L'amichevole cinefilo di quartiere

Archivio per febbraio, 2015

Serenate. Parole e opinioni in libertà – Pillole di cinema – Kingsman – Secret Service

kingsman locandinaL’abito non fa l’agente segreto.

O forse sì?

TRAMA: I “sarti” Kingsman sono in realtà un’organizzazione di agenti segreti con il compito di salvare il mondo. Il figlio di una loro recluta morta anni prima in missione verrà inserito nel programma di addestramento per farne una spia.
Tratto dalla miniserie a fumetti The Secret Service di Mark Millar.

Pregi:

Atmosfera british: questo film è inglese come due lord che sorseggiano tè all’ombra del Big Ben, mentre un autobus rosso a due piani sfonda una cabina telefonica che stava per essere utilizzata da un Beefeater per segnalare a Scotland Yard una rissa in un pub tra tifosi di Chelsea e West Ham.

Sì, è MOLTO inglese.

Ciò distingue positivamente il film per quanto riguarda umorismo, gag, stile visivo e ambientazione, risultando una piacevole boccata d’aria rispetto ai pompati action a stelle e strisce.

– Montaggio: soprattutto nelle sequenze d’azione, rende le suddette adrenaliniche, divertenti e molto godibili, con inoltre un uso ben calibrato di scontri corpo a corpo, a fuoco o presenza di eventuali esplosioni.

– Colin Firth: mi piace molto questo attore, e nonostante sia un abitué di commedie e film drammatici, anche nel ramo “cazzo bum bum” non sfigura, riuscendo ad essere credibile sia come gentleman in completo sartoriale (ormai suppongo ci sia anche nato dentro, vista l’impeccabile disinvoltura) sia come superspia in missione.

– È divertente: ok, ok, so che questo non è probabilmente il più oggettivo dei parametri, ma l’utilizzo di differenti tipi di humour (il già citato britannico, quello più fracassone e volgare, il nonsense, le gag sanguinolente eccetera) contribuisce ad accontentare più palati, rendendo l’opera maggiormente apprezzabile da parte di spettatori dai gusti diversi.

Difetti:

– Non brilla per originalitàKingsman – Secret Service come avrete intuito mi è piaciuto, ma le linee generali della pellicola si sono già viste in altri lidi.
Un po’ 007, un po’ Mission: Impossible, un po’ Men in Black, un po’ Kick-Ass (dello stesso regista) e un po’ The Avengers (mi riferisco alla serie tv nota in Italia come Agente speciale, non ai cialtroni in costume), le basi del film possono dare una sensazione di déjà vu.

Consigliato o no? Due ore e dieci di svago intelligente e divertente. Promosso.

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PREMI OSCAR 2015

The 85th Academy Awards® will air live on Oscar® Sunday, February 24, 2013.

MIGLIOR FILM:

Premiato Birdman, la storia di un uomo che talvolta parla con un uccello, ossia la biografia spirituale del 90% di noi maschietti. Ottimo film ben costruito in ogni sua componente, batte l’agguerrita concorrenza di BoyhoodThe Imitation GameGrand Budapest Hotel La teoria del tutto.

In generale ciò che mi ha fatto molto piacere quest’anno da amante del cinema è l’elevata qualità media delle pellicole in concorso.
Ovvio che alcune meritassero più di altre o avessero maggiori probabilità di vincere determinati riconoscimenti, ma direi di aver apprezzato parecchio l’aria di “n’do coglio coglio” dovuta appunto alla ottima possibilità di scelta.

Il regista Alejandro González Iñárritu con alle spalle il cast del film.

Il regista Alejandro González Iñárritu con alle spalle il cast del film.

MIGLIOR REGIA:

Alejandro González Iñárritu (sì, per scriverlo giusto ho fatto copia e incolla da Wikipedia) si aggiudica anche la statuetta come miglior regista, venendo così premiate le due ore di piano sequenza ininterrotto da cui è costituito Birdman.
Battuti Wes Anderson per Grand Budapest Hotel, il favorito Richard Linklater che aveva filmato a più riprese nell’arco di dodici anni la crescita di un ragazzo in Boyhood, il quasi esordiente Morten Tyldum per The Imitation Game e Bennett Miller con Foxcatcher.

Cosa avevo detto del “dove prendo prendo”? Ah, già.

