L'amichevole cinefilo di quartiere

Sin_City_-_Una_donna_per_cui_uccidere_3D_Teaser_Poster_Italia_mid“A sin for him, desire within desire within / Fall in love with your deep dark sin.”

TRAMA: Quattro storie che hanno comune denominatore in (Ba)Sin City, città del vizio popolata da criminali, politici corrotti e donne di malaffare, dove il sangue scorre a fiumi e la violenza è l’unica via.
Tratto dalla graphic novel omonima di Frank Miller.

RECENSIONE: Diretto dallo stesso Miller e da Robert Rodriguez (che ci ha dato recentemente Machete Kills), Una donna per cui uccidere è il seguito di Sin City, film uscito nel lontano 2005.

Nove anni fa.

Alla buon’ora, ostia!

Tralasciando una fase di creazione piuttosto “complicata”, per usare un eufemismo (riunire un cast del genere non deve essere stato semplice una volta, figuriamoci due), e una post-produzione durata due anni (chi hanno chiamato per farla, Terrence Malick?), questo film è un seguito inferiore alla prima opera, ma che riesce comunque ad essere godibile e ad avere elementi interessanti.

Thriller noir condito da una violenza molto accentuata e da atmosfere erotiche piuttosto torbide, la sua struttura a episodi gli permette di essere più appetibile rispetto ad un lungometraggio unico, perché avendo una dimensione più globale e particolareggiata rende meglio idea della città e soprattutto della varia umanità che la popola.

Sin+City+A+Dame+to+Kill+For+Trailer

Sin City riesce nel suo intento anche grazie alla storia principale tra le quattro, veramente ben fatta sia come atmosfere dark (ma come anche le altre, del resto) sia nella creazione di personaggi tratteggiati in maniera efficace e che, pur basati su stereotipi come la donna manipolatrice, l’uomo che viene usato eccetera, si arricchiscono di particolari che li rendono polidimensionali e non li fanno scadere nella macchietta.

La regia del cugino spirituale di Tarantino e di Miller esalta molto le già citate atmosfere noir, con un funzionale uso del bianco e nero che fa somigliare la fotografia ad un’insieme di tavole fumettistiche. Le inquadrature sono indirizzate molto spesso agli occhi, che vengono esaltati o rendendoli l’unico elemento di colore in mezzo ai toni di grigio o indirizzandogli contro una striscia di luce orizzontale che li faccia spiccare non solo dal resto del corpo, ma anche dalla rimanente parte del volto.

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Oltre a questo elemento abbiamo anche la scelta, come in Sin City, di far risaltare alcuni oggetti o personaggi dando loro colore, facendoli quindi brillare come fari nell’inquadratura. Un’automobile, un soprabito o direttamente una persona focalizzano in tal modo l’attenzione dello spettatore, dandogli un punto luce direttamente in scena.

La sceneggiatura è divisa in quattro, come i Cavalieri dell’Apocalisse, le Tartarughe Ninja e i formaggi sull’omonima pizza.

Denari: Una donna per cui uccidere è la sottotrama principale, e quella che dà il titolo al film stesso. Personaggi ottimi, buon sviluppo narrativo e attori ispirati, risulta essere la migliore del mazzo, anche grazie ovviamente al maggior spazio temporale concessole. Protagonisti un’illegale Eva Green e Josh Brolin (Gangster Squad), che sostituisce Clive Owen nei panni di Dwight, precedendo ciò che viene narrato nel primo Sin City.

sin-city-2

Bastoni: Solo un altro sabato sera è la più breve e quella più disimpegnata, quasi un divertissement. Apre il film dando al pubblico Mickey Rourke che prende a calci qualche tizio in allegria, tanto per far capire subito allo spettatore cosa lo aspetti per la successiva ora e mezza.

sin city rourkeSpade: Quella lunga, brutta notte è delle quattro quella meno collegata alle altre, e quindi la più autonoma narrativamente. Essa vede il lanciatissimo Joseph Gordon-Levitt (Don JonIl cavaliere oscuro – Il ritorno) nei panni di un personaggio che sprizza carisma da ogni poro e con un obiettivo bene in testa. Qualche buon dialogo e un paio di camei simpatici la rendono però comunque godibile.

sin city gordon

Coppe: La grossa sconfitta chiude l’opera, ed è il diretto seguito degli avvenimenti visti nel primo filmJessica Alba e ancora Rourke (il suo Marv è l’unico personaggio a comparire in tutte e quattro le storie) proseguono l’arco narrativo di Quel bastardo giallo, che segna l’ulteriore evoluzione del personaggio di Nancy.

sin city alba

In un cast di eccezionale qualità spicca ovviamente la madama del titolo: Eva Green (già in un’altra opera derivata da Miller, 300 – L’alba di un impero) è perfetta nel ruolo della femme fatale, grazie al suo fisico prosperoso, che mostra in maniera decisamente generosa per la gioia di ogni maschietto, al suo sguardo magnetico e alla sua presenza scenica.

