L'amichevole cinefilo di quartiere

gotham-serietv

“Una serie tv su Batman senza Batman? Che idiozia!”

…sicuri?

TRAMA: Gotham City. I detective Harvey Bullock e Jim Gordon devono indagare sull’omicidio dei coniugi Wayne, membri di una ricchissima famiglia. Si ritroveranno al centro di un gioco di potere tra le varie fazioni criminali della città…

RECENSIONE: Prima di partire, qualche doverosa precisazione:

-Questa è una recensione una tantum, ciò significa che non farò anche gli altri episodi; semplicemente, questa prima puntata mi ha colpito in modo particolare e mi andava di scriverne un po’;

-Parafrasando Dominic Toretto, mantengo la mia attenzione un paio d’ore alla volta: aprire un angolo del blog dedicato alle serie tv non è previsto nel breve-medio periodo;

-A differenza di quando scrivo riguardo ai film, in questa recensione ci saranno spoiler (anticipazioni/rivelazioni sulla trama), che verteranno però solo sulla prima puntata, non su episodi successivi già mandati in onda.
Dato che siamo di fronte a una serie tv di sedici puntate (per la prima stagione) e questo è solo il primo episodio, posso abbandonarmi al racconto di tutta la sua trama senza aver paura di sviluppare elementi narrativi che si vedranno per forza di cose negli episodi a seguire.

Ergo, se non avete ancora visto il pilot, vi consiglio di fermarvi qui nella lettura.

Bene, ora possiamo cominciare.

Creata da Bruno Heller e trasmessa dalla Fox, Gotham è una serie tv che contiene una quantità enorme di spunti interessanti: mostrare gli albori di un supereroe complesso come il cavaliere oscuro e dei suoi villain più celebri consente infatti di focalizzarsi sullo scavo psicologico dei characters, dando allo spettatore versioni “light” e primitive di personaggi che già conoscono bene.

Vai con la trama.

Pronti, via e i ricchi coniugi Thomas e Martha Wayne vengono assassinati in un vicolo. La regia non si perde in patetismi inutili e rende la scena come la rapina di strada che è: niente lotta tra i soggetti, slow motion sulle perle che cadono a simboleggiare le vita che verranno a breve spezzate, uccisione a sangue freddo della coppia e urlo straziante del figlio, il tutto in un minuto e mezzo circa.

Rapido. Cruento. Realistico.

Ciò a cosa ci porta? Alla scoperta dei nostri protagonisti, ossia il James Gordon di Ben McKenzie (seh, seh, quello di The O.C.) e l’Harvey Bullock di Donal Logue.

Qui siamo ai classici canoni delle buddy cop series (o movies): due sbirri molto diversi tra loro, ma che in qualche modo si completano e/o aiutano a vicenda arrivando a buoni risultati pratici.
In questo caso specifico il confronto è tra l’onestà e la rettitudine di Gordon, bravo ragazzo che cerca sempre di fare la cosa giusta rispettando la legge, e il pratico cinismo di Bullock, il quale pensa sì a come sbattere i criminali in cella, ma non ha remore nell’affidarsi a soggetti poco puliti per riuscirci e men che meno timore di sporcarsi le mani.

Questo duo è un ulteriore elemento interessante per futuri sviluppi narrativi. Di carne al fuoco, insomma, ce n’è parecchia.

gotham pilot

Ben McKenzie (James Gordon) e Donal Logue (Harvey Bullock)

E la trama?

Beh, in parte l’abbiamo già vista: i coniugi Wayne vengono uccisi e la polizia indaga.

Qual è il problema? Che a quanto pare le forze dell’ordine vogliono solo chiudere il caso il più in fretta possibile, senza preoccuparsi troppo se davvero il loro principale sospettato sia effettivamente colpevole.

La malavita, per distogliere l’attenzione dai suoi pezzi grossi, incastra quindi il classico due di bastoni con briscola denari: a Mario Pepper (padre di Ivy Pepper, ossia quella Poison Ivy il cui nome in Gotham è stato cambiato per esigenze di sceneggiatura) viene messa in casa la collana di Martha Wayne, che lo rende agli occhi di Gordon e Bullock un lampante colpevole.

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Daniel Stewart Sherman (Mario Pepper)

Ciliegina sulla torta è la morte dello stesso Pepper durante l’inseguimento da parte dei due detective: un perfetto capro espiatorio che non può più parlare.

Gordon però è furbo e capisce l’inghippo. Ciò lo porta a scontrarsi con la criminale Fish Mooney (che li aveva indirizzati su Pepper), e ad essere stordito, portato in un mattatoio e lì a rischiaredi finire squartato.