Alejandro González Iñárritu

Alejandro González Iñárritu

MIGLIORI ATTORE E ATTRICE PROTAGONISTI:

Tra gli uomini quattro biografie su cinque, perché ormai sembra che il cinema sia diventato una succursale di History Channel.
L’unico a esimersi è Michael Keaton, che in Birdman interpreta un attore diventato famoso più di vent’anni fa interpretando un supereroe e poi finito nel dimenticatoio, che…


Ripensandoci, CINQUE biografie su cinque.

A proposito di uccelli, la vittoria del buon Keaton sarebbe stata la rinascita della fenice; così non è perché a trionfare è Eddie Redmayne, interprete di Stephen Hawking ne La teoria del tutto. Con questo riconoscimento l’Academy premia la capacità recitativa di un attore che ironicamente se ne sta immobile per quasi tutta la seconda parte della relativa pellicola.
Battuti anche l’allenatore di lotta libera Steve Carell di Foxcatcher, il tiratore scelto Bradley Cooper dell’eastwoodiano American Sniper e il decrittatore di codici nazisti Benedict Cumberbatch in The Imitation Game.  

Post di congratulazioni su Facebook di Stephen Hawking

Post di congratulazioni su Facebook da parte di Stephen Hawking

Nella categoria femminile premiata Julianne Moore, malata di Alzheimer in Still Alice.
Superate, in una sezione piuttosto equilibrata, Marion Cotillard per Due giorni, una notte dei sempre allegri Dardenne, Felicity Jones moglie di Hawking ne La teoria del tutto, Rosamund Pike nel fincheriano L’amore bugiardo e Reese Witherspoon per Wild.

MIGLIORI ATTORE E ATTRICE NON PROTAGONISTI:

J. K. Simmons premiato per la sua interpretazione di un sergente maggiore Hartman con bacchetta da direttore d’orchestra in Whiplash. Per Simmons un Oscar a coronamento di una grande carriera da caratterista spesso sottovalutato.
Nominati anche Robert Duvall per The Judge, Ethan Hawke per Boyhood, Edward Norton per Birdman e Mark Ruffalo per Foxcatcher.

Anche qui abbiamo una categoria piuttosto agguerrita e di alta qualità, e per questo Norton e Ruffalo nonostante la sconfitta hanno mostrato una calma invidiab…

edward norton american history x gif spara

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Beh, forse no…

L’unico Oscar per Boyhood su sei Nomination lo porta a casa Patricia Arquette, che da quando non occupa le serate di Rai Tre con la sua medium mi ha guadagnato molti punti.
Superate Laura Dern (Wild), Keira Knightley (The Imitation Game) ed Emma Stone (Birdman), oltre alla sempiterna Meryl Streep, che sarebbe nominata anche se recitasse lo scrutinio per il Quirinale (“Mattarella, Sergio Mattarella, Esse punto Mattarella…”).

vincitori attori

J. K. Simmons, Patricia Arquette, Julianne Moore e Eddie Redmayne.

MIGLIORI SCENEGGIATURE ORIGINALE E NON ORIGINALE:

In un periodo cinematografico pieno di prequel, sequel, remake e adattamenti vari sono sinceramente stupito che abbiano trovato addirittura cinque sceneggiature originali per fare la relativa categoria.
Tra di esse vince Birdman, biografia non ufficiale di Michael Keat… no, dai, povero, a me piace anche come attore.

Tra le non originali The Imitation Game si aggiudica l’unico Oscar degli otto disponibili.

MIGLIORI SCENOGRAFIA, FOTOGRAFIA E COSTUMI:

Sempre Birdman per la fotografia, mentre scenografia e costumi sono appannaggio di Grand Budapest Hotel.
In particolare per questi ultimi l’ottantasettesima edizione della cerimonia degli Oscar si tinge un po’ di tricolore, vedendo la quarta vittoria in tale categoria dell’italiana Milena Canonero.

Tenk iù, Milena.

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Milena Canonero

MIGLIORI COLONNA SONORA E CANZONE:

Curiosamente Alexandre Desplat era in concorso per due opere, ossia Grand Budapest Hotel (per cui ha vinto il premio) e The Imitation Game.

Della serie, se non puoi battere la concorrenza, sii la concorrenza.

