, e la sua omosessualita ai tempi è stato un grosso problema per lui.
      I tempi e l’ambiente sociale influiscono molto sulla considerazione che si ha delle persone…

  2. Ho fatto anch’io una recensione un paio di settimane fa su questo film. Se ti va di sapere esattamente cosa ne penso dacci uno sguardo 😉

  3. Concordo con quello scritto e infatti secondo me la nomina della Keira come miglior attrice non protagonista è troppo….attendiamo per vedere quante statuette si porterà a casa.

    • Non ha recitato male secondo me, ma il suo ruolo non l’ho trovato così di impatto dal punto di vista artistico: è la giovane donna emancipata che è stretta dal proprio ambiente sociale.
      Se ne sono viste parecchie…

  4. Gran bel film. Me ne mancano alcuni di quelli in lizza per l’Oscar, ma per il momento il mio tifo è tutto per questo film.
    Siccome oggi mi sento pigro, copincollo un breve passo della mia recensione che riassume in breve quel che penso del film: The Imitation Game è molto più di un racconto bellico o della didascalica descrizione delle gesta di un genio eroe a suo discapito. The Imitation Game è il riuscitissimo tentativo di affrescare i tormenti e le pulsioni dell’uomo prima che del matematico, quel disperato aggrapparsi alla sua scienza e alle sue idee in quanto erano le uniche cose realmente vere di una vita trascorsa nel costante esercizio di dissimulare e nascondersi per sfuggire a un mondo incapace di comprenderne il genio come pure la diversità.
    Sulle tue considerazioni nulla da eccepire, anche se – debbo ammettere – i personaggi un po’ troppo stereotipati non mi sono dispiaciuti perchè credo abbiano assolto al compito di esaltare per contrasto la figura del protagonista.

    • Sì, sono d’accordo con te sulla necessità di rappresentare l’uomo prima del suo lavoro (che sia scienziato, atleta, soldato o altro) per far sì che la pellicola abbia un respiro più ampio dal punto di vista biografico e narrativo.
      Per i personaggi di contorno è vero che la loro piattezza ha come risultato fa risaltare il protagonista, ma mi è sembrato che in questo film la cosa sia eccessiva.
      Come se girassero con dei cartelli con scritto “Io non sono interessante, guardate lui” 😉

  5. senti una cosa che non c’entra nulla…. ieri ho visto “Grand Budapest Hotel”, ancora non lo avevo visto. Secondo te se le merita 9 nomination agli Oscar?! Non dico che non mi sia piaciuto, anzi molto bellino, ma è da 9 Oscar? Bahh!

    • Allora, nel caso specifico direi che personalmente ne considero meritate 6: film, regia, fotografia, colonna sonora, scenografia e costumi.
      A questi devi aggiungere la sceneggiatura originale (che in un periodo di biopic, reboot, remake e chi più ne ha più ne metta, non credevo riuscissero a trovarne addirittura cinque), più il montaggio e il trucco, anche loro buoni e quindi meritevoli almeno di una candidatura.
      Ovviamente qui si parla di Nominations, cioè vuol dire che in tali settori specifici “Grand Budapest Hotel” è stato considerato uno dei migliori 5 film della stagione; quanti Oscar poi vengano vinti tra quelli in cui si è nominati è un altro paio di maniche.
      Credo che abbia buone possibilità di vittoria (e qui occhio alla gufata 😉 ) per fotografia, scenografia e costumi, con il trucco a lottare con la fantascienza de “Guardiani della galassia”; le altre categorie invece sono più ricche ed equilibrate.

      • Sì, ovviamente essere candidato non significa vincerli, ma benché un ottimo prodotto non l’ho trovato così sconvolgente… probabilmente ha più possibilità nei costumi e fotografia… vabbé staremo a vedere! 🙂

      • Ci sono stati casi di pellicole che abbiano fatto incetta di Nominations e abbiano poi sbancato di conseguenza gli Oscar così come altre nominate in tante categorie e poi rimaste a bocca asciutta.
        Si vedrà 🙂

  6. The Butcher ha detto:

    La nomination all’Oscar per Cumberbatch è assolutamente meritata. Spero riesca anche a vincerla. Comunque sia è un film che di difetti ne ha pochi rispetto alla “Teoria del tutto”. Entrambi molto belli, ma ho preferito The Imitation Game per la regia migliore e per il fatto che qui siamo riusciti a vedere molto del lavoro che fece Turing per costruire la sua macchina (su La teoria del tutto abbiamo visto poco o nulla e ciò mi è dispiaciuto parecchio).

    • “La teoria del tutto” è tratto dalla biografia scritta dalla moglie, per cui ovviamente si focalizza sull’ambito umano/famigliare.
      In questo senso sì, probabilmente “The Imitation Game” è un’opera più completa.

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