Dopo essere stato salvato dal potente boss della mafia Carmine Falcone, in nome dei bei vecchi tempi in cui i criminali seguivano un codice d’onore e il padre di Gordon era procuratore distrettuale a Gotham, Jim viene messo alle strette: per aver salva la propria vita deve uccidere Oswald Cobblepot, criminale da due soldi che aveva fatto la spia alla polizia sull’innocenza di Pepper.

E qui il coup de théâtre:

Gordon andrà poi a trovare il giovane Bruce Wayne, rivelandogli la verità su Pepper ma chiedendogli di mantenere il segreto, in modo da far restare calme le acque e permettergli di indagare con calma per trovare il vero assassino.

Che dire, quindi, tirando le somme?

Gran puntata.

La regia è funzionale all’immersione nelle fredde atmosfere urbane; ottimo anche l’uso della fotografia e degli effetti di luce, che danno immagini grigie e dure come lapidi. Con una temperatura emotiva intorno ai -20° C i personaggi diventano moderni cowboy, che vagano per un deserto non materiale ma emotivo, in cui non trova posto il calore della pietà.
Una caratteristica che personalmente ho apprezzato molto di questo episodio è la pesante cappa di criminalità e corruzione che si avverte sulla città: lo spettatore ha quindi subito ben chiaro che a Gotham City la disonestà è radicata come un’edera, ed è veramente molto difficile da estirpare.
Viene quindi ad essere mostrata in maniera efficace l’ambientazione cittadina come regno di brutti, sporchi e cattivi, e si evidenzia come la scintilla della giustizia sia tanto necessaria quanto ardua da far scoccare.

Ragionando meglio sulla superficiale critica di partenza, in Gotham Batman è presente, solo che non è Bruce Wayne.

Il Batman di questa serie è Jim Gordon.

Gordon che segue il bene e l’onestà invece di farsi corrompere; Gordon che mantiene la sua umanità e la sua caratura morale quando tutto ciò che ha intorno gli urla di non farlo; Gordon che vuole un trattamento giusto ed equo anche per sospettati e criminali.

Gordon che si rifiuta di uccidere.

Il futuro commissario e alleato dell’uomo pipistrello qui ne fa inconsapevolmente le veci, preparando il terreno per la sua comparsa.

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Ancora McKenzie con David Mazouz (Bruce Wayne)

E i villain? Beh, come volto nuovo abbiamo Fish Mooney, interpretata da Jada Pinkett Smith: esso è l’unico personaggio inventato ad hoc per la serie, e per tale motivo è quello che in partenza desta forse meno interesse; spero che col passare delle puntate venga ben sviluppata in sede di sceneggiatura.

Tra i soliti noti abbiamo i già citati Carmine Falcone, Oswald Cobblepot (che diverrà meglio noto come “Pinguino”), Poison Ivy e Selina “Catwoman” Kyle bambine, oltre ad una breve apparizione di Edward “The Riddler” Nigma.

gotham villains

John Doman (Carmine Falcone), Camren Bicondova (Selina Kyle), Jada Pinkett Smith (Fish Mooney), Robin Lord Taylor (Oswald Cobblepot) e Cory Michael Smith (Edward Nygma)

Proprio Nigma, nonostante compaia per non più di quaranta secondi, è reso in maniera folgorante grazie alla presenza di tutte le sue caratteristiche: intelligenza, mania per gli indovinelli e stravaganza

L’unica speranza è che anche nelle prossime puntate la serie si mantenga su questi livelli, cercando di unire una narrazione di tipo orizzontale (rappresentata dalle indagini sull’omicidio dei Wayne), con quella verticale, basata su un nuovo caso da risolvere di episodio in episodio.

Ai posteri l’ardua sentenza, per ora l’unica cosa che possiamo fare è godercela e incrociare le dita.

E le mie sono strettissime.

Queste sono le mie opinioni, voi che ne pensate di questa nuova serie?

Vi è piaciuta la prima puntata oppure no?

Non vedete l’ora di guardare i prossimi episodi o vi ha fatto tornare in mente il pessimo Smallville, con la sua sceneggiatura approssimativa e il suo Lex Luthor perennemente di spalle rispetto alla porta del suo studio?

Se vi va, lasciate un commento qui sotto.

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Commenti su: "Serenate. Parole e opinioni in libertà – Gotham (episodio pilota)" (2)

  1. Al momento ho visto i primi due episodi trasmessi in chiaro domenica scorsa e devo dire che il pinguino è stato il personaggio che mi ha colpito più di tutti. Al secondo posto l’enigmista. Su Gordon sono ancora indeciso, il contrasto tra i due polizioti mi sembra interessante ma non ho ancora gli elementi per dire se mi piace davvero!

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