Come miglior canzone, se l’anno scorso trionfò una principessa dei ghiacci che lo/si lasciava andare, nel 2015 vince per il film Selma la canzone Glory, anch’esso inno alla libertà e all’autodeterminazione, seppur in senso ovviamente politico e sociale.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI:

Grazie a Dio Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher vincono per Interstellar, superando Apes Revolution e ben tre Marvel (Captain America: The Winter SoldierGuardiani della galassia X-Men: Giorni di un futuro passato).

Riassunto:

4/9 sia per Birdman (film, regia, sceneggiatura originale e fotografia) che per Grand Budapest Hotel (scenografia, colonna sonora, costumi e trucco).
3/5 per Whiplash (attore non protagonista, montaggio e sonoro), mentre tutti gli altri vincitori si sono aggiudicati una sola statuetta tra le loro Nomination.
Delusi eccellenti The Imitation Game (1/9) e Boyhood (1/6) più il veterano Eastwood, con un film non eccellente ma che forse sperava nel richiamo del nome (1/6).

Qui sotto un video con un breve best of della serata:

http://www.comingsoon.it/news/?key=40515

Cinquanta sfumature di grigio

cinquanta sfumature locandinaLove, Sex, American Express.

TRAMA: Quando la graziosa e ingenua studentessa Anastasia Steele incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso.
Poco a poco i due inizieranno una relazione, caratterizzata dai gusti erotici decisamente singolari del signor Grey…
Tratto dal romanzo omonimo di E. L. James.

RECENSIONE: Abbiamo qui a che fare con la pellicola tratta dal primo capitolo di una serie di romanzi indirizzati al pubblico femminile, e diventati fenomeno di massa nonostante la loro scarsa qualità oggettiva e la poca inventiva.

twilight fiori

No, non quella serie di film…

Mi riferisco invece alla storia di una ragazza comune che intreccia una relazione con un figone inarrivabile, rappresentando quindi su carta e schermo una delle tipiche fantasie del gentil sesso e raccogliendo un enorme successo di pubb…

twilight fiori

Ok, dato che questa recensione sarà un lungo e doloroso calvario, partiamo dalle basi.

Differenza tra realtà e fantasia.

La realtà è la dimensione in cui viviamo, concreta, materiale ed esistente, e per sua natura solitamente presenta difficoltà o problemi vari.

Gioie ma anche dolori. Trionfi ma anche sconfitte. Sollievi ma anche bestemmie.

Nel boschetto della fantasia, invece, oltre a un fottio di animaletti un po’ matti inventati da voi, si ha la facoltà della mente umana di interpretare liberamente e senza limitazioni i dati reali e da essi creare contenuti inesistenti.

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In una fantasia (non solo sessuale, ma in generale) a meno che il soggetto fantasticante non sia un masochista tutto va come dovrebbe, in un’aura di assoluta perfezione.

Trasporre pari pari un sogno nella realtà non funziona narrativamente, perché avendo basi puramente idilliache esse si scontrano con le difficoltà normalmente presenti nel mondo reale; il risultato non è quindi credibile, cosa che costituisce uno dei presupposti fondamentali affinché lo svolgimento di un racconto regga.
È ovvio che una storia possa anche avere elementi irrealistici (astronavi, draghi, animali parlanti o robe simili), ma i suoi cardini, una volta fissati, devono servire a mandare avanti la storia stessa cercando di far dimenticare allo spettatore l’essere di fronte a finzione.

Quindi, paradossalmente, anche Guerre Stellari ha una sinossi più credibile di Cinquanta sfumature di grigio.

50 sfumature di grigio

Per realizzare questo aborto è stata selezionata infatti una delle fantasie sessuali più comuni e apprezzate dalle donne, ossia il miliardario figo, ed è stata dilatata e annacquata fino a due ore di pellicola, senza preoccuparsi minimamente di dare spessore artistico all’opera.

Una pensata demente: è come se avessero preso uno dei desideri pornografici preferiti dagli uomini, come, che so, le dottoresse sexy, e ci avessero fatto dei film.

A chi mai verrebbe un’idea del gen…

dottoressa fenech

Ah, già…

Ma dopo la doverosa introduzione, passiamo all’opera in esame.

Com’è questa versione patinata e al femminile delle pellicole italiane scollacciate degli anni ’70?

Beh, una vaccata.

Preso come film erotico manca dei due elementi principali di tale genere, ossia i personaggi e l’atmosfera

Partiamo dai primi.