Come una moderna sirena, la sua bellezza senza pari si unisce ad una pericolosità non manifesta esternamente ma comunque percepibile, che impone di rimanere costantemente all’erta per non cadere nelle sue spire: se non fa attenzione, infatti, l’uomo cade in un piacere tanto breve quanto estremo, che da battito d’ali di farfalla diventa morso di serpente velenoso…

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Che occhi grandi che hai…

Che poeta, ragazzi, altro che recensioni…

In generale un buon film.

Se vi è piaciuto potrebbero piacervi: Tutto ciò che il buon Frank Miller ha creato. Sì, dai, anche 300.

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Commenti su: "Sin City – Una donna per cui uccidere" (13)

  1. Just me ha detto:

    La aspettavo e la desideravo, una recensione di questo film fatta da te. Anche se è strano che tu scriva di una pellicola classificabile come buona (ma diciamo che ogni tanto ti meriti anche una pausa dallo sporco lavoro di routine). Sei anche riuscito a non cospargerla di bava, vista la presenza di Eva, quindi non ho nulla da eccepire, solo complimenti. 😉

    Ps: dici “osti”? Penso tu sia più vicino a casa di quel che immaginassi, di dove sei?

    • Ah ah, grazie 🙂 sì, a fine proiezione nel cinema dove l’ho visto è passato in sala l’addetto alle pulizie col mocio, però per il resto direi tutto ok.

      No, quell'”ostia” lì mi è venuto senza un motivo preciso, a volte metto intercalari o esclamazioni tanto per dare un po’ di colore rustico ai miei scritti 😉

      Io sono della provincia di Mantova, comunque.

      Sì, quella con i tortelli.
      Sì, quella con la torta sbrisolona.
      Sì, quella con una nebbia da Silent Hill 😉

      • Just me ha detto:

        Sa, di Lei, Signor Giudice, mi piace molto il linguaggio. Ma devo dire che anche questa spruzzata di friendly color rustico non stona, quindi glieLa approvo. 😉

        Comunque non siamo distanti, io vivo sul Lago di Garda. Quindi smetti di parlare di cibo, e offri. ;P

      • Ahi ahi ahi, ci si approfitta del mio essere gentleman…

        Comunque l’idea di un pranzo/cena a parlare di cinema mi sa molto di Simposio e mi piace molto.

        Probabilmente finirebbe col povero ristoratore di turno a cacciarci via per sfinimento 😉

      • Just me ha detto:

        Ma no, ma no, sia mai che io mi approfitti di Lei. Glieli pago in polenta, i tortelli.

        Comunque dovremmo imparare dai…facciamo che li chiamo “convinti”, di Twitter e trovarci ogni tanto, che non sarebbe poi così grave conoscersi. Magari tralasciando la parte dei selfie, ecco.

      • Purtroppo non ho Twitter: già straparlo normalmente, se poi ci si mette anche quello, buonanotte ai suonatori; ho solo il banale Facebook.

        Non sottovalutare le selfie: non hai idea di quanti bagni io abbia visto senza esserci mai stato…

      • Just me ha detto:

        Ahahah e di quanta autostima se ne può ricavare!

  2. Bhe, ma qui siamo tutti corregionali! Che ne direste se mi aggiungessi al simposio, portando la cotoletta ovviamente? 😉

    Anyway, bella recensione 😉

  3. è la prima rece positiva che leggo, cmq nonostante le molte critiche non mi è passata la voglia di vederlo!!!! Ti farò sapere.

  4. Sevenseven ha detto:

    … Ma Marv non era morto alla fine del primo capitolo???

    • Spoiler: Sì, ma in questo seguito alcune storie si svolgono prima di ciò che si vede nel primo capitolo, e anche nel primo Sin City le diverse trame si incrociano dal punto di vista temporale.

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