L'amichevole cinefilo di quartiere

Frank

frank locandina“Got no human grace / Eyes without a face”

TRAMA: Un aspirante musicista si unisce agli Soronprfbs, strampalata band d’avanguardia dal nome impronunciabile il cui leader, Frank, è un artista di enorme talento che indossa sempre una grossa maschera di cartapesta.

RECENSIONE: Per la regia di Lenny Abrahamson, Frank è l’equivalente cinematografico di una boccata d’aria fresca dopo aver passato il pomeriggio a lavorare presso la piazzola ecologica.

Spiego meglio questa raffinata similitudine.

In un cinema odierno basato su vagonate di sequel utili come l’aria condizionata in Antartide (I mercenari 14 – La vendetta del nervo sciatico), inguardabili porcate atte a rincoglionire le persone (Pensioner-man, Immigrant-man e Housewife-woman contro Coda-alle-post-inator) e romanzi di dubbio gusto trasformati in pellicole di gusto ancor più dubbio (Cinquanta sfumature di me che ti frusto con un segnalibro autografato da Coelho mentre facciamo sesso imbavagliati ascoltando l’orchestra di Demo Morselli), quest’opera è una piccola chicca.

Non da considerarsi magari una pellicola mirabolante, ma un film comunque diverso, che riesce a discostarsi dai canoni narrativi tradizionali risultando brillante ed originale.

Film che tra l’altro è liberamente ispirato al personaggio di Frank Sidebottom, sorta di musicista comico britannico che ebbe successo nella terra d’Albione intorno alla fine degli anni ’80.

frank reale e sidebottom

Tema principale di Frank è la formazione di un giovane adulto, che cerca di trovare la propria dimensione in un gruppo di veri e propri svalvolati capeggiati da un soggetto che definire “particolare” sarebbe usare un eufemismo.
Raggiungere la quadratura del cerchio in un ambiente in cui la geometria euclidea non è propriamente di casa è un’idea di partenza intelligente, perché ribalta gli stereotipi che solitamente caratterizzano questo genere di opere, mostrando di conseguenza innovazione.

frank band

Il personaggio principale è un musicista camuffato come d’altronde ce ne sono altri in circolazione, anche di ben più mainstream rispetto al circuito indipendente: alcuni truccati (Kiss), altri mascherati (Slipknot o Daft Punk), addirittura altri ancora con un alter ego cartoon (Gorillaz).
La sua caratterizzazione crea una contrapposizione molto interessante tra, da un lato, il cantante inteso come frontman e animale da palco (quindi di per sé accentratore di attenzione) e dall’altro la maschera come scudo simbolico e muro tra gli altri e la propria persona.

Attraverso questo gigantesco testone di cartapesta Michael Fassbender riesce comunque a far trasparire emozioni, ricordando per certi versi Hugo Weaving in V per Vendetta (2005). Il suo personaggio, sovente ben al di là dei limiti considerati “normali” dalla società, riesce a trasmettere un’intensità di rara tenerezza, che allo spettatore come il calore della fragile fiamma di una candela.

Michael Fassbender as Frank

Domhnall Gleeson ha quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi prima di entrare in una band: così determinato a iniziare una nuova avventura ma allo stesso tempo così pieno di insicurezze sul cammino da seguire e su quale sia il suo posto nel mondo.
Lodevole il rapporto tra lui e Frank, ostacolato in parte dall’evidente difficoltà nel comunicare con qualcuno di cui non si possano vedere le espressioni facciali e che attraversa diverse fasi lungo l’agile oretta e mezza di durata della pellicola.

frank2

Completa il trio di protagonisti una Maggie Gyllenhaal sboccata e cazzuta, con piccolissime punte di tenerezza che la rendono un personaggio piacevolmente fuori dagli schemi.

Non sarà il capolavoro di cui alcuni forse troppo frettolosamente hanno parlato, ma senza dubbio un’opera che per la sua originalità merita una visione.

Bon, ora vai con i Gorillaz.

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Commenti su: "Frank" (6)

  1. The Butcher ha detto:

    Mi interessa molto. Ottimo articolo!

  2. Avevo letto un articolo che ne parlava, la tua opinione non fa altro che spingermi ancora di più a vederlo 🙂

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