50 sfumature loro

I personaggi di questa pellicola non funzionano.

Esistono coppie cinematografiche (non solo di amanti, ma di qualsiasi tipo) i cui componenti sono molto diversi; in tali casi però, solitamente, i due si completano a vicenda, rendendosi complementari l’un l’altro e muovendo la storia attraverso i loro due binari paralleli.
Un esempio classico è quello del duo Dean Martin – Jerry Lewis: bello, carismatico e risoluto il primo quanto goffo, imbranato e sgraziato il secondo, nonostante ciò riescono ad amalgamarsi e a formare un tutt’uno.

Qui no.

La coppia Anastasia – Christian è totalmente sbilanciata.

50 sfumature coppia

Entrambi hanno caratteristiche troppo marcate e calcate.

Lui è figo, magnetico ed attraente, e viene rimarcato in ogni modo che sia figo, magnetico ed attraente; lei è goffa, nella media e caratterialmente piatta, e viene rimarcato in ogni modo che sia goffa, nella media e caratterialmente piatta.

Il risultato di tali personalità troppo estremizzate è che nonostante il punto di vista della storia sia quello di lei, l’attenzione è catalizzata totalmente da lui, rendendo Anastasia un personaggio vuoto e piuttosto noioso.

Avere una Maserati e incollare un mattone al pedale dell’acceleratore non è una scelta intelligente per mostrare di avere una macchina veloce, ma una pensata imbecille che estremizza a livelli iperuranici un aspetto fin troppo evidente.

Le dinamiche narrative tra i due sono inoltre sbattute in faccia allo spettatore troppo velocemente, e i due passano da meri conoscenti ad amanti in un lasso di tempo troppo contenuto, non dando tempo a chi assiste di ambientarsi e abituarsi ai vari passaggi.

Un momento si studiano e quello dopo fanno sesso sadomaso.

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Ah, e che i manichini da crash-test abbiano più spessore narrativo di questi due tizi sicuramente non aiuta.

Capitolo atmosfera.

Nei film è molto importante creare un’atmosfera che coinvolga lo spettatore nella narrazione, in modo che ciò che veda non sia una semplice parete con un filmato proiettato sopra, ma una storia che riesca ad attirarli nell’aura del film.

Nei film erotici, in particolare, deve essere creata un’atmosfera torbida e sensuale; l’aria deve essere vibrante, per far sì che il pubblico sia interessato all’evoluzione del rapporto personale tra i due personaggi.

Questo vale non solo per i film erotici: così come nei thriller è fondamentale la tensione, negli action l’adrenalina e nei Marvel le cazzate col botto, ogni pellicola deve riuscire a far entrare il pubblico nel proprio mondo.

50 sfumature di grigio non ci riesce, per due motivi.

Il primo è la già citata ed eccessiva artificiosità della storia dovuta alla sua credibilità inesistente.

Il secondo è una pecca comune ai film tratti da romanzi, ossia il fatto di descrivere/parlare/discutere tantissimo e mostrare poco attraverso recitazione ed immagini.

Detto in altri termini, nemmeno in un’opera di Shakespeare sceneggiata a sei mani da Christopher Nolan e i fratelli Wachowski con la regia di Martin Scorsese si parlerebbe così tanto.

Quindi, ricapitolando: due cose importanti, entrambe toppate in pieno.

loki facepalm

E il sesso?

Beh, questo film dura circa due ore: la prima scena erotica inizia dopo più di quaranta minuti e dura sui 60-90 secondi, per cui credo che le attese in ambito “oh, mio Dio, ma questo è un porno” siano state, tanto per cambiare, un tantino esagerate.

Cambiando argomento, pensavo che il titolo dell’opera fosse un’allusione alle sfaccettature caratteriali di Grey, e non al disperato tentativo da parte della fotografia di aspirare ogni parvenza di vivacità e naturalezza ai colori.

La sensazione è infatti di assistere a due ore di film attraverso uno strato di domopak che la luce non riesce ad attraversare, appiattendo quindi i colori rendendoli asettici e artificiali.

50 sfumature di grigio colori

Pur con il buon doppiaggio da parte di Andrea Mete e Rossa Caputo, funzionale al tipo di storia, i protagonisti Dakota Johnson e Jamie Dornan sono due totem inespressivi.
Troppo granitico e glaciale lui nell’eccessiva rappresentazione del figone stereotipato, troppo macchiettistica e con le mossettine lei nell’eccessiva rappresentazione della ragazza comune.
Nulla di nuovo sotto il sole.

Per chiudere il discorso e allo stesso tempo riallacciarmi alla gag iniziale, non solo questo film è una versione porno di Twilight, ma è anche peggiore rispetto ad esso.

sfumature twilight
Crepuscolo infatti aveva la scusa di essere un film (oddio, forse “film” è un po’ eccessivo…) indirizzato ad un pubblico abbastanza giovane, e quindi dai gusti MOLTO semplici; è ovvio che esistano pellicole realizzate per spettatori minorenni aventi una qualità complessiva più che buona, ma dato i soggetti di riferimento diciamo che non si è costretti a fare Bergman, e la si può prendere più alla leggera.

Ma qui no: 50 sfumature di grigio non ha le minorenni come target, spero, ma ragazze più mature.

Ormai donne.

Persone che quindi dovrebbero avere anche dei gusti più maturi, senza abbandonarsi a film sterili nati da basilari fantasie, che sono assolutamente normali da avere ma che non giustificano l’esistenza di un’opera cinematografica scadente e facilona, messa in piedi solo per spillare dei soldi ad un pubblico altrettanto facilone.

Persone che magari potrebbero e dovrebbero avere un maggiore senso critico nei confronti dell’intrattenimento a cui stanno assistendo.

E non far ottenere successo ad opere pessime.

Serenate. Parole e opinioni in libertà – Pillole di cinema – The Imitation Game

The-Imitation-Game-poster_1I can read your mind / I am the maker of rules / Dealing with fools / I can cheat you blind.

TRAMA: Regno Unito, 1939. Il matematico e crittoanalista Alan Turing decide di mettere il proprio genio al servizio della Gran Bretagna. L’obiettivo è far terminare il conflitto mondiale quanto prima, collaborando alla segretissima operazione di decriptazione dei codici segreti nazisti, codificati con una macchina detta “Enigma”.

Pregi:

Qualitativamente è un ottimo film: curato in ogni suo aspetto, non presenta grossolani difetti che possano essere evidenti a primo impatto, dimostrando al contrario una cura complessiva apprezzabile nella sua realizzazione.

Benedict Cumberbatch: attore di notevole bravura, indipendentemente che vesta i panni dell’investigatore con domicilio a Baker Street, del superuomo Khan Noonien Singh o di una mastodontica viverna, si rivela a suo agio anche con i personaggi storici (interpretò anche Stephen Hawking in un film TV del 2004).

Esposizione degli archi temporali: uno dei talloni d’Achille dei biopic sta nel rischio di trasformarli in liste della spesa di avvenimenti (succede questo, poi accade questo, poi capita quest’altra cosa…): ciò può appesantire troppo il ritmo narrativo, e quindi far scemare l’attenzione dello spettatore annoiandolo.
In The Imitation Game i tre segmenti temporali (1928-30, 1939-45 e 1951) sono intrecciati tra loro dal montaggio, e ciò ravviva la fiamma dell’attenzione perché ognuno di essi è importante per la definizione del protagonista.
Il pubblico quindi si interessa al passato di Turing e a come è proseguita la sua vita dopo la guerra, cercando di comporre il suo puzzle biografico unendo mentalmente tutti i pezzi.

– La colonna sonora: ad opera di Alexandre Desplat, riesce ad accompagnare molto efficacemente ciò che viene mostrato, risultando però al tempo stesso delicata e non invadente.

Difetti:

Alcuni dialoghi: Se, come ho già detto, è intelligente l’idea di una narrazione incrociata  (combinando quindi sceneggiatura e montaggio) alcuni scambi di battute li ho trovati un po’ troppo forzati e leggermente stucchevoli.
Avrei preferito una loro maggiore vivacità, e credo che questo punto debole della pellicola sia dovuto anche ad un’eccessiva stereotipizzazione dei characters di contorno (il comandante granitico, l’agente segreto ambiguo, la donna emancipata in cerca di riscatto sociale ecc…).

Consigliato o no? Assolutamente sì. Considerato inoltre che potrebbe vincere parecchi Oscar, il consiglio è di recuperarlo entro il 22 febbraio, data della relativa premiazione.

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